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eBooks editi da Altreconomia di Formato Epub Politica e governo
Rottama Italia: Perche´ il decreto Sblocca-Italia e` una minaccia per la democrazia e per il nostro futuro. E-book. Formato EPUB Aa. Vv. - Altreconomia, 2014 -
Sedici grandi "firme" (Tomaso Montanari, Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Edoardo Salzano, Paolo Berdini, Vezio De Lucia, Salvatore Settis, Luca Martinelli, Anna Donati, Maria Pia Guermandi, Pietro Dommarco, Domenico Finiguerra, Anna Maria Bianchi, Antonello Caporale, Carlo Petrini) prendono posizione sul decreto "Sblocca-Italia", che -nel tentativo di "rilanciare" l'economia italiana- rischia di essere un pesante contributo alla devastazione del paesaggio, e un regalo alle lobby.
2001-2021 Genova per chi non c’eraL'eredità del G8: il seme sotto la neve. E-book. Formato EPUB Angelo Miotto - Altreconomia, 2021 -
Chi ha partecipato alle manifestazioni di Genova 2001 spesso ne porta un segno. C’è chi è stato picchiato, chi continua a sognare quei giorni, chi ha deciso di non avere figli, chi ha cambiato completamente vita e chi ha perso di vista il “movimento” ma spesso, in modo sotterraneo, ha continuato ad andare in direzione ostinata e contraria, perpetuando quello spirito.A 20 anni dai giorni del G8 di Genova quindi molte domande sono ancora aperte.Perché è importante raccontare Genova a chi per anagrafe, per distrazione o per scelta non c’era? Che cosa è stato del “movimento”, di quell’afflato collettivo massacrato dai manganelli e dai media? In quali rivoli si è disperso il fiume di persone che ha manifestato? Qual è infine l’eredità, di Genova e chi ha raccolto e perpetuato questo capitale di idee? A queste e ad altre questioni risponde questo libro, attraverso 20 testimoni privilegiati che a Genova c’erano: il portavoce delle 1.187 organizzazioni del Genoa Social Forum, chi era nella Scuola Diaz e ha i lividi anche nell’anima, chi ha processato i responsabili della repressione, chi ha studiato, raccontato, cantato Genova, chi ha perso il bene più grande. Un racconto collettivo (senza reducismo) per spiegare Genova a “chi non c’era” e per raccogliere quello che Alessandro Leogrande chiamava “il seme sotto la neve” e che ha germogliato tanti altri mondi possibili, dall’economia solidale all’informazione indipendente e il cui lascito è stato raccolto da Fridays for future e da altri movimenti, come quello dei referendum per l’acqua pubblica o Occupy Wall Street.Scrive Angelo Miotto, giornalista, documentarista radiofonico e comunicatore che nel 2001 ha seguito in diretta le vicende del G8 per Radio Popolare: “Perché dobbiamo parlare di Genova? Perché vogliamo. Parlare oggi di Genova (a chi non c’era) significa non solo fare memoria di quello che accadde, ma capire che cosa sia successo in questi vent’anni e soprattutto immaginare ancora l’utopia, che non è mai sinonimo di irrealizzabile”.Hanno scritto: • Vittorio Agnoletto • Enrica Bartesaghi • Marco Bersani • Norma Bertullacelli • David Bidussa • Martina Comparelli • Danilo De Biasio • Donatella Della Porta • Nicoletta Dentico • Chicco Elia • Haidi Gaggio Giuliani • Lorenzo Guadagnucci • Carlo Gubitosa • Alessio Lega • Giulio Marcon • Rossella Muroni • Riccardo Noury • Giuliano Pisapia • Fabrizio Ravelli • Alfredo Somoza • Jacopo Tondelli • Antonio Tricarico • Enrico Zucca. Con le illustrazioni di Giancarlo “Elfo” Ascari.
Non chiamatemi eroeStorie di ribellione, resistenza e coraggio. Per difendere i diritti umani, ad ogni costo. E-book. Formato EPUB Lorena Cotza - Altreconomia, 2019 -
“Come emerge dall’ultimo report di Front Line Defenders, la criminalizzazione si riconferma anche nel 2018 la tattica più utilizzata dai governi di tutto il mondo per fermare i difensori dei diritti umani” I protagonisti di questo libro sono donne e uomini coraggiosi che hanno scelto di difendere in modo nonviolento i diritti umani, l’ambiente, le comunità dai soprusi dei potenti. A tutti i costi. Ma non vogliono essere chiamati eroi. Sono testimoni scomodi, pietre d’inciampo, lottatori pacifici. I difensori e le difensore dei diritti umani sono persone che -spesso lontano dai riflettori e in aree remote del pianeta- rischiano la vita per proteggere i più deboli, la propria comunità, le minoranze discriminate, i diritti dei lavoratori e dell’ambiente. Spesso i piani si sovrappongono: difendendo il fiume sacro per una comunità, difendo i diritti e la dignità di un popolo oltre all’ambiente. Spesso le conseguenze di questo impegno sono tragiche. “Solo nel 2018 sono stati 321 i “difensori” uccisi nel mondo: eppure sono loro a chiederci di raccontare le loro storie di ostinata resistenza senza retorica” Tra gli altri, Nurcan Baysal, giornalista che denuncia le discriminazioni sofferte dai curdi in Turchia; Saydia Gulrukh, attivista che in Bangladesh non si stanca di chiedere un giusto salario e maggiore sicurezza sul lavoro; Veronika Lapina che in Cecenia sfida una cultura retriva per difendere le persone LGBT; Marco Omizzolo che in Italia, nonostante le minacce, rivendica i diritti dei migranti sfruttati. Persone che non sono rimaste in silenzio e che, in fondo, difendono anche il nostro diritto al futuro, alla bellezza, a un mondo più sicuro, senza guerre e ingiustizie. Con la prefazione di Andrew Anderson, direttore esecutivo di Front Line Defenders, organizzazione che protegge coloro che lavorano -in modo nonviolento- per sostenere i diritti umani e ambientali: frontlinedefenders.org Immagine di copertina: Geovani Krenak (foto di Olivier Papegnies e Johanna de Tessières, Collectif Huma). La citazione “La mia speranza resta viva grazie a persone che forse non sono famose a livello internazionale, ma sono volti noti all’interno della comunità di chi difende i diritti umani. A differenza di chi promuove solo se stesso e i suoi interessi privati” (Zeid Ra’ad Al Hussein, ex Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani) Gli autori: Lorena Cotza Lavora nel settore campagne e comunicazione per l’Organizzazione non governativa Front Line Defenders e per “In Difesa Di - Per i diritti umani e chi li difende”, una rete di oltre 50 organizzazioni italiane che si occupano di diritti umani. In passato, ha lavorato come giornalista freelance e con l’Ong londinese Peace Direct e ha trascorso sei mesi in Honduras per un progetto di volontariato. Ilaria Sesana Giornalista, appassionata di due ruote a pedali e ciclista "resistente". Scrive per diverse testate, ma le piace anche sperimentare nuovi mezzi di narrazione, come il documentario sonoro e il video reportage.