Bollati Boringhieri eBooks
eBooks editi da Bollati Boringhieri Traduzione e interpretazione
All'ombra dell'altra lingua. Per una poetica della traduzione. E-book. Formato EPUB Antonio Prete - Bollati Boringhieri, 2011 -
Fare rivivere in un’altra lingua la parola letteraria è al tempo stesso opera alchemica e prova di audacia. Qui la trasmutazione si esercita non su metalli guizzanti di vita, ma su una materia altrettanto ricca e pulsante: il fraseggio, la sonorità, il timbro, le scelte lessicali, tutto ciò che rende unico un testo d’autore. È con una simile unicità che si misura il traduttore. Fallirebbe però il suo compito se si prefiggesse di ricalcare l’originale o giudicasse la propria impresa davvero compiuta, e non solo l’approssimazione provvisoria a un’impossibile perfezione. Perché tradurre ha a che vedere con l’ombra, più che con la trasparenza della luce. Secondo Antonio Prete – che arruola appassionatamente in questo saggio le sue prodigiose competenze di comparatista, di traduttore e di poeta – significa infatti agire nella zona umbratile che si colloca tra lingua d’origine e lingua d’approdo, prestando voce, inflessione ed energia inventiva a forme di mondo diverse dal nostro. Un cimento che ha intime affinità con il poetare. «Senza essere poeta non si può tradurre un vero poeta», sosteneva già Leopardi, alle prese con il secondo libro dell’Eneide. Lo confermano le versioni in cui si sono provati i maggiori poeti italiani del Novecento, dal Puškin di Giudici all’Apollinaire di Caproni e Sereni, dal Racine di Ungaretti e Luzi al Goethe di Fortini, dai lirici greci di Quasimodo allo Shakespeare «per l’orecchio, non per l’occhio» di Montale. Nella spinta che li ha mossi a ritradurre i grandi classici Prete riconosce, con uno degli innumerevoli colpi d’ala della sua riflessione avvolgente, anche il bisogno di apprendistato tipico di ogni nuova generazione che si affaccia alla poesia.
All'ombra dell'altra lingua. Per una poetica della traduzione. E-book. Formato PDF Antonio Prete - Bollati Boringhieri, 2011 -
Fare rivivere in un’altra lingua la parola letteraria è al tempo stesso opera alchemica e prova di audacia. Qui la trasmutazione si esercita non su metalli guizzanti di vita, ma su una materia altrettanto ricca e pulsante: il fraseggio, la sonorità, il timbro, le scelte lessicali, tutto ciò che rende unico un testo d’autore. È con una simile unicità che si misura il traduttore. Fallirebbe però il suo compito se si prefiggesse di ricalcare l’originale o giudicasse la propria impresa davvero compiuta, e non solo l’approssimazione provvisoria a un’impossibile perfezione. Perché tradurre ha a che vedere con l’ombra, più che con la trasparenza della luce. Secondo Antonio Prete – che arruola appassionatamente in questo saggio le sue prodigiose competenze di comparatista, di traduttore e di poeta – significa infatti agire nella zona umbratile che si colloca tra lingua d’origine e lingua d’approdo, prestando voce, inflessione ed energia inventiva a forme di mondo diverse dal nostro. Un cimento che ha intime affinità con il poetare. «Senza essere poeta non si può tradurre un vero poeta», sosteneva già Leopardi, alle prese con il secondo libro dell’Eneide. Lo confermano le versioni in cui si sono provati i maggiori poeti italiani del Novecento, dal Puškin di Giudici all’Apollinaire di Caproni e Sereni, dal Racine di Ungaretti e Luzi al Goethe di Fortini, dai lirici greci di Quasimodo allo Shakespeare «per l’orecchio, non per l’occhio» di Montale. Nella spinta che li ha mossi a ritradurre i grandi classici Prete riconosce, con uno degli innumerevoli colpi d’ala della sua riflessione avvolgente, anche il bisogno di apprendistato tipico di ogni nuova generazione che si affaccia alla poesia.
I funamboli della parola: Le traduzioni che hanno cambiato la storia. E-book. Formato EPUB Anna Aslanyan - Bollati Boringhieri, 2021 -
«Un colorato tributo ai traduttori e agli interpreti che hanno lavorato duramente nel corso della storia, oliando – o intasando – le ruote della diplomazia e della cultura. Passando da santi a imbroglioni, da fannulloni ad avventurieri, da pedanti a geni, Aslanyan traccia una vivace storia di un’arte sottovalutata. Godibilissimo. »Gaston Dorren, autore di Babele e Le 60 lingue che uniscono l’Europa«Un prezioso scrigno di storie sulle incredibili imprese dei traduttori con un enorme cast di eroi. Con una lucidità trascinante, Anna Aslanyan spiega le complessità e gli enigmi che i professionisti delle lingue hanno affrontato nel corso dei secoli, mostrando quanta abilità, coraggio, ingegno e arguzia serve per mantenere la pace, diffondere la parola e favorire il dialogo tra i popoli del mondo.»David Bellos, autore di Is That A Fish In Your Ear?««Un prezioso scrigno di storie sulle incredibili imprese dei traduttori con un enorme cast di eroi. Con una lucidità trascinante, Anna Aslanyan spiega le complessità e gli enigmi che i professionisti delle lingue hanno affrontato nel corso dei secoli, mostrando quanta abilità, coraggio, ingegno e arguzia serve per mantenere la pace, diffondere la parola e favorire il dialogo tra i popoli del mondo». »David Bellos, autore di Is That A Fish In Your Ear?««Un colorato tributo ai traduttori e agli interpreti che hanno lavorato duramente nel corso della storia, oliando – o intasando – le ruote della diplomazia e della cultura. Passando da santi a imbroglioni, da fannulloni ad avventurieri, da pedanti a geni, Aslanyan traccia una vivace storia di un’arte sottovalutata. Godibilissimo». »Gaston Dorren, autore di Babele e Le 60 lingue che uniscono l’EuropaI rapporti diplomatici raramente funzionano senza un esercito invisibile di traduttori e interpreti. Pur trascurati, alcuni di essi hanno alterato nel bene o nel male gli eventi della storia. Anna Aslanyan esplora i retroscena di astuzia e ambizione, eroismo e incompetenza, che hanno avuto come protagonisti i professionisti della traduzione. Dagli intrighi di corte risolti da zelanti interpreti al duello fra Nixon e Chrušcëv, dal bombardamento di Hiroshima alle barzellette di Berlusconi alle cene del G8, dalla Brexit fino agli «shithole countries» menzionati da Trump, Aslanyan riflette sul ruolo dei traduttori. Anche nel prossimo futuro, quando la loro versatilità dovrà superare l’intelligenza di algoritmi sempre più efficaci.Le storie qui raccontate sono un omaggio ai professionisti della parola, che lavorando nell’ombra devono ottenere il senso corretto delle frasi, attraversare (e non violare) certi patti sociali, mantenere l’equilibrio culturale. Come un funambolo che danza nel vuoto, infatti, quella del traduttore è un’impresa creativa, che a volte tuttavia può diventare fatale.