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eBooks editi da Piemme Gruppi religiosi: aspetti sociali e culturali
Lettera a una chiesa che ha dimenticato Gesù. E-book. Formato EPUB Ermanno Olmi - Piemme, 2013 - Piemme Ora
Attinge alle emozioni più profonde questa lettera appassionata, e il suo autore, fra i più grandi cineasti viventi, non nasconde che forse disturberà gerarchie e devoti benpensanti, ma nella sincera convinzione che il nostro Occidente e la nostra Italia - sempre più piccola e incapace di grandi slanci - abbiano bisogno di un supplemento d'anima. La Chiesa dell'ufficialità è sempre più lontana dagli uomini di questo tempo, il suo apparato ha esaltato la "liturgia del rito" dimenticando la "liturgia della vita", ha aperto sportelli bancari anziché combattere l'idolatria del superfluo, ha fatto di se stessa un dogma svilendo la sacra libertà della coscienza. Questa progressiva lontananza dall'umanità è coincisa con un allontanamento da quel falegname e rabbi di Nazareth che con la sua vita ha suggerito l'unica strada della gioia: spendere senza sconti il bene prezioso della propria esistenza. Nel rivolgersi alla Chiesa, Olmi chiama in causa anche altre "chiese", che con la loro supponenza si sono allontanate dalla realtà: le "chiese" dei potenti, delle lobbies, degli pseudo-intellettuali e di tutti coloro che vorrebbero condannarci a consumare in perpetuo per sostenere sistemi ed economie che hanno divorato il patrimonio di nostra madre Terra nell'illusione che le sue risorse fossero illimitate.
Maledetta. La mia battaglia contro il falso Islam che odia le donne. E-book. Formato EPUB Lubna Ahmad Al-Hussein - Piemme, 2012 - Piemme Voci
"Dicono di essere vestite, ma non lo sono. Sono delle depravate, destinate all'inferno. Prendetele, condannatele, frustatele!" Il giovane predicatore tuona dal microfono contro Lubna e le altre donne che, in seguito a una retata, sono state condotte al suo cospetto. La loro colpa: indossare pantaloni. Che, secondo la sharia in vigore in Sudan dal 1989, sono vietati alle donne. E la pena per chi infrange la legge sono quaranta frustate. Molte delle "depravate" arrestate quella sera subiscono quell'umiliazione. A volte, ed è cronaca recente, qualcuna muore. Lubna si batte in tribunale e sfugge alla pena. Si rifugia in Francia, da dove continua la sua battaglia in difesa di quelle che non hanno la forza di ribellarsi a una legge iniqua. E anche di quelle che pensano davvero di meritarsi le frustate, i castighi, le restrizioni della libertà personale in nome di Allah. Ma Allah non ha mai pronunciato la parola sharia. Sono stati gli uomini a umiliare le donne con un coacervo di divieti che soffocano la libertà di metà della popolazione. Con esiti assudi: i pantaloni ampi che sono costati la condanna a Lubna, in Iran sono obbligatori. Sempre in nome di Allah. Lubna vuole dire a tutte le donne che non è scritto da nessuna parte nel Corano che la donna è inferiore, che non deve lavorare o studiare, che non può portare i pantaloni. E lo fa sapendo di attirarsi un'accusa di blasfemia. Ma è giunto il momento che le donne dicano basta.
L' Islam spiegato ai leghisti. E-book. Formato EPUB Khaled F. Allam - Piemme, 2011 -
Per cogliere la complessità dei fenomeni a volte basta una storia. Leila è nata in Marocco e immigrata in Italia con permesso di soggiorno; tutte le mattine si sveglia alle cinque, lega al collo il suo chador colorato e raggiunge la cooperativa dove lavora; alle prime luci dell'alba, come ogni giorno, farà le pulizie nella sede della Lega Nord di Trento. Può sembrare una missione impossibile quella di spiegare l'islam ai leghisti. La Lega ha fatto della questione dell'immigrazione un bersaglio privilegiato, presentando il mondo islamico come una sorta di anti-mondo, e giocando di volta in volta su eventi ed elementi specifici: il velo, il rifiuto del crocifisso, il terrorismo, le classi separate, le moschee, la poligamia... Ci sono contraddizioni irrisolte all'interno della cultura islamica, così come ci sono in seno all'Occidente, e il sociologo Khaled Fouad Allam le affronta con estrema lucidità senza tralasciare le più spinose. Il processo di chiarificazione non può attendere. Dietro l'angolo ci sono le inquietanti derive xenofobe in crescita in tutto il continente europeo, l'assurda paura dell'Eurabia e una strisciante islamofobia che si va diffondendo anche nel nostro Paese. Il futuro non si costruisce sulla paura e l'Italia non deve temere l'islam.