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eBooks editi da Bibliotheka Assistenza sociale e servizi sociali
Vite minori: Storie vere di ragazzi dietro le sbarre. E-book. Formato EPUB Raffaella Di Rosa - Bibliotheka, 2025 -
Hisham, per arrivare in Italia, ha attraversato da solo cinque paesi e in carcere ha gli incubi. F. tra poco farà 18 anni nel minorile di Catanzaro, dove è detenuto per aver partecipato al lancio di una bicicletta dai Murazzi del Po di Torino, condannando un giovane sulla sedia a rotelle per tutta la vita. Willy Boy, bambino che tutti hanno abbandonato, sconta la sua pena nella comunità Kayros di don Claudio Burgio e ci prova con il rap. Flora, sogna di fare la parrucchiera quando uscirà dal minorile di Pontremoli e fatica ancora a fidarsi degli adulti. Said, invece, ha i tagli sulle braccia e le ferite nel cuore. Sono solo alcune delle storie di chi vive nei minorili, appeso tra rabbia e speranza, con sogni fragili e un futuro sempre più incerto. Il libro, attraverso un meticoloso lavoro di indagine, raccoglie anche le testimonianze di chi in carcere ci lavora: agenti, cappellani, educatori, infermieri, magistrati. In Italia ci sono 17 Istituti di pena per minorenni e nell'ultimo anno, anche dopo il Decreto Caivano, sono sovraffollati e pieni di rabbia, tra rivolte e tentativi di evasione.
Il Dono e la città: Sul futuro del volontariato. E-book. Formato EPUB Giacomo Panizza - Bibliotheka, 2024 -
Curare il disagio non è un mestiere esecutivo privo di responsabilità, non è un mestiere operativo senza intelligenza, non è un mestiere che si possa svolgere da soli. Anche per questo il tanto declamato principio di sussidiarietà non deve servire al volontariato come alibi per esautorare la responsabilità pubblica, ma per rimettere al primo posto gli esiti liberanti e socializzanti del welfare.Se la salute diventa un'azienda, la scuola un’impresa, la gestione dell’ambiente e dell’acqua una questione di mercato, il cosiddetto terzo settore viene messo all’angolo. E le sue anime interne - gestionale, assistenziale, movimentista, imprenditoriale - si differenziano e si distanziano tra loro, andando in conflitto.Per certi aspetti, il volontariato che gestisce servizi assomiglia oggi, nei metodi, ai servizi del privato for profit. Per questo è necessario che esso torni a imprimere a sé stesso un indirizzo culturale e politico, decidendosi a svolgere un servizio «pubblico» capace di superare la trappola del mero mercato dei servizi sociali.Le associazioni di volontari non sono destinate a mettere cerotti improvvisati a pubbliche amministrazioni incuranti del welfare e dei diritti di chi ha più bisogno. I corpi intermedi della società non si aggregano per arginare le distrazioni o le malefatte della politica e del mercato. E costituiscono luoghi privilegiati non quando distribuiscono doni consolatori, ma se accompagnano le persone a mettere in moto la solidarietà, la condivisione e l’accoglienza, e quando generano e rigenerano fiducia negli abitanti di un territorio.Abbiamo bisogno di volontariati diversificati che si rafforzino spingendosi anche oltre l’ambito sociale, dando maggior consistenza anche ad altri settori quali la protezione civile, l’ambiente e l’energia, i beni culturali, gli stili di vita rispettosi della decrescita dei consumi, la cittadinanza partecipata, l’educazione a pratiche civiche costruttive di comunità locali. Perché non solo il volontariato sociale, ma l’intero arcipelago dei volontariati è un potenziale messaggero di legalità e di coesione.