Castelvecchi eBooks

eBooks editi da Castelvecchi con argomento Siria

EBOOK   9788868267926

La conchiglia: I miei anni nelle prigioni siriane. E-book. Formato EPUB Mustafa Khalifa   -  Castelvecchi, 2014  - 

Dopo sei anni trascorsi in Francia, il giovane Musa torna nel suo Paese, la Siria. Non può prevedere che, appena sceso dall'aereo, sarà arrestato dalla polizia, torturato nella sede dei servizi segreti e condannato senza processo sulla base di un'accusa assurda: quella di appartenere, lui cristiano non praticante, al movimento dei Fratelli musulmani. Questo romanzo, dolorosamente autobiografico, racconta l'odissea durata tredici anni nelle carceri di Hafiz al-Assad, la storia di una resistenza quotidiana alla violenza che annulla i corpi e le menti degli uomini. A Tadmur - la Prigione del deserto dove migliaia di detenuti cercano di sopravvivere ammassati l'uno sull'altro - Musa costruisce attorno a sé un guscio, una "conchiglia", per proteggersi e osservare l'atrocità che lo circonda. A Tadmur impara a "scrivere con la mente", ad aspettare e, per un attimo, riesce a vivere una delicata relazione con un compagno di prigionia. Con una scrittura limpida e poetica, Mustafa Khalifa ha trasformato in romanzo l'inferno della sua esperienza carceraria, e il suo libro non è solo denuncia, ma anche amara riflessone sull'estensione dell'orrore di cui si macchiano gli esseri umani. Prefazione di Ugo Tramballi.

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EBOOK   9788868265991

Come vuoi morire?: Rapita nella Siria in guerra. E-book. Formato EPUB Susan Dabbous   -  Castelvecchi, 2014  - 

Questo libro è il diario di una prigionia, ma anche un inno al coraggio di un popolo, quello siriano, che non ha mai smesso di sperare nonostante l’orrore che gli si consuma intorno. Il 3 aprile del 2013 Susan Dabbous, giornalista di origini siriane, e` stata rapita in Siria insieme ad altri tre reporter italiani. A sequestrarli, a Ghassanieh, un villaggio cristiano, e` stato Jabhat al-Nusra, un gruppo legato ad al-Qaeda. Sono stati arrestati davanti a una chiesa sconsacrata, dove stavano filmando un documentario per la Rai. Portata inizialmente in una casa prigione, Dabbous e` stata poi separata dai suoi colleghi e trasferita in un appartamento con una donna, Miriam, moglie di uno jihadista. E` stata la nuova carceriera a occuparsi della “islamizzazione” di Susan. Con lei l’autrice ha pregato e ascoltato i discorsi di Osama bin Laden. Ed e` sempre con lei che ha dovuto riflettere su una domanda che in quei giorni di cattivita` le e` stata rivolta: “Qual e` la tua morte preferita?”. Un quesito cui Dabbous ha tentato di rispondere con sincerita`, “perche´ quando sei un ostaggio non dici bugie. Cosi` ho parlato da donna a donna con quel linguaggio assolutamente universale fatto principalmente di emozioni”. La liberazione e` arrivata dopo undici giorni, a seguito di un accordo concluso dai servizi segreti italiani. Dopo un breve periodo in Italia, Susan e` partita di nuovo per il Libano, dove viveva da oltre un anno, e li` ha scoperto che un suo amico nel villaggio di Atme, in Siria, era stato torturato solo per avere informazioni su di lei.

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