Edizioni Alegre eBooks
eBooks editi da Edizioni Alegre con argomento Roma
Al palo della morte: Storia di un omicidio in una periferia meticcia. E-book. Formato EPUB Giuliano Santoro - Edizioni Alegre, 2016 -
Roma, nella testa di molti abitanti del centro, finisce al Pigneto. Per questo capita di sentire domande come: «Per andare a Tor Pignattara faccio il Raccordo?». Tanti romani non hanno idea di dove sia Tor Pignattara, non sanno che si trova proprio a due passi dal Pigneto e dai suoi aperitivi. Ogni quartiere col nome di una torre è già al Palo della morte. Il Palo della morte. Così il personaggio interpretato da Carlo Verdone in Un sacco bello chiama il luogo di estrema periferia dove ha appuntamento con un amico titubante, per partire alla volta di Cracovia. Oggi, nel multiforme slang della capitale, indica un luogo remoto, in un imprecisato hinterland. Tor Pignattara è un quartiere romano di confine, frontiera non soltanto urbanistica e sociale, ma anche culturale e immaginaria. È qui che negli ultimi giorni dell'estate 2014 viene ucciso Shahzad, giovane pakistano. Lo ammazza a calci e pugni un minorenne romano. Pochi giorni dopo, viene arrestato il padre del ragazzo. È accusato di concorso e istigazione all'omicidio. La morte di Shahzad è il prologo di una stagione, quella dei pogrom razzisti nelle periferie romane, delle scoperte su Mafia Capitale, delle convulsioni politiche che scuoteranno a lungo la città. Come un artificiere con una bomba lasciata sul marciapiede, Giuliano Santoro fa brillare la vicenda di Shahzad – l'arrivo a Roma, la vita di stenti, la ricerca di conforto nella religione, il fatale giro in tondo che lo porta all'incontro col suo assassino – e ne insegue le schegge in ogni direzione. Da un caso di cronaca, seguito mentre refluiva nel tran tran di una città che ogni giorno rumina ben altro, si allarga un vortice che trascina nelle pagine migranti, sottoproletari, giovani precari, ronde per la "sicurezza", neofascisti di ieri e di oggi, un'opinione pubblica ossessionata dal "degrado" e dal "decoro"... ma anche formidabili esperienze di meticciato e solidarietà. Alle 23.43 di quel 18 settembre 2014, il 113 riceve una delle chiamate da via Pavoni: una signora alla finestra invoca l'intervento della polizia. «Per favore venite all'altezza del civico 80… 78 C… gli hanno dato botte a un ragazzo e perde… ha perso…». L'operatore sente «vociferare animatamente», poi distingue chiaramente la voce di un uomo che urla «A Cretino! A comunista di merda! A comunista di merda». È l'uomo che chiameremo Enzo, rivolto a Fiorenza e Ruggero, colpevoli di essersi intromessi e di aver intimato a suo figlio di smetterla di colpire Shahzad… «Ci diceva che non era come noi, che non era una spia come noi, che noi siamo dei comunisti di merda e delle zecche e che saremmo dovuti tornare ai Parioli».
Grande come una città: Reinventare la politica a Roma. E-book. Formato EPUB Aa.Vv. - Edizioni Alegre, 2019 -
Quello che avete in mano è un libro che racconta – con la voce dei molti che l'hanno inventato, sostenuto, elaborato – un movimento politico inedito, plurale e in continua trasformazione. Un movimento nato in una periferia di una città sempre più in difficoltà, che ha portato centinaia di iniziative culturali in luoghi che per anni sono stati desertificati o lasciati al puro interesse commerciale. Un movimento che nella stagione dell'antipolitica – e nella città dove politica e corruzione vanno sempre a braccetto – immagina una forma per reinventare giorno per giorno un nuovo modo di fare politica. Il 5 settembre 2018 Christian Raimo, da poco diventato assessore alla cultura del Terzo Municipio di Roma, decide di fare una «Chiamata alle arti» chiedendo a chi ha voglia di dare una mano di creare un progetto culturale sul territorio. Rispondono centinaia di persone. In un anno seguono oltre trecento incontri e circa trenta gruppi di lavoro. Un'esperienza unica nel suo genere, un intreccio tra istituzioni e movimento, tra intervento culturale e insediamento sociale. Un percorso che ha sorpreso – ed esaltato – per prime le persone che l'hanno immaginato e che sono state coinvolte. Cos'è stata, cos'è, cosa può essere Grande come una città? Un progetto di rigenerazione culturale di un territorio periferico, un metodo di organizzazione dell'associazionismo dal basso, il tentativo di fare pedagogia pubblica in spazi informali? Queste le domande che i suoi stessi attivisti si pongono con contenuti e forme diverse, dalla testimonianza personale al saggio. Ognuno parte da sé, dai propri desideri, passioni e competenze, creando un insieme che non comprime ma valorizza le singolarità. Viene fuori la voglia di non limitare la parola politica a un sinonimo di governance, di ricostruire nei territori un senso di comunità e di far tornare la città un luogo di incontro, partecipazione e conflitto. Il riscatto viene dalla periferia, dove alla distruzione capitalistica si risponde con un'alleanza permanente di tutti coloro che, nel dialogo aperto, realizzano una politica del pensare guardando responsabilmente al futuro. Grande come una città è il laboratorio da cui rinasce la resistenza. Donatella Di Cesare Grande come una città è un movimento meraviglioso grazie alle ottime proposte culturali che fa e ai rapporti interpersonali che stabilisce. Lo so perché mi è piaciuto esserci e conoscere il gruppo. Andateci anche voi! Joe Lansdale Una canzone che a Roma sanno in tanti, e che ci è stata insegnata proprio dalla famiglia Menichetti di Val Melaina, parla di «questa città ribelle e mai domata». Ecco, ribelle non so. Ma quello che succede al di là dell'Aniene, e che da lì si connette a tante altre esperienze a Roma e nel resto d'Italia, è sicuramente il segnale della possibilità di una città che respira, una città nonostante tutto viva e non domata. Alessandro Portelli
Roma, polvere di stelle: La speranza fallita e le idee per uscire dal declino. E-book. Formato EPUB Paolo Berdini - Edizioni Alegre, 2018 -
"Onestà, onestà", è il grido dei consiglieri nell'aula Giulio Cesare il 7 luglio 2016 nel momento in cui si insedia la giunta Raggi. Una vittoria elettorale schiacciante che raccoglie il sentimento di condanna verso i due schieramenti che, in sostanziale continuità, hanno distrutto il governo pubblico della città. Paolo Berdini accetta di fare l'assessore, ma l'esperimento di rottura con il passato dura due mesi. Il "cerchio magico" del sindaco prima costringe alle dimissioni il capo di gabinetto Raineri e l'assessore al bilancio Minenna, poi mette le mani sulle municipalizzate. Infine scavalca in più occasioni le proposte dell'assessore all'urbanistica, dalla questione Olimpiadi al programma "Un tetto per tutti", fino all'epilogo dell'accordo sullo stadio della Roma a Tor di Valle, la più grande speculazione urbanistica della storia moderna. Decisioni in cui emerge il ruolo opaco di alcune figure: il braccio destro del sindaco Raffaele Marra poi arrestato per corruzione; lo studio legale Sammarco; l'avvocato esperto di banche Luca Lanzalone, che prima gestisce la trattativa con l'As Roma poi viene messo a capo di Acea, da sempre snodo fondamentale del potere romano. In questo libro Berdini fa un bilancio in prima persona della sua esperienza dentro la giunta Raggi, analizzando a fondo i mali di una città che non regge, i cui guasti scoperchiati dall'inchiesta "Mondo di mezzo" hanno radici profonde. Una città cresciuta troppo e male sotto il dominio della proprietà fondiaria, senza regole di governo delle trasformazioni urbane, in cui le periferie sprofondano e l'emergenza abitativa viene affrontata solo con sgomberi disumani. La speranza della giunta Raggi è fallita perché l'impreparazione dei suoi dirigenti ha permesso il sostanziale ritorno dell'influenza dei poteri che governano da trent'anni la città. La totale assenza di cultura alternativa ha impedito ai Cinque stelle di trovare i necessari anticorpi. Compito di chi ha a cuore Roma sarà quello di tentare di costruire su basi culturali più robuste il tentativo di salvare la capitale dal declino. Nella nuova giunta Raggi dietro alla cultura Cinque stelle apparentemente avulsa da ideologie e schieramenti politici si è stabilito un sistema di potere singolare. C'è il mondo conservatore di cui è esponente l'avvocato Sammarco. Ci sono il Pd e la destra di Alemanno, principali responsabili del tracollo della città e dello scandalo Mafia capitale, tornati tranquillamente al comando dell'urbanistica. Ci sono le grandi banche che si affidano all'avvocato Lanzalone. Ci sono infine le grandi imprese multinazionali, come Suez-Gas de France, che si contendono il controllo del sistema dell'acqua e dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Un ircocervo inedito che rappresenta tutti i poteri. Meno quelli della parte debole della società.