Neri Pozza eBooks
eBooks editi da Neri Pozza con argomento Torino
I torinesi. E-book. Formato EPUB Osvaldo Guerrieri - Neri Pozza, 2015 -
Gente strana i Torinesi. Agli occhi del paese sono musoni, faticatori, obbedienti fino all’autolesionismo, squadrati come le vie della loro città. Poi si scopre che sanno essere anche allegri, vitaioli, inventivi. Con Cavour hanno fatto l’Italia in diciassette mesi; dopo di che, senza clamori com’è nel loro costume, hanno fatto gli Italiani, trasferendo su di loro un «modello» non rintracciabile altrove. Hanno avuto santi di caratura piú sociale che mistica, la cui opera ha sollevato le condizioni di un popolo conservatosi a lungo miserabile, affamato, preda di epidemie e di disperazione. Quando Torino ha perduto il ruolo di capitale, hanno trovato un nuovo motivo d’orgoglio trasformandola da città di caserme e di ministeri a capitale della scienza. Hanno inventato l’industria automobilistica e il cinema. La televisione è nata qui, qui è apparsa l’industria della moda come la maggior parte delle discipline sportive. Come in un paradosso, i figli delle montagne hanno dato vita al primo Yacht Club italiano. E quanti Torinesi sono andati alla conquista del mondo con la loro genialità visionaria o tremendamente concreta: per esempio il «pomologo artificiale» Garnier Valletti; per esempio Marcel Bich, l’inventore della penna a sfera; per esempio Riccardo Gualino, il grande Gatsby della finanza spericolata e del collezionismo d’arte; senza dimenticare Francesco Cirio, che riuscí a mettere in scatola la natura, o la signora Lenci che popolò il mondo di bambole. I Torinesi sono stati inarrestabili fino a quando, liquidata la monarchia, si sono dati come principe Gianni Agnelli, considerandolo il vero signore d’Italia e il suo ambasciatore. È una storia di grandezze ma anche di bassezze quella raccontata da Osvaldo Guerrieri.Santità, criminalità, densità sublimi del pensiero politico, altezze dell’arte, svenevolezze crepuscolari, rivelazioni ultrasensibili si intrecciano in questo libro cosí come si sono intricate in centocinquant’anni di rimescolamenti. È la narrazione non di uno storico ma di un turista davanti alle vetrine della storia, che al termine della sua passeggiata faziosa, approdando al sovvertimento delle identità, si domanda: esistono ancora i Torinesi?
Le venti giornate di Torino. E-book. Formato EPUB Giorgio De Maria - Neri Pozza, 2024 -
Le venti giornate di Torino erano iniziate a luglio, in un’estate terribilmente afosa: siccità, insonnia collettiva, cittadini che vagavano come fantasmi per le strade del centro storico, grida misteriose, statue che sembravano aver preso vita e una orribile catena di omicidi. Poi tutto era finito, all’improvviso, e nessuno aveva più voluto parlare di quella storia. Dieci anni dopo, un anonimo investigatore dilettante decide di scrivere un libro su quella vicenda. Perché l’insonnia di massa? Chi erano, e da dove venivano, le mostruose figure di cui troppe testimonianze raccontano? E soprattutto, che nesso c’era tra quanto accadde e la biblioteca aperta presso la Piccola Casa della Divina Provvidenza? Una biblioteca assai strana, dove si trovavano solo gli scritti di privati cittadini, che rivelavano i propri pensieri più intimi e profondi, molto spesso terribili, e li mettevano in condivisione con altri cittadini come loro. Ben presto il protagonista si renderà conto che quella stagione crudele si è conclusa solo in apparenza, e che le forze oscure che avevano scatenato quei giorni di violenza cieca sono ancora presenti, vigili, minacciose. Pubblicato nel 1977, Le venti giornate di Torino è un romanzo inquietante, profetico in modo inspiegabile, principale opera di un autore che a questo libro ha legato il suo destino. Sostanzialmente ignorato dal grande pubblico ma adottato da una piccola comunità di lettori, a partire dal 2017 è stato ripubblicato in Italia e per la prima volta anche negli Stati Uniti e in Francia, finalmente riconosciuto per quello che è: un capolavoro della letteratura contemporanea. «Le venti giornate di Torino è l’unico, autentico romanzo maledetto italiano. Non è una boutade, ma a stabilirlo sono trama, atmosfera, vita dell’autore, legami, connessioni, effetti sui lettori». Giovanni Arduino «L’autore di questo romanzo dovrebbe essere considerato un esponente dell’avanguardia new horror, se non fosse che il romanzo è stato scritto quarant’anni fa». The New York Times «Ci voleva una città magica, e i portentosi, terribili eventi di quelle venti giornate, per immaginare l’arrivo di Mark Zuckerberg e di Facebook con quarant’anni anni di anticipo, svelando persino il lato oscuro dei social media con un’intuizione che sa proprio di chiaroveggenza». La Stampa
Torino magica. E-book. Formato EPUB Vittorio Del Tufo - Neri Pozza, 2020 -
Misteriosa. Simmetrica. Inafferrabile. Ma anche compassata, superba, ostinata. Nata all’incrocio di due fiumi e molte leggende, rebus di luce e tenebre, Torino ha sempre avuto un rapporto strettissimo con la sua dimensione magica. Come la danzatrice delle Mille e una notte, l’antica capitale sabauda si svela poco alla volta: un velo, poi un altro, un altro ancora. Fino all’ultimo velo, dietro il quale c’è il cuore magico della città. Diceva García Márquez che ogni uomo ha una vita pubblica, una vita privata e una vita segreta. Anche le città, come gli uomini, hanno una vita segreta, che è fatta di tracce, di voci, di storie, di memorie, di pietre e di ombre. Dal mistero del Graal alle suggestioni diaboliche, dai culti pagani ai personaggi del Risorgimento, dalle Grotte Alchemiche ai luoghi fantastici, dal mistero degli alchimisti ai simboli occulti scolpiti nei monumenti, dai miti letterari alle grandi correnti esoteriche: questo, e tanto altro ancora, è Torino magica. Una città che nasconde, occulta, molto più di quanto non mostri. Una città malinconica, austera, fascinosa, inquietante, tanto legata a un glorioso passato risorgimentale quanto all’immigrazione proveniente dal Sud, tanto nostalgica e rivolta al passato quanto protesa verso la modernità. Una città, diceva Italo Calvino, che invita alla logica, e attraverso la logica apre la strada alla follia.