Libri sulla Rivoluzione

Libri e saggi sulle grandi rivoluzioni della storia

La rivoluzione è un concetto storico e politico che indica un mutamento radicale e spesso violento dell'ordine sociale e istituzionale, fenomeno che ha segnato profondamente la storia moderna e contemporanea. Il catalogo comprende saggi storici dedicati alle grandi rivoluzioni che hanno trasformato il mondo occidentale, con approfondimenti sulle cause economiche, sociali e ideologiche di questi eventi. Sono disponibili anche testi di scienze politiche dedicati alla teoria del cambiamento rivoluzionario. Letture indicate per studiosi di storia e scienze politiche. Acquista online su Unilibro.
EBOOK   9788849853537

La rivoluzione ungherese del 1956 e l'Italia. E-book. Formato EPUB Aa.Vv.   -  Rubbettino Editore, 2018  - 

Il volume raccoglie i testi delle relazioni tenute al congresso internazionale «La Rivoluzione ungherese del 1956 e l’Italia», organizzato dall’Accademia d’Ungheria in Roma. In apertura figurano due saggi incentrati su due aspetti dell’incontro della società italiana con il 1956 ungherese. La seconda sezione del volume indaga le discussioni che si accesero all’interno del Partito comunista italiano e nell’ambiente degli intellettuali di sinistra in seguito alla rivolta d’Ungheria. Nella terza sezione degli atti hanno trovato collocazione due analisi dell’influsso esercitato dalla rivoluzione del 1956 sulle strategie di politica estera del governo italiano e della Santa Sede. I due saggi che chiudono il volume analizzano il posto occupato dalla rivoluzione nella memoria storica e culturale.

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EBOOK   9788849853582

Alfieri politico: Le culture politiche italiane allo specchio tra Otto e Novecento. E-book. Formato EPUB Stefano De Luca   -  Rubbettino Editore, 2018  - 

In Italia letteratura e politica sono state spesso profondamente intrecciate: un fenomeno forse inevitabile in un Paese che è stato a lungo nazione culturale, prima di diventare nazione politica. È quindi impensabile affrontare la storia del pensiero politico italiano senza passare per autori che sono stati grandi letterati, da Dante a Machiavelli, da Parini ad Alfieri, da Foscolo a Manzoni. In questo ambito Alfieri ha occupato un posto di straordinario rilievo, che tuttavia oggi è pressoché dimenticato. In realtà nessun altro scrittore italiano, ad eccezione di Machiavelli, è entrato con una forza pari alla sua nella political culture italiana otto-novecentesca. Dal Triennio giacobino alla fondazione della Repubblica non c’è cultura politica italiana (ad eccezione di quella marxista) che non si sia riconosciuta, almeno in parte, in lui e che non abbia subito il fascino della sua scrittura performativa. Alfieri è stato insomma una sorta di specchio nel quale le culture politiche italiane si sono ripetutamente guardate. E se è vero, come diceva Goethe, che ognuno vede ciò che porta nel proprio cuore, il modo in cui queste culture hanno letto Alfieri ci dice qualcosa su quelle stesse culture. In questo libro la storia di questi rispecchiamenti viene ricostruita per la prima volta nella sua interezza, dall’ultimo decennio del Settecento sino alla fine del Novecento. E in questa storia il lettore potrà ritrovare, riflessa nelle varie immagini di Alfieri (il rivoluzionario-repubblicano, il Nation-builder, il monarchico-costituzionale, l’anarchico, il liberalrivoluzionario, il reazionario), l’evolversi della political culture italiana, con lo strutturarsi delle varie famiglie politiche e lo scindersi di queste in rami diversi. Sino all’ultima stagione, quando ai meccanismi dell’identificazione ideologica (per attrazione o repulsione) si è sostituita la distanza critica ed Alfieri ha forse ripreso una sua fisionomia più autonoma.

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