Accademia University Press eBooks
eBooks editi da Accademia University Press Storia dell'architettura
Reconsidering Soviet (Socialist) Architectural History: Exploring the Territories and Trajectories of Socialist Architecture. E-book. Formato PDF Valeria Casali - Accademia University Press, 2026 -
The volume examines the multiple trajectories of Soviet and socialist architecture, highlighting their transnational scope as well as the tensions shaping the relationship between ideological frameworks, technical practices, and the processes and effects of knowledge circulation.Through contributions by scholars and doctoral researchers, the book seeks to convey the complexity of this landscape, in which the Soviet model serves as a reference but does not exhaust the plurality of socialist experiences, revealing exchanges, adaptations, and contradictions that transcend the geographical and political boundaries of the USSR. Il volume prende in esame le molteplici traiettorie dell'architettura sovietica e socialista, evidenziandone la portata transnazionale, nonché le tensioni che animano il rapporto tra la dimensione ideologica, pratiche tecniche, processi ed effetti della circolazione di saperi e conoscenze. Attraverso contributi di studiosi e ricerche dottorali, il libro cerca di restituire la complessità di questo panorama, dove il modello sovietico agisce come riferimento ma non esaurisce la pluralità delle esperienze socialiste, rivelando scambi, adattamenti e contraddizioni che superano i confini geografici e politici dell'URSS.
Una rotta transatlantica: Sulle tracce della presenza italiana nell'architettura argentina degli anni Cinquanta. E-book. Formato PDF Federico Deambrosis - Accademia University Press, 2022 -
Andare alla ricerca dell'architettura italiana nell'Argentina dei lunghi anni Cinquanta implica un difficile esercizio di distinzione. Le difficoltà non si devono soltanto ai molti tratti comuni tra fondo e figura, ma soprattutto a una identità della cultura progettuale italiana che appare plurale, non univoca, talvolta sfumata o persino contraddittoria. Il saggio propone un metodo, aperto e implementabile, di avvicinamento a questo tema caleidoscopico di cui vengono isolate alcune facce esemplari, osservate da prospettive diverse e talvolta complementari. Ne risulta, in filigrana, una riflessione sulla relatività e l'ambiguità delle categorie nazionali, se applicate alle culture del progetto del secondo Novecento.
Architetture senza città: Militari, cartografi e ingegneri nei territori di guerra. E-book. Formato PDF Antonia Pizzigoni - Accademia University Press, 2021 -
La fine della guerra di posizione e il successivo concentrarsi degli interessi militari, sia teorici che pratici, sulla guerra di movimento hanno messo il territorio al centro di un insieme di studi geografici, di tecniche di rappresentazione (la cartografia scientifica), di sistemi di fortificazione e di architetture sempre più distanti dallo spazio e dai principi della costruzione urbana. Questo studio nasce dall'ipotesi che l'insieme del sapere e delle opere militari debbano essere considerati, ben oltre le motivazioni belliche che li hanno determinati, come la premessa a una più vasta ed estesa opera di rifondazione degli insediamenti non più solo militari, ma dell'abitare in generale. Per quanto riguarda in modo specifico le costruzioni, esse, proprio perché da tempo prive di funzioni belliche, possono rivelare in maniera più libera e immediata i principali aspetti della loro natura architettonica. La ragione della loro importanza rispetto alla dispersione della città o, come si è appena detto, alla prospettiva di un modo di abitare ancorato alla terra, sta proprio nel fatto che si tratta di costruzioni che hanno sciolto molti dei precedenti legami con la città e che hanno definito nei rapporti col territorio le loro principali caratteristiche. Se è importante che i progetti di insediamenti pensati e realizzati al di fuori dello spazio urbano siano adeguati alle caratteristiche dei luoghi che vanno ad occupare, è necessario che essi siano, per così dire, armati di una capacità di conoscenza e di controllo dello spazio del territorio che non può essere la stessa che ha guidato la costruzione della città e la sua architettura. E poiché la sapienza, e l'intelligenza delle opere e dell'architettura militare hanno preceduto le attuali prospettive ad uso civile degli spazi territoriali, è utile seguirne le tracce. Queste opere forniscono alcune importanti chiavi per interpretare il passaggio dall'architettura della città che non è più in grado di rinnovarsi, all'architettura del territorio e quindi alla più generale possibilità di ridisegnare la Terra. In vista di questo obiettivo, che rappresenta una tra le più ambiziose e difficili questioni della contemporaneità, i lasciti provenienti dalla cultura militare, dagli scritti e dalle opere di grandi generali, dai testi di teorici della guerra, dai cartografi che realizzarono le carte degli Stati, dai progetti di ingegneri militari, fino alle grandi opere di fortificazione territoriale del XX secolo, possono essere rimessi in gioco come oggetti di una nuova archeologia e come riferimenti per una possibile architettura senza città.