Lindau eBooks

eBooks editi da Lindau con argomento Ungheria

Compie 26 anni una delle più importanti case editrici italiane, fondata a Torino nel febbraio del 1989. Specializzata nella saggistica cinematografica, settore di cui è diventata leader nel corso degli anni, anche grazie ai tanti libri adottati nei corsi universitari, ha diversificato e ampliato la sua produzione anche ad altri campi: attualità politica, cultura, storia, narrativa e anche spiritualità. Dal 2000 ha inglobato un marchio editoriale storico quale è L'Età dell'Acquario, specializzato nella cura e nell'analisi delle filosofie orientali, della medicina naturale e del self-help. Dal 2005 si occupa anche di libri e manualistica d'inchiesta, proposti sotto il marchio editoriale ANTEPRIMA, appositamente creato per questo tipo di filone. Per la sua qualità, le sue proposte e l'impegno profuso nel corso degli anni, la casa editrice LINDAU è stata insignita del prestigioso "Premio per la diffusione della cultura" assegnatogli dalla Presidenza del Consiglio.
EBOOK   9788867086450

Budapest 1956. La macchina del fango: La stampa del PCI e la rivoluzione ungherese: un caso esemplare di disinformazione. E-book. Formato EPUB Alessandro Frigerio   -  Lindau, 2016  - 

La prima grande insurrezione contro il sistema sovietico dopo la fine della seconda guerra mondiale si consumò in Ungheria tra il 23 ottobre e il 4 novembre 1956. Di quel lontano episodio sono noti pressoché tutti gli sviluppi: dalla scintilla accesa con le manifestazioni studentesche a Budapest alla prima repressione all’alba del giorno successivo, dai vacillanti governi guidati da Imre Nagy al «fraterno» intervento dell’Armata Rossa. Nei confronti di quella tragica vicenda il PCI (e l’industria editoriale a esso collegata) adottò un atteggiamento fermo e intransigente, salutando benevolmente la sanguinosa repressione messa in atto dai sovietici. Ma non si limitò a questo. In realtà avviò un’opera di capillare disinformazione – tacendo alcuni fatti, falsificandone o distorcendone altri – organizzata con la complicità di tutte le sue più autorevoli testate. Attingendo alle pagine de «l’Unità» e di periodici come «Rinascita», «Vie Nuove», «Nuovi argomenti», «Ragionamenti», «Realtà sovietica» e «Mondo Operaio» (rivista vicina al PSI), Alessandro Frigerio ricostruisce in questo libro la «macchina del fango» allestita a Botteghe Oscure, evidenziando non solo i dispositivi concettuali che la resero così efficiente ma anche il costante alimento fornito dal conformismo dottrinale di direttori, giornalisti e intellettuali di partito, pronti a mettere l’ideologia al servizio della delegittimazione della rivoluzione. Il risultato è una sorta di antologia di diffamazioni gratuite su fantomatici infiltrati reazionari alla guida della rivolta, di falsità spudorate sui crimini della «controrivoluzione», di accuse agli intellettuali ungheresi per non aver saputo far propria la logica totalitaria della «critica costruttiva», e agli operai magiari per la loro scarsa coscienza di classe. Sullo sfondo, il passaggio critico, dopo le rivelazioni del XX Congresso del PCUS, vissuto dalla sinistra italiana ancora pesantemente condizionata dalla supremazia del PCI sul PSI e dalla figura del suo segretario, Palmiro Togliatti, protagonista della stagione stalinista e di quella immediatamente successiva. Chiude il volume un’appendice dedicata alle circospette prese di posizione della stampa comunista italiana nei giorni della repressione della Primavera di Praga (1968). -- Prefazione di Paolo Mieli

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EBOOK   9788867086443

Budapest 1956. La macchina del fango: La stampa del PCI e la rivoluzione ungherese: un caso esemplare di disinformazione. E-book. Formato PDF Alessandro Frigerio   -  Lindau, 2016  - 

La prima grande insurrezione contro il sistema sovietico dopo la fine della seconda guerra mondiale si consumò in Ungheria tra il 23 ottobre e il 4 novembre 1956. Di quel lontano episodio sono noti pressoché tutti gli sviluppi: dalla scintilla accesa con le manifestazioni studentesche a Budapest alla prima repressione all’alba del giorno successivo, dai vacillanti governi guidati da Imre Nagy al «fraterno» intervento dell’Armata Rossa. Nei confronti di quella tragica vicenda il PCI (e l’industria editoriale a esso collegata) adottò un atteggiamento fermo e intransigente, salutando benevolmente la sanguinosa repressione messa in atto dai sovietici. Ma non si limitò a questo. In realtà avviò un’opera di capillare disinformazione – tacendo alcuni fatti, falsificandone o distorcendone altri – organizzata con la complicità di tutte le sue più autorevoli testate. Attingendo alle pagine de «l’Unità» e di periodici come «Rinascita», «Vie Nuove», «Nuovi argomenti», «Ragionamenti», «Realtà sovietica» e «Mondo Operaio» (rivista vicina al PSI), Alessandro Frigerio ricostruisce in questo libro la «macchina del fango» allestita a Botteghe Oscure, evidenziando non solo i dispositivi concettuali che la resero così efficiente ma anche il costante alimento fornito dal conformismo dottrinale di direttori, giornalisti e intellettuali di partito, pronti a mettere l’ideologia al servizio della delegittimazione della rivoluzione. Il risultato è una sorta di antologia di diffamazioni gratuite su fantomatici infiltrati reazionari alla guida della rivolta, di falsità spudorate sui crimini della «controrivoluzione», di accuse agli intellettuali ungheresi per non aver saputo far propria la logica totalitaria della «critica costruttiva», e agli operai magiari per la loro scarsa coscienza di classe. Sullo sfondo, il passaggio critico, dopo le rivelazioni del XX Congresso del PCUS, vissuto dalla sinistra italiana ancora pesantemente condizionata dalla supremazia del PCI sul PSI e dalla figura del suo segretario, Palmiro Togliatti, protagonista della stagione stalinista e di quella immediatamente successiva. Chiude il volume un’appendice dedicata alle circospette prese di posizione della stampa comunista italiana nei giorni della repressione della Primavera di Praga (1968). -- Prefazione di Paolo Mieli

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