Guanda eBooks

eBooks editi da Guanda con argomento Francia

EBOOK   9788823529816

Leviatan. E-book. Formato EPUB Julien Green   -  Guanda, 2021  - 

«Come nella tragedia antica, Leviatan è dominato da una forza alla quale siamo costretti a dare il nome di destino»Pietro Citati«Conosce il Leviatan di Green? Io l'ho letto una decina di volte»Hermann Hesse«Non sono molti i libri che possono rivendicare con tanta autorità la semplice e imperscrutabile ragione della poesia. Il Leviatan di Green è uno di questi»Carlo BoUn destino ineluttabile e tragico incombe sulle vite dei personaggi di questo romanzo di Julien Green. Un elemento li accomuna e li porta alla disperazione: la necessità imperante di seguire le proprie passioni personali. Questo bisogno genera in tutti una grande impazienza e conduce fatalmente a esiti funesti: il protagonista Paul Guéret vive un amore tormentato per Angèle, giovane lavandaia e stiratrice; la signora Londe è posseduta da un’irrefrenabile curiosità; la signora Grosgeorge, ricca ma ormai sul finire della vita, da una demoniaca frenesia di rivalsa. Tutti sono dei prigionieri, rinchiusi per loro stessa volontà in una prigione che si sono costruiti da soli, con l’unico scopo di soddisfare i propri desideri e l’ansia di non riuscirci: Leviatan è la rappresentazione tetra e allucinata di questo carcere immateriale, un luogo buio e impenetrabile in cui si trova a vivere ogni personaggio. Come scrive Giorgio Montefoschi nell’introduzione: «Julien Green – e qui è la sua grandezza – è uno scrittore ‘forte’ che non conosce mezze misure. Dio c’è o non c’è. La legge morale – anche, e soprattutto, in assenza di Dio – o è riconosciuta o non è riconosciuta. Le trappole nelle quali vivono o cadono i suoi personaggi, pur avendo assai spesso i segni del decoro, hanno pareti d’acciaio».

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EBOOK   9788823527119

La casa degli uccelli. E-book. Formato EPUB Laura Bosio   -  Guanda, 2020  - 

Parigi, 1794. In una zona centrale della città sorge un palazzo sede di un collegio militare. Un edificio come tanti, eppure le ricche sale affrescate da Pigalle e il vasto parco con le voliere, un tempo frequentati da rampolli di buona famiglia, nel giro di pochi mesi si sono trasformati in un carcere. Un carcere con una caratteristica unica: i prigionieri non hanno nessuna intenzione di fuggire. È lì, infatti, che nei mesi del Grande Terrore si nascondono una trentina di aristocratici e facoltosi borghesi, sul cui capo pende minacciosa la ghigliottina, e che devono la loro sopravvivenza unicamente alla Sezione Rivoluzionaria che li tiene in ostaggio – ma al sicuro – in cambio di denaro. Nelle stanze ormai in decadenza della Casa gli ospiti ripetono i riti di un mondo che fuori sta sanguinosamente crollando, uniti in un gioco di intrighi e ricatti: baroni, burocrati, principesse sotto mentite spoglie, generali in pensione, vescovi spretati; un ragazzo arrivato con i nonni che trova conforto in una giovane vedova; una ex dama di corte svampita e aggrappata al fantasma di un passato fastoso... A fare da tramite con il mondo esterno è Bertier, un parrucchiere che frequenta la Casa e che si occupa anche della testa del temibile Fouquier-Tinville, l’implacabile accusatore del Tribunale Rivoluzionario, allora in feroce competizione con Robespierre. Una testa più che mai in bilico, come in bilico sono le vite di tutti, in balia della furia dei tempi, dominati, come spesso i nostri, dall’irrazionalità. Per dirla con le parole di Bertier: «La Rivoluzione ha fatto di noi, anche noi barbieri intendo,degli uomini liberi. E sai cos’è la libertà in questo mondo disgraziato? Prendersi tutto quello che si può».

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EBOOK   9788823508705

Il Prévert di Prévert. E-book. Formato EPUB Jacques Prévert   -  Guanda, 2014  - 

Qual è stato il criterio che ha guidato Prévert nello scegliere le poesie raccolte in questa antologia? Nessuno in particolare, si direbbe, se si eccettua il gusto personale dell'autore. Pensandoci bene però, c'è qualcosa che lega i tre libri da cui sono tratti i versi qui riuniti. I tre titoli scelti da Prévert - Parole, Spettacolo e La pioggia e il bel tempo - possono essere visti come un invito dell'autore a non turarsi le orecchie alle parole, a non chiudere gli occhi allo spettacolo del mondo, a non tenere a freno la lingua, ma a parlare, all'occorrenza gridare. Tali sono sempre stati, nell'orizzonte morale di Prévert, gli imperativi che hanno dominato la sua poetica e che si riducono poi a uno soltanto, perentorio: essere «uomo» nel senso pieno del termine e opporsi a tutto ciò che vorrebbe negare o avvilire l'umano.

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