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eBooks editi da Fuoriscena Fascismo e Nazismo
Il libro segreto di CasaPound. E-book. Formato EPUB Paolo Berizzi - Fuoriscena, 2025 -
«La paura, e la voglia di raccontare tutto. Ho iniziato a frequentare CasaPound nel 2003. Prima avevo frequentato altri gruppi neofascisti, per esempio Meridiano Zero, quello dove è transitato anche il ministro Alessandro Giuli. Cercavo un luogo dove incontrarmi con altri fratelli che condividevano un’idea. Sono passati ventidue anni e ci sono ancora. Se e quando deciderò di andarmene, so che proveranno a farmela pagare. Lo hanno già fatto con gli altri.» Comincia così questo libro che raccoglie una testimonianza straordinaria dall’interno di un mondo da sempre inaccessibile, chiuso e protetto. Tanto più importante perché la storia di CasaPound ha viaggiato in parallelo alla crescita esponenziale della destra nel nostro Paese, arrivata, oggi, ai vertici del governo. Mai era successo che un militante storico di Cp (così è chiamata l’organizzazione da chi ne fa parte) rivelasse storia, segreti, alleanze, affari, visione del gruppo, a partire dalle sue origini, cioè dall’occupazione del palazzo dello Stato in pieno centro a Roma. Correva l’anno 2003: quando questo libro va in stampa, i militanti di CasaPound sono ancora lì. Una testimonianza forte, precisa, dettagliata. Questo libro è la prima radiografia completa di CasaPound. Un dietro le quinte inedito e sorprendente che scoperchia il vaso di Pandora del movimento leader dell’estrema destra in Italia, al centro delle cronache nere e giudiziarie, prima ancora che politiche. Un movimento che – dopo quasi un quarto di secolo – potrebbe andare incontro allo scioglimento per tentata ricostituzione del Partito fascista.
Manifesto degli intellettuali fascisti e antifascisti. E-book. Formato EPUB Giovanni Gentile - Fuoriscena, 2023 -
Il cuore di questo libro è il rapporto tra intellettuali e potere. Se c’è stata un’egemonia culturale della sinistra, raramente si sente parlare dell’egemonia culturale di destra che ha dominato il Paese nel ventennio fascista. I più grandi intellettuali di allora furono fascisti, non per paura del manganello o di ritorsioni ma per assoluta convinzione politica e morale, come si può leggere limpidamente in queste pagine. «Dobbiamo abbandonare una vecchia immagine del fascismo come fenomeno reazionario incapace di produrre cultura» scrive Alessandra Tarquini nell’introduzione al Manifesto degli intellettuali fascisti, sottoscritto tra gli altri da Ungaretti, Pirandello, Malaparte, Marinetti, e il cui autore, Giovanni Gentile (che resterà fascista fino alla morte, nel 1944, ucciso dai partigiani dei Gap), è uno dei massimi filosofi italiani del Novecento. All’egemonia culturale fascista risponderà con un testo speculare – il Manifesto degli intellettuali antifascisti – un gruppo guidato da Benedetto Croce e da Giovanni Amendola. Il loro antifascismo segue l’indirizzo del cosiddetto «Aventino» (il ritiro dell’opposizione parlamentare dopo l’omicidio Matteotti del 10 giugno 1924), porta alta la bandiera del liberalismo democratico e riconosce una clamorosa leggerezza (dopo la marcia su Roma, infatti, Croce aveva ritenuto il fascismo un fenomeno passeggero, e il 24 giugno 1924 aveva votato in Senato la fiducia al Duce). Rileggere le parole di allora (estremamente illuminanti ed evocative) è un’occasione per guardare da dove veniamo, per capire chi siamo stati e chi possiamo essere.