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eBooks editi da Giappichelli Editore con argomento Fisco
La fiscalità delle operazioni straordinarie. E-book. Formato PDF Eugenio Della Valle - Giappichelli Editore, 2018 -
La fiscalità delle operazioni straordinarie costituisce area di particolare complessità per una serie di ragioni. Innanzi tutto l'incertezza relativa al suo perimetro posto che non esiste una sua definizione normativa. Ancora, la circostanza che, pur all'interno dello stesso tributo, l'area coinvolge soggetti di diversa natura (enti, societari e non, persone fisiche, soggetti fiscalmente residenti e non) e standard contabili differenti (vuoi i principi contabili nazionali, vuoi gli IAS/IFRS 2) con conseguente sua possibile variabilità (p.e. la fiscalità legata al bilancio d'esercizio o, secondo la nomenclatura IAS/IFRS, bilancio separato). Si consideri peraltro che le operazioni straordinarie sono interessate dalla fiscalità non solo in quanto tali, ossia come operazioni, ma anche in quanto contemplate in atti negoziali che ne prevedono e ne disciplinano l'esecuzione; abbiamo dunque una fiscalità dell'operazione in sé considerata, variabile in funzione del soggetto e/o del tributo considerato (p.e. società e socio) ed una fiscalità dell'atto che contempla l'operazione straordinaria. Non solo, ma l'atto che contempla e disciplina tra le parti l'operazione straordinaria può contenere pattuizioni (p.e. price adjustment, indemnity, gross up, earn out, clausole di garanzia, ecc.) il cui trattamento fiscale coinvolge, in una prospettiva per così dire dinamica, che guardi all'esecuzione delle pattuizioni medesime, anche tributi diversi da quelli c.d. d'atto (p.e. le imposte sui redditi) generandosi in tal modo l'intrecciarsi della fiscalità dell'operazione con quella dell'atto e della sua esecuzione. Come si vedrà scorrendo i singoli contributi di questo volume, le ragioni testé illustrate spiegano il perché la fiscalità della categoria, valutata nel suo complesso, risulti priva di sistematicità, dispersa in una serie di discipline, il cui studio unitario – confermato del resto dalle numerose pubblicazioni dedicate all'argomento – si deve vuoi ad alcuni regimi comuni all'interno della disciplina di singoli tributi, vuoi alla fungibilità delle operazioni considerate, vuoi infine all'attenzione che, in una prospettiva anti-elusiva, il legislatore tradizionalmente riserva a molte delle operazioni che la compongono considerandole un terreno fertile per l'ottenimento di vantaggi fiscali indebiti. Insomma, la straordinarietà non esprime affatto il riconoscimento di un regime tributario speciale, neppure ove si consideri la disciplina del singolo comparto impositivo
Studio sugli strumenti di soluzione delle controversie fiscali internazionali: Con particolare riguardo al transfer pricing. E-book. Formato PDF Mauro Trivellin - Giappichelli Editore, 2018 -
Il presente lavoro è il frutto di una ricerca condotta nell’ambito del progetto di Ateneo – 2012, (CPDA120174), coordinato dal prof. A. Gattini dell’Università di Padova. Il volume sviluppa e rielabora un contributo dedicato alle procedure amichevoli e tratta degli arbitrati tributari come Dispute Resolution Mechanisms, mantenendo come angolo preferenziale di analisi la tutela del contribuente e come “terreno di coltura” per la sperimentazione applicativa il tema del transfer pricing. Lo scritto pubblicato è stato oggetto di interventi di coordinamento, ampliamento ed aggiornamento per tenere conto del più largo ambito d’indagine e delle recenti e rilevanti novità che hanno interessato la materia e che avranno nel prossimo futuro un ruolo preminente nel ridisegnare gli scenari degli istituti a disposizione degli operatori per gestire i conflitti e le sovrapposizioni tra giurisdizioni impositive. Mi riferisco, in particolare, alla Multilateral Convention to Implement Tax Treaty Related Measures to Prevent Base Erosion and Profit Shifting ed alle misure europee intese ad affiancarsi alla Convenzione di arbitrato (90/436/CEE) ed a rafforzare i mezzi di soluzione delle controversie in materia di doppia imposizione internazionale. Si è cercato, dunque, di esaminare gli strumenti prefigurati in queste fonti con lo scopo di verificare quali problemi essi contribuiranno a risolvere e quali ancora rimarranno sul tavolo, rispetto al più ampio obiettivo di assicurare effettività alle garanzie del soggetto passivo sul piano transnazionale. Alla prospettiva dei rimedi tradizionali, arricchita dal multilateralismo, si è inteso affiancare quella della prevenzione, presentando qualche riflessione su questioni dubbie relative agli Accordi preventivi per le imprese con attività internazionale e sugli APA, nella convinzione che la compliance sia un valore fondamentale per la sicurezza e la certezza nelle relazioni commerciali ma che, a questo fine, si debba sviluppare una cultura della collaborazione, rifuggendo da ricostruzioni interpretative che incrinano la stabilità delle determinazioni raggiunte. Si è espresso, altresì, l’auspicio che lo sviluppo degli strumenti di contrasto alla pianificazione aggressiva (regime del Country by Country Reporting) sia calibrato tenendo conto anche delle situazioni soggettive delle Multi National Entitities (MNE) e delle loro unità costitutive. Dopo solo un anno dalla prima edizione, si è sentita l’esigenza di presentare una seconda versione del lavoro, perché nel volgere di pochi mesi dalla pubblicazione del volume, le novità si sono succedute a ritmo incessante, al punto da rendere la precedente trattazione inadeguata ad offrire la giusta visione del quadro d’insieme. Più in particolare, è stata approvata la Direttiva 1852/2017 (anticipata dalla proposta n. 2016/0338 – CNS) che ha significativamente modificato il disegno degli originari progetti, ponendo qualche problema di coordinamento con la Convenzione arbitrale. Si sono, inoltre, delineate le posizioni degli Stati firmatari della Multilateral Convention (cfr. MLI Positions), il che permette di avere ora una più precisa cognizione di come il progetto BEPS è destinato ad incidere sulla rete convenzionale delle Giurisdizioni contraenti, ed in particolare, per quanto interessa, dell’Italia. Si è ritenuto opportuno, altresì, dar conto delle recenti novità che offrono scenari di ulteriore sviluppo degli strumenti di soluzione delle controversie internazionali, anche per il ruolo che vi potrebbero assumere la Corte di Giustizia europea (si consideri il “First Arbitral Award” della ECJ, in causa C-648/15) o l’International Court of Justice. Da ultimo, si è cercato di tenere conto degli importanti adeguamenti che, nel nostro Paese, hanno interessato i presupposti delle rettifiche sul transfer pricing, ora più coerenti con il criterio internazionale della libera concorrenza, nonché il regime degli aggiustamenti correlativi (art. 31-quater, D.P.R. n. 600/1973). È rimasto, tuttavia, l’impianto originario del lavoro che si pone come obiettivo quello di proporre alla discussione il frutto di una prima indagine, nella consapevolezza che le amplissime implicazioni teoriche degli argomenti affrontati investono snodi fondamentali del diritto tributario (i principi del giusto processo e del giusto procedimento, l’indisponibilità dell’obbligazione, la tutela dei diritti fondamentali, l’efficacia del giudicato interno rispetto agli esiti delle procedure amichevoli o arbitrali, la natura giuridica delle decisioni emesse e degli accordi raggiunti, l’eventuale impugnabilità degli stessi, l’ermeneutica delle norme internazionali) e suggeriscono che la materia si presta ad ulteriori approfondimenti, che si renderanno opportuni appena si assesterà il quadro delle regole in fieri, affinché si possa costruire un sistema internazionale coerente di “legal remedies” in ambito fiscale. Lo scritto è aggiornato al 14 maggio 2018.