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eBooks editi da Aletti di Formato Mobipocket Problemi e processi sociali
Ambiguità, emozioni e soldi con il “Raschia e vinci”. E-book. Formato Mobipocket Fortunato Pantaleone Vinci - Aletti, 2016 -
“Max miliardario”, “Vivere alla grande”, “Milioni super cash”, “20 X, moltiplica i premi fino a 20 volte”: sono alcuni dei nomi, fantasiosi e seducenti, dell’ormai famoso “Raschia e vinci” che promette vincite fino a 7.000.000 di euro. E il popolo dei raschiatori sogna, s’ingrossa a dismisura e fa la felicità dello Stato, che guadagna una montagna di soldi. Sono tanti quelli che hanno voglia (e il bisogno) di tentare la fortuna, e sono sempre lì, nei bar, nelle stazioni, nelle tabaccherie, sui pullman, con la monetina in mano, a raschiare, sperando di trovare la schedina con i quattordici miliardi delle vecchie lirette. Nella stragrande maggioranza dei casi, però, si tratta di qualche euro, tanto per alimentare la speranza e accentuare l’attrazione. D’altronde le vincite modeste e frequenti hanno uno scopo ben preciso e scientifico: alimentare l’illusione, fino a convincere della facilità del gioco e della vincita. Da qui nasce la dipendenza, causata, peraltro, da campagne pubblicitarie senza scrupoli, ma con il tempo, invece dei ricchisono aumentati i casi di dipendenza dal gioco, le vittime della ludopatia, una patologia dilagante, con tante famiglie rovinate. Pochi sanno, invece, che la “febbre” del “Raschia e vinci” non è solo dei nostri giorni, ha origine lontane. E con ben altri risultati. Negli anni Settanta fu l’epoca d’oro per i consumatori – giocatori che trovarono la schedina del “raschia” abbinata ad alcuni prodotti di largo consumo, come i biscotti Pavesini, le lasagne e i cannelloni surgelati della Findus, le saponette e gli assorbenti della Lines e il multiuso Glassex. In maniera del tutto sorprendente si vinsero circa 300.000 premi per un valore complessivo superiore ai sei miliardi di lire. Il “focolaio d’infezione” ebbe origine in un paesino della Calabria, Limbadi (Vibo Valentia) dove contagiò quasi tutti i suoi abitanti. I principali organi d’informazione, dai quotidiani ai periodici, alle Tv, riportarono la notizia e diedero ampio risalto: Corriere della Sera, Il Mattino, Gazzetta del Sud, la Repubblica, Il Messaggero, Il Tempo, la Stampa; e poi Panorama, Oggi, Gente, Famiglia Cristiana, Novella 2000. Gaetano Capria, il protagonista, che scoprì il metodo come vincere sempre, fu anche invitato in tante trasmissioni di successo, tra cui “I fatti vostri” condotta da Giancarlo Magalli e Fabrizio Frizzi e “Moby Dick” di Michele Santoro. Nacque, fatalmente, anche un lungo e tormentato contenzioso, durato venticinque anni con 55 sentenze di cui 12 della Cassazione, quasi tutte favorevoli ai “raschiatori”. Era così tanta alta la “febbre del raschia” che capitò pure – e sa dell’incredibile - che un sacerdote approfittò del momento della confessione per chiedere a Gaetano di svelare il “segreto” per vincere i premi senza sbagliare. Fortunato Pantaleone Vinci, noto giornalista limbadese, residente a Perugia, al suo quarto saggio come scrittore, racconta, con dovizia di particolari, uomini, fatti, cose, di questa straordinaria e incredibile storia. ([email protected])
In principio erat femina. Riflessioni sul femminismo. E-book. Formato Mobipocket Franco Messina - Aletti, 2013 -
Il percorso poetico di questa autrice inizia in un momento della sua vita attraversato da un improvviso e profondo dolore. Tale esperienza, fortemente destabilizzante, si è poi trasformata in esigenza espressiva; attraverso le parole, ora, può raccontare le sue emozioni più intime, le sue riflessioni sulla vita umana e sul modo di vivere il rapporto con il mondo naturale. Nuvole, fiori, deserti, occhi di bambini, raccontano attraverso suoni e colori la sua anima. Nel ritmo di alcune sue rime, si avverte a volte un canto melodioso fatto di parole, in altre dissonanze ordinate da una musicalità interiore. Tali sonorità sembrano evocare la voce dell’autrice che sussurra, bisbiglia ed anche urla il proprio sentire, esprimendo con grande forza i contenuti della sua poetica. Rita Brunelli è nata a Perugia. Dopo aver trascorso la propria giovinezza nella città natale, si sposa e si trasferisce a Chiusi (SI) dove ha vissuto educando i suoi due figli. Attualmente pensionata, ha insegnato per trent’anni Educazione Musicale nelle scuole medie. Ha pubblicato, con la Ibiskos Editrice Risolo, la raccolta di poesie “Nel giardino silenzioso”, dedicata alla figlia Barbara la cui vita è stata bruscamente interrotta da un incidente stradale nell’anno 2000. Con la stessa Casa Editrice ha pubblicato il racconto “Piccole la n° 18”.