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eBooks editi da Edizioni Di Pagina Teoria e critica del cinema
L'art de l'acteur dans la presse écrite et illustrée / L'arte dell'attore nella stampa e nei periodici illustrati: (1750-1980). E-book. Formato PDF Autori Vari - Edizioni Di Pagina, 2025 -
Lungi dall'essere scoraggiata dalle difficoltà della comprensione teorica e dal complesso funzionamento dell'arte dell'attore, la critica drammatica non si è mai arresa al riguardo. Non solo è stata a lungo un interlocutore importante per gli artisti, ma ha anche svolto un ruolo decisivo nell'emergere della loro arte come pratica autonoma. Ha innescato molti dei dibattiti che hanno contribuito a definirla, plasmando prospettive e stabilendo i principi in base ai quali gli artisti sarebbero stati valutati. Che tipo di dialogo si è sviluppato tra critici e attori e come si è evoluto nel corso dei secoli? Quale ruolo, duraturo o fugace, ha svolto la critica nello sviluppo del pensiero interpretativo? Quale quadro concettuale e quali categorie analitiche ha stabilito per studiare il mestiere dell'attore? Quale spazio ha offerto la stampa alle voci degli artisti? Quali nuove voci di attori e attrici ha contribuito ad amplificare? In che modo ha permesso l'emergere del loro discorso? Sono queste le domande cui questo libro cerca di rispondere. A tal fine, riunisce studi di ricercatori francesi e italiani, concentrandosi su diversi paesi europei.
Il mito americano nel cinema italiano del Ventennio. E-book. Formato EPUB Mario Galeotti - Edizioni Di Pagina, 2024 -
Nel nostro paese la pervasività del regime, nonostante la consapevolezza dell’importanza del medium cinematografico, era rimasta inerte nei confronti del settore, almeno per una decina d’anni a partire dalla sua affermazione politica del 1922. Successivamente, nei primi anni Trenta, il governo iniziò a occuparsene progressivamente attraverso l’emanazione di leggi a sostegno della produzione nazionale. È in questo contesto che si colloca quel rapporto ambivalente e contraddittorio tra il cinema italiano e quello d’oltreoceano che è al centro del volume di Mario Galeotti. Un rapporto innervato anche da immagini negative della civiltà americana che proprio i film contribuirono a creare. L’immaginario collettivo del nostro paese proponeva una cultura ricca di valori spirituali e un’evoluzione fatta di sedimentazioni storiche e tradizioni intrecciate tra loro, da contrapporre a una modernità americana senza passato, ormai appiattita su un materialismo livellatore di cui il fordismo era l’emblema. Nondimeno è anche vero che è difficile parlare di un unico atteggiamento in epoca fascista nei confronti dell’America e del cinema americano, mentre è possibile affermare che le rappresentazioni cinematografiche d’oltreoceano erano un formidabile strumento di diffusione del mito americano, soprattutto nell’ottica della vita materiale. Saranno le pagine che seguono a cogliere tutti gli sviluppi e la problematicità di questo travagliato rapporto [dalla prefazione di Roberto Maccarini].
Il mito americano nel cinema italiano del Ventennio. E-book. Formato PDF Mario Galeotti - Edizioni Di Pagina, 2024 -
Nel nostro paese la pervasività del regime, nonostante la consapevolezza dell’importanza del medium cinematografico, era rimasta inerte nei confronti del settore, almeno per una decina d’anni a partire dalla sua affermazione politica del 1922. Successivamente, nei primi anni Trenta, il governo iniziò a occuparsene progressivamente attraverso l’emanazione di leggi a sostegno della produzione nazionale. È in questo contesto che si colloca quel rapporto ambivalente e contraddittorio tra il cinema italiano e quello d’oltreoceano che è al centro del volume di Mario Galeotti. Un rapporto innervato anche da immagini negative della civiltà americana che proprio i film contribuirono a creare. L’immaginario collettivo del nostro paese proponeva una cultura ricca di valori spirituali e un’evoluzione fatta di sedimentazioni storiche e tradizioni intrecciate tra loro, da contrapporre a una modernità americana senza passato, ormai appiattita su un materialismo livellatore di cui il fordismo era l’emblema. Nondimeno è anche vero che è difficile parlare di un unico atteggiamento in epoca fascista nei confronti dell’America e del cinema americano, mentre è possibile affermare che le rappresentazioni cinematografiche d’oltreoceano erano un formidabile strumento di diffusione del mito americano, soprattutto nell’ottica della vita materiale. Saranno le pagine che seguono a cogliere tutti gli sviluppi e la problematicità di questo travagliato rapporto [dalla prefazione di Roberto Maccarini].