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eBooks editi da Chiarelettere con argomento Luigi
La città ribelle: Il caso Napoli. E-book. Formato EPUB Luigi De Magistris - Chiarelettere, 2017 -
Con i contributi di Erri De Luca e Maurizio de Giovanni“È la storia di un Sud diverso, che non accetta più stereotipi, che non vuole essere il castello degli orrori di un paese che è troppo luna park per essere vero.”Maurizio de Giovanni“Ho conosciuto l’orgoglio ferito, mortificato dei miei concittadini, il loro rancore… Oggi riconosco il sentimento opposto, non solo di riscatto dalla condizione subalterna, ma di fierezza.”Erri De LucaQuello di Luigi de Magistris e di Napoli è un caso clamoroso. Nessun miracolo. San Gennaro non c’entra. Ex magistrato, autore di coraggiose inchieste in Calabria, già parlamentare europeo, de Magistris è riuscito a vincere le elezioni nel 2011 contro tutti, e nel 2016 a raddoppiare il suo mandato. Napoli invasa dai rifiuti, ostaggio della camorra, sull’orlo della bancarotta. Questa era l’immagine della terza città d’Italia dopo decenni di malapolitica. Ora molti problemi sono stati risolti, altri rimangono ma i napoletani non si vergognano più della loro città. È cambiato qualcosa che va al di là delle statistiche e che vale la pena raccontare: la voglia di partecipare, un modo di far politica che ha fatto sentire la gente vicina al potere, in controtendenza con quanto accade a Roma e in molte altre città. I napoletani sono accorsi a votare il loro sindaco, dai movimenti ai centri sociali, dai collettivi studenteschi alle associazioni dei cittadini, ai comitati di lotta. Vogliono conoscerlo i sindaci di città come Barcellona, Berlino, Atene, sapere come si fa “il sindaco di strada” e contrastare l’illegalità diffusa, la burocrazia, il boicottaggio del governo centrale, sostenendo al contempo un nuovo “movimento nazionale di liberazione”. E soprattutto conquistando il cuore di una città così difficile. Ma chi è veramente Luigi de Magistris, sindaco “rischia tutto”?
Luigi Ilardo. Omicidio di stato: La tetsimonianza della figlia Luana. E-book. Formato EPUB Anna Vinci - Chiarelettere, 2021 -
Prefazione di Michele RiccioLa confessione ineditadella figlia del bossche ha fatto scoprire il covodi Provenzano ed è statopoi abbandonato dalle istituzioni Una testimonianza toccanteche accende di nuovo i riflettorisu una verità che imbarazza,tuttora oggetto del processosulla trattativa Stato-mafia“Molti attentati addebitatie commessi da Cosa nostrasono stati commissionati dallo Stato…Vedrà, comandante,quante ce ne faranno passare.”Luigi Ilardo a Michele Riccio,colonnello dei carabinieri, prima di essere ucciso “Hanno ucciso e seppellito lui, ma non noi e soprattutto non me… So che la mia liberazione avverrà quando emergerà la verità della storia, più grande di lui, nella quale mio padre si è trovato coinvolto.”Questa volta a parlare è la figlia, nata nel 1980. Quando suo padre, Luigi Ilardo, morì, aveva appena sedici anni. Fu lei a scendere in strada e a raccoglierlo tra le sue braccia la sera del 10 maggio 1996, poco prima che scattasse il piano di protezione a tutela sua e dei famigliari. Il racconto di Luana ci commuove. Oltre a denunciare la drammaticità della morte del padre, ci fa entrare dentro la mentalità e la vita quotidiana di una famiglia mafiosa, imparentata con i Madonia e a contatto con tutti i più importanti boss, compreso Provenzano.La sua testimonianza, raccolta e narrata da Anna Vinci, è puntuale e avvincente proprio perché esprime l’amore di una figlia che a poco a poco si rende conto di quanto la sua vita sia stravolta, prima dalla carcerazione del padre, poi dalle continue fughe, sparizioni, paure.È incredibile come la grande storia di questo paese passi da qui, attraverso questa vicenda famigliare che ci è restituita in tutta la sua concretezza.In appendice alcune dichiarazioni e lettere private di Ilardo e i documenti della sua collaborazione, oltre a un dialogo tra la scrittrice e Giorgio Bongiovanni, direttore di “Antimafia Duemila”.Luigi Ilardo: per la mafia un “traditore”, per lo Stato un informatore che ha rilasciato per anni “dichiarazioni spontanee” nell’ambito di quello che le forze dell’ordine definiscono “un rapporto confidenziale”.Dopo undici anni di dura detenzione e rari permessi, Ilardo decide di cominciare un percorso di collaborazione, e di “redenzione”, come nessuno mai aveva ancora fatto.Sarà lui a portare i carabinieri a scoprire il covo di Provenzano, che sarà arrestato solo molto tempo dopo. Perché? Una fuga di notizie dalla Procura di Caltanissetta, come attestano le indagini giudiziarie, sarà la causa della sua morte, avvenuta il 10 maggio 1996.