Neri Pozza eBooks
eBooks editi da Neri Pozza con argomento Rivoluzione
Désirée. E-book. Formato EPUB Annemarie Selinko - Neri Pozza, 2015 -
È il marzo del 1794 a Marsiglia e davanti al municipio la ghigliottina continua a tagliare nobili teste. Figlia di François Clary, un commerciante di sete che è riuscito a trasformare la sua bottega in uno dei più eleganti negozi di Marsiglia, Bernardine Eugénie Désirée non avrebbe nulla da temere da quei turbolenti anni seguiti alla grande rivoluzione. Ha natali borghesi e neanche una goccia di sangue blu in famiglia. Tuttavia, i capricci dei tribunali rivoluzionari, si sa, sono imprevedibili. Etienne, il fratello maggiore, è stato accusato di oscuri misfatti e Désirée, insieme con la cognata Suzanne, si è recata alla Maison Commune per incontrare Albitte, l’illustre deputato giacobino di Marsiglia, e discolpare il primogenito dei Clary. Alla Maison Commune ha conosciuto il segretario di Albitte, Joseph Bonaparte, un còrso in possesso di invidiabili qualità: gli stivali lustri e l’aria decisa, la conoscenza personale di Robespierre e, addirittura, un fratello generale. Desiderosa di apprendere qualche dettaglio delle eroiche battaglie di Valmy e di Wattignies, Désirée ha invitato Joseph e suo fratello Napoleone a casa Clary. Eccola, ora, seduta, insieme con la sua famiglia e i due giovani còrsi, intorno al grande tavolo ovale dell’elegante dimora del commerciante di sete. Davanti a lei, il generale. Piccolo, con addosso niente che luccichi, né decorazioni né cordoni. Solo delle piccole spalline dorate. Il volto magro, dalla pelle tesa e bruciata dal sole, è incorniciato da capelli rosso-bruni che cadono fin sopra le spalle senza nessuna traccia di cipria. Quando ride, la sua faccia sparuta assume improvvisamente un aspetto fanciullesco e allora sembra più giovane di quanto in realtà non sia… Così comincia questo romanzo che narra della straordinaria vita di Bernardine Eugénie Désirée Clary, ragazza di Marsiglia che infranse il cuore di Napoleone Bonaparte e, dopo aver sposato il maresciallo Jean-Baptiste Bernadotte, divenne regina di Svezia e Norvegia col nome di Desideria. Pubblicato per la prima volta nel 1951, trasposto al cinema nel 1954 in una celebre pellicola con Marlon Brando nel ruolo di Napoleone, Désirée è uno dei più grandi bestseller della storia della letteratura con più di venti milioni di copie vendute. La storia vera di Bernardine Eugénie Désirée Clary, ragazza di Marsiglia che infranse il cuore di Napoleone Bonaparte e divenne regina di Svezia e Norvegia. «Il romanzo storico più irresistibile insieme con Via col Vento». Boston Post
Gli ultimi giorni del potere imperiale. I dodici.. E-book. Formato EPUB Aleksandr Blok - Neri Pozza, 2021 -
Nel febbraio del 1917 Aleksandr Blok è di leva, soldato semplice in una compagnia di genieri acquartierata nelle paludi di Pinsk, in Bielorussia. Non ha visto le violente dimostrazioni nelle vie di Pietrogrado né ha assistito al rapido sfacelo del potere imperiale. L’eco del crollo del regno di Nicola II, quel lungo disastro cominciato con i milletrecento morti nei giorni dell’incoronazione e proseguito poi con una feroce e sciagurata politica interna, è arrivata però chiara al suo orecchio. Blok sa che Nicola II ha abdicato ed è agli arresti. Ne gioisce a tal punto da fare richiesta di trasferimento, tornare nella capitale e farsi nominare redattore capo delle registrazioni stenografiche della «Commissione inquirente straordinaria per l’inchiesta sulle attività illegali degli ex ministri, dirigenti amministrativi e alti funzionari». Nella fortezza di Pietro e Paolo assiste, in un misto di atrocità, confusione e cinismo, agli interrogatori dei dignitari che per vent’anni sono stati i padroni assoluti della nazione. Uno spettacolo miserevole, dinanzi al quale si rafforza in lui l’assoluta convinzione che la tempesta della Rivoluzione sia necessaria, che per lasciarsi alle spalle la «falsa, sporca, tediosa, mostruosa vita» del potere imperiale occorra, «con tutto il corpo, con tutto il cuore, con tutta la coscienza», ascoltare la Rivoluzione. La quasi totalità dell’intelligencija russa, tuttavia, fraintende. Crede che Blok sia salito sul carro dei vincitori bolscevichi. Il poeta risponde allora con la lingua che gli è propria, scrive di getto e pubblica I dodici, il grande poema mistico in cui Gesù Cristo, cinto da una bianca coroncina di rose, capeggia una pattuglia di guardie rosse. La pubblicazione suscita il disprezzo e l’indignazione sia degli intelligenty, per i quali Blok diventa definitivamente un traditore, sia dei bolscevichi, per i quali il poeta, con il suo misticismo, non è altro che un nemico di classe. Nell’aprile del 2018, Blok termina Gli ultimi giorni del potere imperiale, un resoconto preciso, scandito da un ritmo angoscioso, della fine della Russia zarista, poi smette di scrivere. Muore improvvisamente tre anni dopo dicendo nell’addio «la Russia mi ha mangiato come uno stupido maiale mangia il suo porcellino». I due testi, attentamente tradotti e curati da Igor Sibaldi, sono qui riuniti per la prima volta in un’unica edizione. «Blok, a suo modo, aveva creduto nella Rivoluzione: nel 1917 diceva e scriveva continuamente di sentire, per le strade di Pietrogrado, la “musica” della rivolta, fatta di canti e marce e del fracasso del vecchio mondo che veniva travolto, portandosi dietro nell’oblio tutto il peso dello zarismo». Andrea Tarabbia
Saint-Just. La vertigine della rivoluzione. E-book. Formato EPUB Stenio Solinas - Neri Pozza, 2020 -
Fra i protagonisti della Rivoluzione francese e del Terrore nessuno è così tragicamente e ambiguamente affascinante come Saint-Just. Definito nell’Ottocento «Arcangelo della morte» da Michelet, «Spada vivente» da Taine, riletto nel Novecento di volta in volta come precursore dei socialisti utopisti, dei fascisti, dei leninisti, per i suoi contemporanei Saint-Just fu l’accusatore feroce di Luigi xvi, dei Girondini e di Danton; il rappresentante implacabile della Convenzione presso le armate del Reno e del Nord; il membro inflessibile del Comitato di Salute pubblica; la vittima impassibile del 9 Termidoro. Entrato in politica a vent’anni, ghigliottinato che ne aveva ventisette, libertino nel 1789 e teorico della virtù nel 1793, uomo di cuore e uomo di sistema, fu il più contraddittorio dei rivoluzionari, una sorta di Giano odiato, ma mai disprezzato, ammirato, ma mai amato. Nessuno ha anche goduto come lui di un culto letterario e artistico che ha finito per farlo salutare come un fratello di Rimbaud e di Shelley, un erede virtuoso di de Sade. È stato un modello per pittori romantici quanto l’oggetto di meditazione per saggisti e narratori, da Camus a Malraux, da Drieu a Marguerite Yourcenar, di fascino per cineasti: nel Napoléon, di Abel Gance, sarà lo stesso regista a interpretarlo. Uomo politico e uomo d’azione, uomo di Stato e uomo di pensiero, Saint-Just è oggi l’unico contemporaneo fra i suoi compagni dell’89. Lo è perchè in lui si mischia il culto della giovinezza, l’estetica e l’etica, l’idea della felicità possibile su questa terra e della necessità di arrivarci anche a costo dell’orrore, il riproporsi periodico della tentazione di rifare l’uomo anche suo malgrado, l’inchinarsi alla volontà generale e alla sanità del popolo anche se questa coincide con l’asservimento dell’individuo e la fine delle libertà. Raccontare Saint-Just è dunque fare luce su ciò che ci circonda. «La leggenda non nasce dalla bellezza di Saint-Just, è la sua bellezza a nascere dalla leggenda; perché la sua testa diventi quella dell’arcangelo della ghigliottina, bisogna che il boia la raccolga». André Malraux «L’uomo in rivolta non ha che un modo di riconciliarsi col suo atto omicida, se vi si è lasciato portare: accettare la propria morte e il sacrificio. Uccide e muore perché sia chiaro che l’omicidio è impossibile (…). La serenità di Saint-Just mentre incede verso il patibolo è spiegata. Oltre questa frontiera estrema cominciano la contraddizione e il nichilismo». Albert Camus «Benché sia stato fra i più feroci e i più pazzi, Saint-Just è il solo rivoluzionario a cui si possa pensare con amicizia. Il solo al quale si sarebbe potuto parlare. Non è prigioniero di un unico pensiero, come Robespierre, né della volgarità, come Danton, non ha avuto il tempo di carcerarsi in una assoluta ipocrisia come Bonaparte». Pierre Drieu La Rochelle