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eBooks editi da Ledizioni Storia della Marina

EBOOK   9788867050789

NELSON: LE GRANDI VITTORIE DELLA ROYAL NAVY. E-book. Formato EPUB Martino Sacchi   -  Ledizioni, 2013  - 

Chi controlla il mare controlla la terra: questa è una delle verità più chiaramente insegnate dalla storia antica e recente. Chi vive sulla terraferma è abituato a pensare al mare solo come un confine, un ostacolo, al limite come una protezione: in realtà è esattamente il contrario. Chi controlla l'elemento marino ha la possibilità di spostare con rapidità grandi quantità di uomini e di materiali, sia per incrementare la propria ricchezza economica (in tempo di pace) sia per attaccare i punti più deboli del nemico (in caso di guerra). Chi controlla il mare perciò controlla la terra, perché controlla le vie di rifornimento necessarie a qualunque forma di vita organizzata, e questo vale sia nel passato sia nel presente. Atene, per esempio, divenne il centro del mondo greco grazie all'egemonia marittima da essa esercitata nel corso del V secolo a.C. Anche il luogo comune secondo cui la massima potenza del mondo antico, Roma, è stata una potenza essenzialmente terrestre, non corrisponde pienamente alla verità storica. Questa impressione nasce dal fatto che Roma dovette affrontare una sola volta una guerra globale sul mare, quando si confrontò con Cartagine, tradizionalmente potenza marittima. La città latina riuscì a vincere solo acquisendo a sua volta la tecnologia e il know-how necessari al combattimento navale, di cui era sprovvista fino a quel momento. Dopo aver sconfitto Cartagine, Roma non dovette affrontare più nessuna potenza navale degna di questo nome, e la flotta militare, una volta debellato il pericolo dei pirati, restò praticamente inattiva.

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EBOOK   9788867050772

La Marina Militare iltaliana da Lissa a oggi. E-book. Formato EPUB Martino Sacchi   -  Ledizioni, 2013  - 

La Marina Militare è una istituzione che attraversa tutta la storia del nostro paese: ripercorrerne lo sviluppo significa rileggere tutte le vicende, le scelte politiche e le condizioni economiche della nostra storia. Le navi da guerra infatti sono sempre state un concentrato della miglior tecnologia disponibile in un certo paese, e permettono quindi di ripercorrerne la storia industriale e finanziaria. Inoltre lo sviluppo di una Marina è sempre condizionato dalle scelte di politica estera, e anche in questo caso studiare la storia di una flotta permette di osservare in controluce la politica di un paese. Ci proponiamo dunque di considerare la Marina Militare italiana come il punto di intersezione di problematiche tecnologiche, politiche, sociali, oltre che naturalmente militari, legate alla storia del nostro paese. La Marina Militare Italiana nacque ufficialmente il 17 marzo 1861, insieme allo Stato italiano. In tutto comprendeva un vascello, undici fregate, ventisei corvette, dieci avvisi, nove cannoniere, sei brigantini, due golette e altre unità minori. Si trattava di una squadra del tutto eterogenea, nata dalla semplice somma delle flotte preunitarie. Parte assolutamente preponderante avevano la unità che avevano servito nella marina piemontese e in quella napoletana. Tutte le navi erano ancora in legno e solo la metà disponeva di macchine a vapore, per lo più solo ausiliarie dal momento che tutte le unità avevano ancora alberi e vele. Di per sé, il nucleo della flotta, composto dalle fregate sarde, non era particolarmente vecchio o arretrato. Sfortunatamente per il neonato Stato, proprio in quegli anni la tecnologia navale stava facendo il primo grande balzo in avanti dopo secoli di immobilità quasi completa. Durante la guerra russo-turca e poi durante la guerra di Crimea (1853-56) erano stati sperimentati i proiettili esplosivi e le prime rozze corazzature sulle navi. Nel 1859 la Francia aveva varato la prima vera corazzata, la famosa Gloire, e subito dopo gli inglesi avevano replicato con la Warrior, la prima nave da guerra al mondo completamente in ferro.

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