Edizioni Alegre eBooks

eBooks editi da Edizioni Alegre con argomento Guerra

EBOOK   9788898841844

Hevalen: Perché sono andato a combattere l'Isis in Siria. E-book. Formato EPUB Davide Grasso   -  Edizioni Alegre, 2017  - 

Rojava. In curdo vuol dire "ovest", ma per arrivarci dobbiamo andare verso est, giungere nelle terre che un tempo chiamavamo Asia minore. "Rojava" è il Kurdistan siriano, dove dal 2011 è in corso una rivoluzione, il grande esperimento delle comuni e del "confederalismo democratico". Un movimento di liberazione egualitario, libertario e femminista, ispirato al pensiero di Abdullah Öcalan e cresciuto come un bosco in pieno deserto, nel più devastato – e strategico – teatro di guerra del pianeta. Un processo sociale accerchiato da forze reazionarie e sanguinarie: l'Isis, il regime di Assad a Damasco e il regime del caudillo turco, Erdogan, appena oltre il confine. Nel 2014 abbiamo trepidato per Kobane, città assediata dall'Isis e difesa da forze popolari chiamate Ypg e Ypj. Abbiamo visto le immagini di donne guerrigliere sorridenti scalzare dai media quelle dei tetri tagliagole di Daesh, e poi la riscossa: da Kobane, divenuta la "Stalingrado del Medio oriente", è partita una controffensiva che ha meravigliato il mondo. Meno di tre anni dopo è stata liberata Raqqa, sedicente "capitale" dello Stato islamico. Come non accadeva dai tempi della guerra civile spagnola, uomini e donne da tanti paesi hanno deciso di raggiungere la Siria e partecipare alla rivoluzione, armi alla mano. Uno di loro era Davide Grasso, militante del centro sociale torinese Askatasuna e del movimento No Tav. A fargli prendere la decisione è stata la strage al Bataclan di Parigi, il 13 novembre del 2015. Hevalen, che in curdo significa "gli amici", "i compagni", è la storia – ibrida, ruvida, entusiasmante – del suo viaggio, della sua guerra, delle contraddizioni che ogni rivoluzione si porta dentro e deve affrontare. Necirvan si avvicinò, sotto il sole. «Heval Tirej, la guerra è dura...». Non capivo neanche quel che mi diceva: gran, "duro", lo compresi come volesse dire "giusto", per qualche oscuro motivo. «Na», risposi, «sher ne gran e...», la guerra non è giusta, volevo dire, ma dissi non è dura. Restò sorpreso. Non capiva. Pensò che delirassi. Non aveva torto. «Heval Tirej... è meglio se torni nelle retrovie. La guerra è dura...». «Tamam», dissi, voltandomi a guardarlo negli occhi. «Possiamo parlare di quel che è successo?», chiesi. «Tirej, ne parleremo in assemblea...». «Tamam».

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EBOOK   9788898841790

Siria, la rivoluzione rimossa: Dalla rivolta del 2011 alla guerra. E-book. Formato EPUB Lorenzo Declich   -  Edizioni Alegre, 2017  - 

La Siria oggi è ridotta in macerie, più di un terzo della popolazione è fuggito all'estero e un altro terzo ha dovuto abbandonare le proprie abitazioni. Le vittime civili sono più di mezzo milione e circa il doppio i feriti e mutilati. Tutto questo nella sostanziale indifferenza delle cosiddette "democrazie avanzate". Ma prima di divenire teatro di questa guerra la Siria ha vissuto, dal 2011, una vera e propria rivoluzione. Un imponente quanto disorganizzato movimento di popolo ha intrecciato le aspirazioni dei giovani con le rivendicazioni della parte più svantaggiata della società. È stato il più importante tentativo di autorganizzazione dal basso nel contesto delle rivolte arabe, caratterizzato dalle parole d'ordine "libertà", "dignità" e "cittadinanza", ma forse proprio per questo è stato cancellato nei discorsi prima ancora che nei fatti. L'autore racconta la storia di questi anni da un punto di vista preciso. Ritiene infatti che il principale problema della Siria oggi sia il regime di Bashar al-Asad e ne descrive le caratteristiche insieme alle condizioni sociali ed economiche che hanno prodotto la rivolta. Approfondisce le dinamiche della protesta, per arrivare alle terribili strategie di repressione attuate dal regime e all'attuale situazione di guerra. Con l'entrata in campo nel 2013 dello Stato islamico è stata proposta un'unica opzione: stare con l'Isis o con Asad. Ciò ha cancellato la possibilità di analisi approfondite su un conflitto che non può non essere letto su più livelli. Smontando alcuni miti e contestando le fonti su cui si basano molti giornalisti – oltre a complottisti di varia risma – l'autore analizza la deriva confessionale del conflitto, la strategia di compartimentazione della Siria attuata dal regime, l'economia di guerra e gli interessi diversi degli "attori geopolitici" (Stati Uniti, Russia, Iran…). Ma soprattutto rimette al centro del campo visivo i siriani e la loro rivoluzione, unica speranza per il futuro. Ho visto la rivoluzione e la guerra da lontano, e poi ho passato al vaglio centinaia di video e testimonianze, molte delle quali terribili, prima di decidere che dovevo fermarmi un po' per non essere sopraffatto dalla disperazione, dalla rabbia e dall'impotenza. La scrittura di questo lavoro ha significato ritornarci, affrontare di nuovo quelle immagini e quei testi, cercando di tenere lontani i mille rivoli di odio che dalla Siria, in forme spesso trasfigurate, degradate o meschine, si espandono nella rete e fuori. Ne sono uscito con la convinzione definitiva che la Siria nel 2011 era un paese meraviglioso nonostante il regime di Bashar al-Asad. I suoi rivoluzionari, la maggior parte dei quali è di gran lunga più giovane di me, ne erano il cuore. Guardando alla forza, al coraggio e alla generosità di coloro che per la rivoluzione sono morti e di chi è ancora vivo e attivo, ho intravisto una luce alla fine del tunnel.

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EBOOK   9788898841530

La mia guerra di Spagna. E-book. Formato EPUB Mika Etchebéhére   -  Edizioni Alegre, 2016  - 

Mika Etchebéhère, una delle grandi dimenticate dalla storia, scrisse questa sua autobiografia a quarant'anni di distanza dalla guerra, nel '76. Non fu una storica o una scrittrice bensì una combattente sul fronte aragonese insieme a suo marito Hippolyte ucciso mentre era al comando di una colonna del Poum, organizzazione anti-stalinista fondata da Andrés Nin. Priva di nozioni militari, capace a malapena di sparare, dopo la morte del marito Mika si trova suo malgrado a imbracciare il fucile, vincendo le diffidenze degli uomini e trasformandosi nell'unica donna "capitana" di una colonna militare antifranchista. Le prime pagine del libro testimoniano l'impreparazione generale di fronte al colpo di Stato ma anche il coraggio con cui la popolazione reagisce. La guerra di Spagna fu infatti la prova generale della Seconda guerra mondiale, ma anche la dimostrazione delle potenzialità di un popolo che si autorganizza per lottare in armi per una società migliore e della viltà dei governi "democratici" europei che optarono invece per il "non intervento". Solo l'Urss staliniana sembrò disposta a fornire un aiuto ai miliziani, ma ben presto scatenò la propria violenza contro le forze più radicali della rivoluzione. L'autrice ha vissuto quella storia da dentro ma la racconta da vera scrittrice: ci fa rivivere le trincee, l'avvicendarsi di tensioni e di pause, di discussioni politiche e sofferenze, di paure e speranze, in un racconto tanto epico quanto doloroso e frantumato, ricco di contraddizioni perché vero. Una rievocazione bruciante, fitta di episodi e di figure memorabili di cui non a caso ritroviamo riferimenti diretti e indiretti nel film di Ken Loach Terra e Libertà. «La "guapa" Mika venuta da fuori guarda e riflette, guarda e registra con una memoria di ferro e con la libertà della scrittrice di vaglia, e ci restituisce a distanza volti e parole, stracci e macerie, rumori e silenzi, asprezze e dolcezze, dubbi e fiducie, conflitti col nemico e conflitti interni alla propria parte, agli amici. Da grande scrittrice oltre che da memorialista. Ha vissuto quel che racconta e quando ricostruisce la sua esperienza di combattente con dovizie di particolari, se pure qualcosa vi aggiungesse si tratta della conseguenza di un vissuto così forte, così unico, da risultarle indimenticabile: se c'è del verosimile è per precisare il vero, è fatto di vero. E le emozioni che il lettore ne ricava non sono il frutto di una mistificazione ma di un'adesione: mai, in nessun momento, dubitiamo della sincerità della narratrice, e sempre, in ogni momento, sentiamo il suo calore e la sua passione». Goffredo Fofi

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