Rubbettino Editore eBooks

eBooks editi da Rubbettino Editore con argomento Andre

EBOOK   9788849881127

Disperato Erotico Sud: Racconti. E-book. Formato EPUB Aa.Vv.   -  Rubbettino Editore, 2024  - 

«Del Sud, l’odore caldo del prurito. Quando il brivido del peccato si fa scrittura. Lo spirito soffia dove vuole. La carne dove può. Erotico Ergo Sud» Disperato Erotico Sud nasce dalla suggestione irriverente del brano musicale che Lucio Dalla pubblicò nell’album del 1977, Com’è profondo il mare. Tra i tanti Sud, reali o improbabili, problematici o magici, ventiquattro autori si sono lasciati accecare dal barbaglio dell’erotismo, disperato o ironico. E se il cuore del cerchio narrativo è un pozzo comune e profondo, dove si nascondono desideri e pulsioni, furori e confessioni, le scritture radiali sono fortemente personali e immaginifiche. Amore e sesso pencolano lungo gli assi di una lingua che spesso si impasta della creta umorale del dialetto, mentre passato e presente, luoghi veri o verosimili, diventano le quinte spazio-temporali di eretici racconti che stillano il sangue dell’inchiostro dalla calda terra del Sud. In una poesia brevissima (Sul progresso), Juan Rodolfo Wilcock, poeta argentino, scrive: «Beati loro che pensano al progresso: / io solo penso alla morte o al sesso». In fondo, Disperato Erotico Sud, non è altro che una zattera in balia di Eros e Thanatos.

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EBOOK   9788849883169

Autodafé di un esule: Nel ricordo delle foibe e dell'esodo giuliano-dalmata. E-book. Formato EPUB Diego Zandel   -  Rubbettino Editore, 2025  - 

Il processo al capo della polizia politica a Fiume nel 1945, Oskar Piškulic, imputato di omicidio continuato e aggravato, avviato nel 1997, si concluse sette anni dopo, nel 2004. Diego Zandel, figlio di esuli fiumani fuggiti dalla Jugoslavia di Tito e nato in un campo profughi, venne a saperlo per caso quando un amico, giudice allo stesso processo, gli mandò per conoscenza la sentenza allo scopo di avere una sua opinione a riguardo. Diego scoprì così, con stupore, di non aver mai sentito parlare di quel processo, peraltro caratterizzato da clamorose reazioni mediatiche, politiche e diplomatiche. Perché? In Autodafé di un esule l’autore indaga sulle cause della propria ignoranza. E si chiede se fosse perché scriveva su «l’Unità» e «Paese Sera», giornali di una sinistra che giustificava le foibe e imputava gli esuli di essere fascisti fuggiti dal paradiso socialista di Tito. Gli sorge, così, il sospetto di aver ceduto a una sorta di anestesia che, opportunisticamente, lo abbia inibito dall’aprire una pagina che lo avrebbe reso malaccetto nell’ambiente. Con questo suo Autodafé di un esule Diego Zandel ripaga la sua “distanza” di allora, un buco della memoria che oggi ha per lui l’amaro sapore del tradimento e della complicità

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