Argot Edizioni eBooks
eBooks editi da Argot Edizioni di Formato Mobipocket BIOGRAFIE E STORIE VERE
Morire a Marcinelle. Storia di un minatore italiano. E-book. Formato Mobipocket Emanuele Corocher - Argot Edizioni, 2018 -
Il soldato Giuseppe Corso, dopo tanti scontri combattuti tra le fila del reggimento cavalleggeri "Alessandria" in Jugoslavia e dopo sette anni di guerra, riesce a salvarsi dalla fucilazione da parte dei titini. È Sonja, un'infermiera slava che amerà per tutta la vita, a salvarlo. Giuseppe, tornato in Italia, spera di essere utile alla ripresa della sua patria lavorando nelle miniere del Belgio. Parte con tanti altri in carri ferroviari malandati per andare a vivere in campi di baracche. Sarà uno dei 262 morti nella tragedia di Marcinelle avvenuta l'8 agosto 1956. Il libro racconta le vicende di guerra intrecciate con l'amore per Sonja e la difficile vita in Belgio, dove nei locali pubblici era proibito l'ingresso ai cani e agli italiani. Sopravvissuto agli orrori della guerra in Jugoslavia fatta di assalti, esecuzioni sommarie, deportazioni, lager, tradimenti e vendette, Giuseppe Corso cerca di costruire la propria vita ma in Belgio tutto finisce mostrando ancora una volta la faccia mostruosa del genere umano.
Volontario della libertà. Prigioniero in Germania, partigiano in Italia (1943-1945). E-book. Formato Mobipocket Enzo Furiozzi - Argot Edizioni, 2018 -
"Il mattino dell'8 settembre 1943, a noi, duecento reclute del 39 Rgt. Art. d'Armata, fu data la sveglia più presto del solito. Il programma era tutto nuovo. Si doveva andare in distaccamento a Bibbiano, distante poco più di 20 Km da Reggio Emilia, per fare qualche esercitazione un po' più militaresca, ma soprattutto per lasciare sgombra la piazza d'armi non so bene per quali altri arrivi". Iniziò così la tragedia di Enzo Furiozzi che con altri migliaia venne fatto prigioniero e portato in Germania con carri bestiame. Internato prima nel "Kriegsgefangenerlager II A", il campo di concentramento di Neubrandenburg con il numero 102028 e poi nello Stalag 269 a Wipperfhürt, a una trentina di chilometri a nord-ovest di Colonia, nel cuore della Renania, Furiozzi perse casualmente lo status di I.M.I. (Internato Militare Italiano). Fu così che fortunosamente ottenne la possibilità del rimpatrio come civile non più abile al lavoro e, una volta giunto in patria, entrò a far parte della Resistenza.