Il Saggiatore eBooks

eBooks editi da Il Saggiatore Problemi etici: eutanasia e diritto alla morte

EBOOK   9791259813602

L'ultimo viaggio: Storie di vita e fine vita. E-book. Formato EPUB Angelo Ferracuti   -  Il Saggiatore, 2025  - 

L'ultimo viaggio racconta l'esperienza del dolore, della malattia e della morte attraverso le storie di chi li incontra ogni giorno lavorando negli hospice o occupandosi di un caro che soffre. È un libro che affronta la difficoltà, ancora oggi, di pronunciare pubblicamente le parole «eutanasia» o «suicidio assistito» e l'ipocrisia che costringe ogni anno decine di persone a spostarsi in Svizzera per trovare una conclusione serena alla propria esistenza; ma è anche un'esplorazione di quanta vita e forza ci sia in chi accetta e abbraccia la propria finitezza e fragilità. In queste pagine Angelo Ferracuti e Giovanni Marrozzini ci guidano con parole e immagini a conoscere questo mondo poco visibile, assieme alle persone che lo abitano e lo animano con i loro corpi e il loro lavoro: da Erika Preisig, medica di famiglia del cantone di Basilea, che nella sua carriera ha assistito centinaia di malati terminali, a Uli Davids, direttore di una struttura per alcolisti all'ultimo stadio a Berlino, in cui viene concesso ai degenti di consumare alcol senza limitazioni; dal politico, scrittore e fondatore del manifesto Lucio Magri, che nel 2011 scelse di morire in una clinica di Bellinzona portando alle cronache nazionali il dibattito sul fine vita, a Trond Enger, sacerdote della Chiesa protestante norvegese favorevole al suicidio assistito; oltre ai tanti pazienti incontrati nei loro viaggi tra gli istituti che offrono assistenza e terapie palliative. L'ultimo viaggio è un'opera a metà tra il reportage fotografico e il saggio narrativo, che tenta di descrivere con la sua complessità i molti lati di chi convive con una malattia incurabile: il tentativo di tratteggiare con il linguaggio qualcosa di così angosciante come la sofferenza; qualcosa di così delicato come la dignità.

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EBOOK   9788865763735

Secondo le mie forze e il mio giudizio. Chi decide sul fine vita. Morire nel mondo contemporaneo. E-book. Formato EPUB Chiara Lalli   -  Il Saggiatore, 2014  - 

Siamo liberi di scegliere se e come curarci. Non esiste soluzione migliore di questa. Come potrebbe qualcun altro conoscere i nostri desideri, sapere qual è il nostro bene, decidere al posto nostro? Cosa succede quando, per motivi di salute, non siamo più in condizione di avere o esprimere un parere? Il perfezionamento delle tecnologie per la sopravvivenza solleva ogni giorno interrogativi morali e dilemmi clinici. Nell'approccio a simili questioni spesso è prevalso un solido paternalismo: credere di essere nel giusto e sentirsi autorizzati a imporre le proprie convinzioni e decisioni a chi non è più in grado di opporsi. Per esempio, di fronte a malati privi di coscienza che, talvolta in modo irreversibile, necessitano di essere nutriti artificialmente mediante un sondino nasogastrico. O di cui sia stata dichiarata la morte cerebrale, in seguito alla completa devastazione del sistema nervoso centrale. O affetti da dolore cronico che richiedano una qualche forma di sedazione. In tutti questi casi, il paradosso è sempre dietro l'angolo: strumenti nati per salvare o migliorare la nostra salute rischiano di ingabbiarci in vite che non avremmo voluto vivere, e un diritto fondamentale dell'uomo diviene così un dovere. L'unico rimedio alla trappola di un'esistenza imposta è l'esercizio della nostra libera e consapevole scelta. È qui che intervengono le DAT, le direttive anticipate di trattamento, che prolungano quell'esercizio e fanno valere la nostra volontà anche in un futuro in cui potremmo non essere in grado di manifestarla. La riflessione di Chiara Lalli s'inserisce nel dibattito aperto in Italia e all'estero sulle decisioni di fine vita e sul cosiddetto living will, in passato già al centro di conflitti e oggetto di pessimi disegni di legge, soprattutto per l'impatto emotivo dei casi di Eluana Englaro, Piergiorgio Welby, Terri Schiavo. Lalli ricostruisce le premesse morali, giuridiche e deontologiche di uno strumento che dovrebbe essere il più leggero possibile e garante della nostra autodeterminazione. Il rischio che si torni a discuterne in Parlamento, ripercorrendo ancora la vecchia strada, oppressiva e ingiustificabile, è concreto. Nel territorio liminale tra coscienza e in coscienza, tra eutanasia attiva e passiva, bisogna salvare l'unica vera «volontà del vivente», perché il rispetto delle nostre scelte di oggi sia assicurato anche domani.

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