Editori Laterza eBooks
eBooks editi da Editori Laterza Gruppi religiosi: aspetti sociali e culturali
Islam in 20 parole. E-book. Formato EPUB Lorenzo Declich - Editori Laterza, 2016 -
Venti parole chiave, da 'Jihad' a 'Economia', da 'Donne' a 'Modernità', per capire l'Islam e andare oltre gli stereotipi che troppo spesso sentiamo in politica e nei media. Questo è un libro da portare con sé e da sfogliare ogni qual volta ci imbattiamo in discorsi, concetti e dibattiti in cui l'Islam viene trattato in maniera frettolosa e stereotipata. Ma è anche un viaggio, da fare tutto d'un fiato, nel mondo islamico e in ciò che dell'Islam si dice e si pensa oggi. Le 20 parole rappresentano tappe di un itinerario che tocca storia, cultura e religione, antropologia e sociologia, economia e politica. Alcune – Allah e jihad ad esempio – sono ormai sulla bocca di tutti. Altre – come din (religione), umma (comunità) e iman (fede) – sono meno conosciute ma altrettanto essenziali. Altre ancora, come islamofobia e terrorismo, affrontano direttamente i nodi sui quali si concentra il 'discorso pubblico sull'Islam'. Alla base di tutto c'è la curiosità verso mentalità, popoli e storie di un mondo che ancora conosciamo poco e che ha sempre esercitato grande fascino. Oggi più che mai è importante imparare a conoscerlo.
“L'Islam è una minaccia”: Falso!. E-book. Formato EPUB Franco Cardini - Editori Laterza, 2016 -
C'è chi pensa che il Califfato sia alle porte e su Roma sventolerà la bandiera nera degli integralisti. Da anni la nostra paura e i nostri sensi di colpa trovano nell'Islam la loro causa prima. Ma davvero siamo condannati, Musulmani e Occidentali, tutti e senza distinzioni, a combatterci senza mai comprenderci? Il terrorismo musulmano, gli episodi di persecuzione anticristiana e i 'migranti' in Europa sono i tre elementi che in Occidente hanno scatenato una diffusa islamofobia fomentata da politici tanto cinici quanto impreparati e da media alla ricerca di notizie forti. L'Islam è una minaccia, dicono o pensano oggi in molti. Ma è verosimile che un miliardo e mezzo di persone voglia assoggettare cinque miliardi e mezzo di altri esseri umani? E se anche ne avessero l'intenzione – finora sbandierata solo da qualche migliaio di militanti dell'ISIS o dai loro leaders – di quali mezzi potrebbero disporre? È vero che i migranti nel nostro continente trasformeranno in poco tempo l'Europa in Eurabia? Franco Cardini esplora il mondo musulmano con occhio sgombro da pregiudizi: una realtà complessa, polimorfa e contraddittoria che appare oggi sospesa tra jihad e Coca-Cola, tra Corano e business, tra richiami alla potenza califfale e suggestioni informatico-telematiche, tra niqab e Gucci. Dati e cifre parlano chiaro: i teen agers musulmani sognano l'Occidente, i suoi beni, l''American way of life', e anche molti militanti jihadisti partecipano in realtà dello stesso mondo immaginario ispirato al consumismo. Intanto, in Occidente, la paura dell'Islam si è rivelata il nuovo Oppio dei Popoli, adoperata troppo spesso per distogliere l'opinione pubblica dai problemi di un mondo nel quale è la finanza brutale del turbocapitalismo a dominare, creando ingiustizia e miseria. «Il fondamentalismo, per quanto talora così si presenti, non è per nulla un movimento religioso o politico-religioso animato dalla volontà di un 'ritorno alle origini'; non ha niente del movimento tradizionalista. Al contrario, è semmai 'modernista' e 'occidentalista': il suo nucleo forte è costituito dalla volontà di appropriarsi degli elementi di potenza propri dell'Occidente conseguendoli però attraverso il linguaggio e i valori musulmani (non 'occidentalizzare/modernizzare l'Islam', bensì 'islamizzare l'Occidente/Modernità'). Esso non è affatto neppure una forma di 'politicizzazione della religione'; al contrario, è semmai una forma di 'religionizzazione della politica'. I jihadisti nominano di continuo il Nome di Allah, ma pregano poco e trascurano allegramente le cinque preghiere canoniche quotidiane; difficile coglierli con la macchina fotografica o la telecamera mentre hanno in mano un Corano o una subha, mentre è consueto che armeggino con telefonini e computer. La loro ispirazione si presenta come arcaica, ma i loro atteggiamenti sono in realtà postmoderni. Non somigliano affatto agli ansar del Profeta, ma piuttosto ai guerrilleros del 'Che' Guevara o ai politische Soldaten descritti da von Salomon e definiti da Carl Schmitt.»
Gli ebrei di New York. E-book. Formato EPUB Maurizio Molinari - Editori Laterza, 2015 -
Se all'angolo sotto casa incontrate un nonno che va a fare la spesa con in testa il cappello verde di Tzahal regalatogli dal nipote, se al supermercato acquistate prodotti kosher senza saperlo, se in ascensore vi trovate di fronte il fattorino che porta una piramide di tramezzini di Mr. Broadway, se quando arriva Chanukkah il portiere accende nell'atrio del vostro palazzo il candelabro a nove bracci accanto all'albero di Natale, se il capoufficio non ebreo vi annuncia la promozione con un bigliettino firmato «Mazel Tov», se nel giorno del Thanksgiving l'amico di vecchia data vi fa trovare in tavola il tacchino kosher, e non riuscite a comprendere come mai i non ebrei considerino tutto questo come fosse la norma, allora vuol dire che vi trovate in uno dei cinque grandi boroughs di New York. Molinari ripercorre tre secoli e mezzo di storia – e 830 chilometri quadrati – per restituirci il caleidoscopico mosaico della più grande e variegata città ebraica del mondo. Alessandra Farkas, "Corriere della Sera" Ritrovare le insegne, i colori, gli odori, i canti e perfino i sapori della Varsavia di inizio Novecento, di Odessa e di Budapest. Rintracciarli nel percorso di un1ora di metropolitana, in quella sintesi di storia e tradizione che sono gli ebrei di New York. Un libro concepito con metodo e passione, un viaggio in cui non ci sono memorie stantie, tutto è vivo e pulsante. Mario Calabresi, "la Repubblica" Molinari racconta gli ebrei di New York, i parenti di George Gershwin, Leonard Bernstein e Woody Allen, personaggi straordinari e gente comune, storie, aneddoti, curiosità, luoghi della maggiore e più composita e serena comunità israelitica del mondo. Alberto Sinigaglia, "Specchio" A mezza strada fra reportage avvincente e news analysis di spessore, Molinari racconta fede e politica, chassidismo, identità, bizzarrie, quotidianità e potere. Ma soprattutto quel fenomeno straordinario che passa sotto il nome di 'condivisione1 (a noi italiani totalmente estraneo). Stefano Jesurum, "Corriere della Sera – Magazine"