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eBooks editi da Liguori Editore con argomento D Annunzio
D’Annunzio a Napoli: a cura di Angelo R. Pupino. E-book. Formato PDF Angelo R. Pupino - Liguori Editore, 2012 -
Gli anni che tra il ’91 il ’93 d’Annunzio trascorse a Napoli e dintorni furono abbastanza densi. Con numerosi personaggi, spesso di notevole statura, egli strinse amicizia e instaurò scambi proficui: con Scarfoglio, con la Serao, con Di Giacomo, Masciantonio, Pica, Procida, van Westerhout ecc.; pubblicò con editori intraprendenti come Pierro e Bideri, e collaborò al “Corriere di Napoli”, al “Mattino”, al “Fortunio”, a “Flegrea” ecc., oltre che con romanzi prose versi, anche con articoli nei quali, sicuro ormai delle tematiche simbolistiche, portò a definitiva maturazione la propria poetica. E se probabilmente la vicinanza di Verdinois, recente traduttore di Tolstoj, gli valse ad approfondire il romanzo russo, non si può nemmeno escludere che l’incontro con Nietzsche (alla cui fortuna italiana fu proprio d’Annunzio a dare l’abbrivio sul “Mattino” nel ’92) sia avvenuto non solo per il tramite di traduzioni francesi, ma anche grazie al cenacolo che si raccoglieva attorno al “Fortunio”, sul quale si prolungava la memoria di una figura non ignara del filosofo di Zarathustra come Antonio Tari. Tale, a grandi linee, il quadro di cui si offre un’analisi a più voci. Nessun momento o aspetto significativo della produzione legata a Napoli è rimasto inesplorato, né si è tralasciato di studiare l’atteggiamento dei critici napoletani più significativi nei confronti di d’Annun-zio. Sicché è forse questa la prima volta che si affronta l‘argomento in modo così esteso e al tempo stesso approfondito.
Tra metafore e miti: Poesia e teatro in D’Annunzio. E-book. Formato PDF Valeria Giannantonio - Liguori Editore, 2012 -
La ricerca di nuove vie interpretative per l'opera sia teatrale che poetica dannunziana è alla base del rilevamento, accanto a un sentimento decadente del vivere, che attraversa l'arco temporale del decennio dal 1894 al 1904, di una poesia della senescenza, affidata a un vitalismo del tutto antitetico. L'indagine su alcuni momenti del teatro dannunziano procede lungo l'espressione del contrasto con un nuovo spirito di attivismo, che confluì nell'interventismo, come misura della fissazione del proprio personaggio nella sfida della morte e nell'imperitura fama di se stesso.
Le ambiguità della “decadenza“: D’Annunzio romanziere. E-book. Formato PDF Guido Baldi - Liguori Editore, 2011 -
I romanzi dannunziani, dalla critica nei confronti degli antieroi "inetti" alla proposta dei superuomini, testimoniano il tentativo di trovare un'alternativa alla "decadenza", alle "mille delicate e incurabili infermità da cui è afflitto lo spirito moderno" (dietro a cui sono riconoscibili la crisi del ruolo intellettuale e più in generale la crisi di una nozione tradizionale di uomo). In realtà la malattia decadente continua ad affascinare lo scrittore; ed è questo "decadentismo" che gli consente di portare alla luce la faccia in ombra della modernità, che i miti della forza e del dominio occultano. Il percorso è qui ricostruito con un'indagine capillare, attraverso vari strumenti, che indagano il rapporto tra l'io individuale (con il suo retroterra inconscio) e il contesto sociale, le tecniche narrative, le trame simboliche.