Giappichelli Editore eBooks

eBooks editi da Giappichelli Editore Diritto penale internazionale

EBOOK   9791221184686

La pena di morte "perfetta": Studio sull'evoluzione necessariamente abolizionista dell'istituto della pena capitale nell'ordinamento internazionale. E-book. Formato EPUB Raffaele Cadin   -  Giappichelli Editore, 2026  - 

L’ipotesi principale della ricerca presentata in questo volume è che l’opinione ancora dominante secondo cui il diritto internazionale generale non vieterebbe in linea di principio e in maniera assoluta la pena capitale dovrà necessariamente evolversi in senso abolizionista grazie ad una serie di dinamiche giuridiche destinate a diventare assolutamente prevalenti nell’ambito dell’ordinamento internazionale. Tali “spinte” abolizioniste, che nell’ambito della presente opera collettanea sono oggetto di approfondimento da parte di autorevoli studiosi, possono trovare la loro sintesi giuridica nella provocazione che oggi solo la pena di morte “perfetta” è ammessa nel diritto internazionale generale, ossia la pena capitale comminata ed applicata nel rispetto di tutti i limiti procedurali, sostanziali e personali derivanti dal diritto internazionale dei diritti umani. Tuttavia, non soltanto la perfezione giuridica non esiste, ma se anche esistesse sarebbe difficile immaginare che uno Stato sia così avanzato da rispettare tutti i vincoli vigenti e nel contempo così retrogrado da applicare la “legge del taglione” nel proprio ordinamento. In breve, la pena di morte “perfetta” è un ossimoro, una contraddizione in termini che logicamente non esiste e che costituisce la fase storico-giuridica che necessariamente precede la sua definitiva abolizione nell’ordinamento internazionale.

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EBOOK   9791221184211

Ne bis in idem: Diritto internazionale e interazione tra ordinamenti. E-book. Formato EPUB Anna Oriolo   -  Giappichelli Editore, 2026  - 

L’opera esamina l’evoluzione del ne bis in idem nel quadro dell’internazionalizzazione della giustizia penale. Superando la frammentazione dottrinale, l’indagine propone uno studio globale dell’istituto, analizzato come garanzia individuale e limite alla cooperazione giudiziaria. Attraverso l’interazione tra corti interne e sovranazionali (Corte EDU, Corte di Giustizia UE e Corte Penale Internazionale), il volume ricostruisce le dimensioni interna, transnazionale e internazionale della regola, approfondendo la pluralità delle sue declinazioni – sostanziale, processuale ed estradizionale – e la sua operatività multidisciplinare, estesa anche a settori diversi da quello penale. L’analisi si articola su quattro pilastri: le nozioni di bis e idem, la definitività della decisione e il sistema delle deroghe ed eccezioni, con particolare attenzione al doppio binario sanzionatorio. Lo studio offre così una visione innovativa sull’interazione tra ordinamenti e sul bilanciamento tra efficacia repressiva e tutela dei diritti fondamentali nello spazio giuridico globale.

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EBOOK   9791221168532

La Corte penale internazionale: Dallo Statuto di Roma al caso Almasri. E-book. Formato EPUB Mario Griffo   -  Giappichelli Editore, 2026  - 

La creazione della Corte penale internazionale (CPI) nel 2002 ha segnato una svolta nella storia della giustizia penale internazionale. Fondata da un trattato internazionale – il Trattato di Roma, ratificato ad oggi da centoventiquattro Stati – la CPI è il primo tribunale perpetuo con portata universale, la cui esistenza e giurisdizione non sono limitate nel tempo. La CPI giudica gli individui. Essi sono ora penalmente responsabili di fronte alla Corte e soggetti ad obblighi internazionali. Possono essere condannati fino a trent’anni di reclusione o all’ergastolo se il crimine è estremamente grave, e possono essere multati. Tuttavia, la Corte non ha giurisdizione sulle persone giuridiche. Non può quindi perseguire uno Stato o una società. Il lavoro della CPI – sia per le indagini che per i processi – incontra tuttavia notevoli difficoltà in assenza di cooperazione da parte degli Stati, poiché la Corte non dispone di forze di polizia per far rispettare le sue decisioni. L’impotenza della Corte in molte situazioni è quindi palese. Essa, comunque, costituisce un indiscutibile passo avanti nella gestione dei crimini più gravi e nella lotta contro l’impunità.

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