Ponte Alle Grazie eBooks
eBooks editi da Ponte Alle Grazie con argomento Albe
Socrate in giardino: Passeggiate filosofiche tra gli alberi. E-book. Formato EPUB Andrée Bella - Ponte Alle Grazie, 2014 -
La filosofia come cura di sé, come esercizio per vivere meglio, per trasformare se stessi e i luoghi in cui viviamo, che sono parte di noi: dunque non una filosofia speculativa, astratta e lontana, ma la ricerca di una saggezza e di una felicità immanente. Andrée Bella parla proprio di questo ma non solo: sceglie come teatro esemplare dell’esercizio filosofico la Natura, il luogo in cui le grandi metafore che hanno nutrito la riflessione filosofica – il nascere, il morire, il divenire, il risorgere – sono a disposizione di tutti e ci vengono incontro con la potenza e la semplicità della loro esistenza. Le metafore in natura sono i concetti incarnati nel vivente, miti da narrare per allargare i confini dell’anima. Esercizio filosofico può essere anche passeggiare in un bosco, salire su un monte, annusare una notte di primavera, saper cogliere la bellezza o la crudeltà di quel che esiste. Esperienze capaci di riavvicinare corpo e paesaggio, natura e cultura, vita umana e vita vegetale, nella direzione di una possibile di fioritura congiunta dell’uomo e del suo ambiente.
Chi pianta alberi vive due volte: Seminarli, farli crescere e vivere insieme a loro. E-book. Formato EPUB Riccardo Ferrari - Ponte Alle Grazie, 2014 -
L'albero è il simbolo della vita, una presenza che non solo abbellisce il paesaggio intorno a noi, ma che ha un ruolo fondamentale per la nostra salute: purifica l'aria, funge da barriera acustica e visiva, produce ossigeno, riduce l'anidride carbonica, cattura polveri. Ci fa inoltre risparmiare energia, grazie al suo potere rinfrescante in estate e alla protezione dai freddi venti in inverno, senza contare che i suoi frutti sono fonte di nutrimento e il suo legno materiale con cui riscaldarci. In questo libro, frutto dell'assidua frequentazione di alberi da parte del suo autore, troverete indicazioni pratiche su come riconoscerli, allevarli e prendercene cura, ne conoscerete la storia, così da poterne apprezzare l'importanza, e soprattutto imparerete piccoli ma significativi gesti per contribuire alla conservazione di un patrimonio universale, che arricchisce il nostro presente e può salvaguardare il nostro futuro.
L'orto di un perdigiorno: Confessioni di un apprendista ortolano. E-book. Formato EPUB Pia Pera - Ponte Alle Grazie, 2010 -
«Un libro singolare e molto bello, diario di alcune stagioni in campagna, tra riflessioni ed esperienze diverse a contatto con la natura.»L'Avvenire - Fulvio Panzeri«Questo libro, che parla di orti e di libri, ha un sapore antico e ci dice che anche oggi si possono fare scelte semplici e misurare il valore delle proprie mani.»la Repubblica - Paolo Mauri«Questa è la felicità per la scrittrice, la felicità nuova di sentirsi riconciliata con la natura e di avere voglia di raccontarla. L'apprendista contadina si fa, pagina dopo pagina, più brava e più sicura. E naturalmente più invidiabile. »IO Donna - Giulia BorgeseCedendo a un desiderio che aveva da sempre, quello di vivere in campagna, l’autrice di questo libro si trasferisce in un podere. Dove si scopre analfabeta. Nel senso: non sa coltivare assolutamente niente. Ma non si scoraggia, anzi: intuisce che inizia lì l’avventura che la porterà a una terra sconosciuta, o meglio, alla terra. Occupandosi di alberi da frutta e ortaggi, impara a conoscere il mondo naturale, trova maestri che le trasmettono la loro esperienza. Soprattutto scopre una felicità che non aveva mai assaporato, prova il desiderio di raccontarla. Chissà se, avvertiti di questa felicità, ci accorgeremo di avere bisogno di infinitamente meno per sentirci appagati. Che invertire il senso di marcia, smettere di distruggere il nostro pianeta, sarebbe, dopotutto, possibile. Che produrre il cibo che mangiamo, renderci il più possibile autonomi dal mercato, non sprecare, inquinare un po’ meno è un modo degno di vivere e lasciar vivere. Cronaca di un apprendistato orticolo, L’orto di un perdigiorno si conclude con la dispensa piena ma soprattutto con un invito alla riconciliazione con la natura.«Il suo orto è uno specchio, un pozzo dei desideri, il punto archimedico che rende possibile sollevare il peso del mondo».Emanuele Trevi«Sono seduta sull’amaca sospesa al trave della tettoia. Mi godo la pioggia obliqua di novembre. Sbuccio una melagrana. I chicchi si staccano rosso rubino e aciduli dagli alveoli biancastri. Il nespolo di Germania è picchiettato di frutti bronzei. Giacca e cappello d’incerata, stivali di gomma, davanti a me foglie fattesi luce. È la felicità».