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eBooks editi da Editori Laterza con argomento Spagna

EBOOK   9788858118627

Il passato di bronzo: L'eredità della guerra civile nella Spagna democratica. E-book. Formato EPUB Gabriele Ranzato   -  Editori Laterza, 2014  - 

È giusto che i teatri del lutto e del sangue lascino il posto alla pace quotidiana, a lunghi momenti di oblio e a una conoscenza degli eventi passati meno carica di sentimenti di rivalsa e di ogni altra passione distruttiva che possa essere evocata dal vivido ricordo dei caduti di una guerra fratricida. Sentire troppo l'uno o l'altro dei singoli dolori di cui si compone una guerra civile impedisce di sentire il dolore collettivo e di attenuarlo quel tanto che occorre per capirne le ragioni. Nella Spagna attuale gli impedimenti perché questo avvenga sono ancora molto forti. Lo spazio civico è ancora molto ingombro di salme della guerra civile. Ma ciò non avviene perché gli spagnoli siano più di altri implacabili e inclini alla vendetta. C'è una sequenza di eventi che spiega questo. Essi attengono più alla storia recente che a quella remota. Ed è dunque dalla storia recente che occorre partire per capire le ragioni di quella sorta di immortalità della guerra civile, la sua perdurante presenza nella vita degli spagnoli, che li ha costantemente accompagnati nel corso del tempo come fantasma familiare sia nel silenzio che nelle dispute aperte.

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EBOOK   9788858103807

Tauroetica. E-book. Formato EPUB Fernando Savater   -  Editori Laterza, 2012  - 

«Che cosa abbiamo fatto e che cosa facciamo con gli animali? In che misura la nostra relazione con essi ha plasmato la nostra civiltà e azzardo la nostra 'umanità'?»Gli animali sono 'umani' nella stessa misura in cui gli uomini sono animali? La loro felicità e la loro salute fanno parte dei nostri doveri morali? Quali sono, nello specifico, questi doveri? Con loro abbiamo stipulato un contratto come con i nostri compagni di genere o istituito soltanto un protocollo di comportamenti che dobbiamo regolare in modo specifico, specie per specie? È peggiore la morte del toro in corrida o la vita di un animale da macello? Perché invochiamo rispetto per gli animali che ci ispirano pena e tenerezza e non per quelli che ci provocano ribrezzo o paura? Cosa significa esattamente far soffrire gli animali? E di cosa hanno realmente bisogno?Ovviamente gli animali soffrono, come tutti gli altri esseri viventi: buona parte degli animali che non sono mai stati in contatto con l'uomo soffrono, in certi momenti della loro vita, forse più della maggioranza di gatti, cani, cavalli, mucche, tori ecc. che convivono con gli umani. La Natura qualsiasi cosa sia quell'insieme di fatalità che chiamiamo con tale prosopopea pianifica o permette cacce, carestie, stragi e anche raffinate torture che garantiscono agli animali un'esistenza dolorosa come, ad esempio, la nostra. Ci sono uomini che sembrano soffrire per il dolore altrui, ma ciò si deve al fatto che noi umani lo si voglia o no abbiamo una vena anti-naturale: poche cose come la compassione sono meno naturali e più estranee ai cosiddetti processi naturali.Le domande che si pone Savater sono tanto pertinenti quanto spiazzanti, e ancora più spiazzanti sono le sue risposte.

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EBOOK   9788858113486

La grande paura del 1936: Come la Spagna precipitò nella guerra civile. E-book. Formato EPUB Gabriele Ranzato   -  Editori Laterza, 2014  - 

Vincendo la guerra civile Franco impose alla Spagna una dittatura di tipo fascista. Per molti anni dopo la fine della guerra egli ha continuato, con grande spietatezza, a uccidere e tenere in prigionia un enorme numero di oppositori. Poiché per tutto questo il regime franchista è restato il simbolo della più oscura e longeva antidemocrazia nella storia dell'Europa occidentale, la Repubblica che egli ha abbattuto è rimasta il simbolo della democrazia. È noto però che la Spagna repubblicana all'avvio della guerra fu immediatamente travolta da un'ondata rivoluzionaria, e solitamente si considera questo stravolgimento della sua natura una conseguenza del golpe militare, per far fronte al quale era occorso armare il popolo. Ma è veramente così? I generali golpisti vollero affossare la Repubblica per la loro ostilità verso le riforme che essa stava attuando nell'ordine e nel rispetto delle norme di una democrazia liberale? Oppure essi poterono contare sull'attivo sostegno, o quanto meno sulla sconcertata passività, di un'ampia parte della cittadinanza, perché diversi eventi e segnali diffusero la paura che il paese stesse già imboccando la via di un'irreversibile rivoluzione?

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