Neri Pozza eBooks
eBooks editi da Neri Pozza con argomento Mistero
Le sette morti di Evelyn Hardcastle. E-book. Formato EPUB Stuart Turton - Neri Pozza, 2018 -
Gosford Park incontra Inception, Agatha Christie e Black Mirror. Un romanzo geniale. Un rompicapo impossibile da risolvere. Una trappola da cui faticherete a liberarvi. «Il debutto straordinario di Stuart Turton è qualcosa in cui il lettore non si è mai imbattuto fino ad ora». Financial Times «Complesso, affascinante e sconcertante… Un debutto straordinariamente raffinato». The Times «Questo libro mi ha fatto impazzire. È assolutamente originale e unico. Non riuscivo a togliermelo dalla testa». Sophie Hannah «Da capogiro… abbagliante come il finale di uno spettacolo di fuochi d’artificio». Guardian «Preparatevi a impazzire. Una lettura scoppiettante!» Daily Express «Le sette morti di Evelyn Hardcastle è unico nel suo genere, una lettura brillante. L’ho divorato». Ali Land «Diabolicamente intelligente. Diverso da qualsiasi cosa abbia mai letto, un trionfo assoluto». A. J. Finn «Strabiliante e con un cast di personaggi straordinariamente bizzarri, questo è un mistero da “camera chiusa” come nessun altro». Sarah Pinborough
La signora di Wildfell Hall. E-book. Formato EPUB Anne Brontë - Neri Pozza, 2014 -
Chi è l’affascinate signora nerovestita che si è installata nella decrepita, isolata residenza di Wildfell Hall? Quella donna sola, che vive con un bambino e un’anziana domestica, sarà davvero la giovane vedova che dice di essere? Helen Graham è estremamente riservata e il suo passato è avvolto in un fitto mistero. Fa il possibile per ridurre al minimo i contatti con i suoi vicini, a costo di apparire scostante e ombrosa, e trascorre le giornate dipingendo e prendendosi cura – fin troppo amorevolmente, dice qualcuno – del piccolo Arthur. Ma Gilbert Markham, giovane gentiluomo di campagna tutto dedito ai suoi terreni e al corteggiamento di fanciulle tanto graziose quanto superficiali, è subito punto da una viva curiosità per quella donna che lo tratta con insolita freddezza, quasi nutrisse diffidenza e disprezzo nei confronti dell’intero genere maschile. Il comportamento schivo di Helen suscita presto voci e pettegolezzi maligni e lo stesso Gilbert, che pure è riuscito con delicatezza e pazienza a stringere una bella e intensa amicizia con lei, è portato a sospettare. Solo quando la donna gli consegnerà il proprio diario emergeranno i dettagli del disastroso passato che si è lasciata alle spalle. Nel 1848, la più giovane delle sorelle Brontë dà alle stampe un romanzo scandaloso al di là delle intenzioni: linguaggio esplicito, crude descrizioni di alcolismo e brutalità – pare che uno dei personaggi maschili sia modellato sullo scapestrato fratello Branwell – e soprattutto una donna che non perde mai il rispetto di sé e lotta per la propria indipendenza, con una forza incrollabile sostenuta da fede, intelligenza e coraggio, fino a violare le convenzioni sociali e persino la legge inglese. Un testo femminista ante litteram in spregio alla morale vittoriana, ma impietoso contro il vizio e la debolezza anche quando sono incarnati da figure fem minili: l’adultera Lady Lowborough, la troppo mite Milicent, la maliziosa e quasi maligna Eliza Millward. Nell’introduzione alla seconda edizione, Anne (sotto le mentite spoglie di Acton Bell) spiega chiaramente il suo intento: rappresentare il male non nella sua luce “meno cruda” ma mostrandone il vero volto. Perché occultare il vero non aiuta a scansare il peccato e l’infelicità: meglio “poche e salutari verità” di “tante sciocche blandizie”. «Ogni romanzo», dice Acton Bell, «dovrebbe esser scritto affinché lo leggano uomini e donne, e non riesco proprio a immaginare come potrebbe un uomo permettersi di scrivere qualcosa di davvero vergognoso per una donna, o perché una donna dovrebbe essere censurata per aver scritto qualcosa di decoroso e appropriato per un uomo». «Una formidabile storia d’amore e di speranza, oppressione, peccato e tradimento». Daily Mail
La fune. E-book. Formato EPUB Stefan Aus Dem Siepen - Neri Pozza, 2013 -
Ogni notte Bernhardt controlla che la piccola Elisabeth stia dormendo e che Agnes abbia spento la lampada a petrolio in camera da letto, pressa il tabacco nella pipa ed esce di casa. Il villaggio di contadini giace immerso nel silenzio. Le imposte delle finestre sono serrate, dai tetti di paglia sale l’ultimo fuoco del giorno e il bestiame riposa nel fienile, al riparo dai lupi. Mentre cammina, Bernhardt fuma e pensa a suo padre. Potrebbe farlo per ore, se quella notte, arrivato al limitare dell’abetaia, non notasse tra l’erba una sinuosa linea scura appena rischiarata dalla luna: una fune intrecciata e spessa un pollice che scompare nel bosco. Perché è lì? Chi ce l’ha messa, e dove porta? L’indomani Bernhardt si addentra tra gli alberi, e penetra a lungo nel bosco senza trovare, però, l’altro capo della fune. Al ritorno, a Ulrich e agli altri contadini che, al margine della foresta, se ne stanno intorno alla fune col volto scontroso di chi si è appena svegliato, mostra un taglio sanguinante che parte dalla palpebra e gli traversa la guancia in diagonale. Senza curarsi del vestito elegante, Ulrich si inginocchia e tende la corda il più possibile: niente da fare, la fune non cede. Raimund fa lo sbruffone e si dice convinto che si tratti dello scherzo di un ragazzino, a cui darebbe volentieri una lezione. Michael si arma di arco e frecce. I tre entrano a loro volta nel bosco e fanno ritorno al calare del sole: Michael e Raimund sembrano sotto shock, Ulrich, svenuto, ha una gamba sventrata. Mentre le donne del villaggio pregano i mariti di lasciar perdere quel mistero e di occuparsi del grano da mietere, il maestro di scuola Reck, un ometto bizzarro sempre accompagnato da due alani, convince gli uomini a partire, per scoprire dove conduca quella fune. Qualunque cosa succeda, saranno a casa in tempo per il raccolto e tutto tornerà alla normalità. Passano i giorni e il gruppo non incrocia anima viva, lotta contro lupi e serpenti, saccheggia un villaggio abbandonato e, quasi senza accorgersene, si trasforma in un branco spietato e cieco, interessato solo a conoscere la risposta a quell’enigma. Con una lingua sobria ma dalla grande potenza evocativa, Stefan aus dem Siepen dà vita a un romanzo allegorico coinvolgente e denso di mistero, che con «un’idea semplicemente geniale» (Bücherwurmloch) ci regala una storia universale sulla necessità umana di perlustrare l’oscuro, di addentrarsi nell’ignoto, a rischio anche di voltare le spalle alla felicità che, «quando è troppo grande, diventa una pena».