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eBooks editi da Rizzoli con argomento Napoli

EBOOK   9788858633304

Non scendete a Napoli. E-book. Formato EPUB Antonio Pascale   -  Rizzoli, 2015  - 

Esiste una città più raccontata di Napoli?
 Esiste una città altrettanto presente nell'immaginario collettivo, con il suo bagaglio di luoghi 
comuni secolari – e non sempre lusinghieri?
 Probabilmente no. Napoli la conosciamo tutti, e allora perché andarci, si domanda Antonio Pascale. Ma se proprio non si può resisterle, il suo consiglio è limitarsi a guardarla dall'alto della terrazza di Castel Sant'Elmo: tanto "Sotto di voi c'è tutta Napoli. Vedete tutto, ogni cosa. Il mare di fronte a voi e la speculazione edilizia dietro di voi." Giù in basso invece c'è "una palude in agguato, particolari sabbie mobili non segnalate e tutti, anche i più attenti, possono caderci."
Ma Pascale sa che il visitatore si lascerà fatalmente vincere dalla tentazione di andare a guardare da vicino. Ecco che allora Non scendete a Napoli si offre – un po' controvoglia – di accompagnarlo in luoghi inusuali (un modernissimo garage scavato nel cuore di una grotta, il mercato ittico, la stazione marittima…), ma parla anche ai napoletani: attenti, perché chiediamo legalità e poi finiamo a comprare prodotti contraffatti che ingrassano la Camorra; attenti, perché a forza di sentirci eccezionali siamo rimasti ultimi e soli. 
In questo libro, mai indulgente ma sempre giocato sul filo del paradosso, dell'ironia, del rovesciamento, Antonio Pascale rivolge il suo odi et amo alla città in cui è nato. E nel momento in cui cerca di tenercene a distanza ci spinge a comprenderla a fondo, a toglierle la maschera, a guardarla finalmente in faccia. E infine a chiederci: sicuri che Napoli sia così diversa dall'Italia?


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EBOOK   9788858633724

Non scendete a Napoli. E-book. Formato PDF Antonio Pascale   -  Rizzoli, 2015  - 

Esiste una città più raccontata di Napoli?
 Esiste una città altrettanto presente nell'immaginario collettivo, con il suo bagaglio di luoghi 
comuni secolari - e non sempre lusinghieri?
 Probabilmente no. Napoli la conosciamo tutti, e allora perché andarci, si domanda Antonio Pascale. Ma se proprio non si può resisterle, il suo consiglio è limitarsi a guardarla dall'alto della terrazza di Castel Sant'Elmo: tanto "Sotto di voi c'è tutta Napoli. Vedete tutto, ogni cosa. Il mare di fronte a voi e la speculazione edilizia dietro di voi." Giù in basso invece c'è "una palude in agguato, particolari sabbie mobili non segnalate e tutti, anche i più attenti, possono caderci."
Ma Pascale sa che il visitatore si lascerà fatalmente vincere dalla tentazione di andare a guardare da vicino. Ecco che allora Non scendete a Napoli si offre - un po' controvoglia - di accompagnarlo in luoghi inusuali (un modernissimo garage scavato nel cuore di una grotta, il mercato ittico, la stazione marittima?), ma parla anche ai napoletani: attenti, perché chiediamo legalità e poi finiamo a comprare prodotti contraffatti che ingrassano la Camorra; attenti, perché a forza di sentirci eccezionali siamo rimasti ultimi e soli. 
In questo libro, mai indulgente ma sempre giocato sul filo del paradosso, dell'ironia, del rovesciamento, Antonio Pascale rivolge il suo odi et amo alla città in cui è nato. E nel momento in cui cerca di tenercene a distanza ci spinge a comprenderla a fondo, a toglierle la maschera, a guardarla finalmente in faccia. E infine a chiederci: sicuri che Napoli sia così diversa dall'Italia?


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EBOOK   9788858642146

Giorgio Napolitano. La traversata da Botteghe Oscure al Quirinale. E-book. Formato PDF Paolo Franchi   -  Rizzoli, 2013  - 

"Probabilmente Giorgio Napolitano non avrebbe gradito affatto, nemmeno nell'aprile del 1944, essere definito 'un intellettuale di avanguardia', come ha detto Togliatti e come vuole un lessico marxistaleninista che gli è sempre andato stretto" scrive Paolo Franchi. "Ma è ancora più probabile che, senza la svolta di Togliatti, comunista, o almeno comunista a tempo pieno, non sarebbe diventato mai." A Napoli, durante la guerra, le sue prime passioni di giovane antifascista sono il cinema, il teatro, la letteratura, la poesia, la musica, vissute, al liceo Umberto e all'università, con molti ragazzi che si faranno strada, da Raffaele La Capria a Giuseppe Patroni Griffi, da Rosellina Balbi ad Antonio Ghirelli. Ma la sua via all'antifascismo e al Pci passa anche per la scoperta dell'umanità dolente del ricovero antiaereo scavato davanti alla casa borghese della sua famiglia, sotto Palazzo Serra di Cassano, dove, per sfuggire a bombardamenti feroci, la povera gente dei "bassi" e del Pallonetto Santa Lucia si mescola con i "signori" dei piani alti. È in quel rifugio che Napolitano si scopre per la prima volta in grado di reagire persino agli eventi più drammatici con grande autocontrollo e ragionevole fatalismo, dimostrandosi capace di non perdere la calma "neppure di fronte all'Apocalisse", come gli riconosce, sorpreso e ammirato, Curzio Malaparte. È una virtù innata, ma anche molto coltivata, che praticherà per tutta la vita. Prima nel Pci, dove sin dai suoi primi passi in politica avrà per maestro Giorgio Amendola. Poi in Europa e nelle istituzioni, da presidente della Camera e soprattutto da capo dello Stato. In queste pagine Paolo Franchi, che lo conosce sin da quando nei primi anni Settanta era un dirigente della gioventù comunista, racconta la profonda vocazione politica che ha condotto Napolitano a condividere e indirizzare il travaglio del suo partito, diventando un esempio indiscusso di autorità morale, anche nella crisi economica e istituzionale che stiamo attraversando.

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