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eBooks editi da Caravaggio Editore di Formato Mobipocket Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Le Streghe di Benevento: La leggenda della Superstitiosa Noce. E-book. Formato Mobipocket Antonio Oliva - Caravaggio Editore, 2015 -
Che cosa può trasformare una città, un qualunque luogo della terra, con una sua storia riconoscibile e con una geografia chiara e distinta, in un luogo dell’immaginario? Per quali ragioni, sepolte nella storia remota del mondo, quel luogo si trasforma in uno scenario mentale, popolato di apparizioni sinistre o di fantasmi? [...] Perché un luogo diventa proibito e pericoloso? Per quale ragione la sua semplice evocazione può suggerire un’avventura oltre i limiti del mondo diurno, composto di verità e di leggi indiscusse, e il solo nome può alludere ai regni del buio e delle tenebre, al di là dei confini rassicuranti del tempo e dello spazio ordinari? [...] Il lavoro di Antonio Oliva si misura con uno di questi luoghi interdetti del nostro immaginario: Benevento, le streghe e il Noce, alla cui ombra esse consumerebbero i loro convegni tenebrosi. Per dare consistenza e significato alla ricerca, egli non aveva possibilità diversa che accumulare, in un regesto preciso, le testimonianze che le fonti letterarie trasmettono. Il loro sommarsi dà forma e visibilità a una credenza. La sancisce e la rende legittima. Benevento è l’emblema delle streghe, il simbolo concreto della loro azione in mezzo agli uomini. Perciò resiste, durante i secoli e le culture che li attraversano, come un tema, insieme letterario e fantastico: “Ma niente è più rinomato in Italia del Noce di Benevento, credendosi comunemente dal popolaccio, che colà sia veramente il maggior concorso delle Streghe, le quali sopra un caprone, e con una scopa accesa in mano vi concorrano la notte.” Oliva procede, passo dopo passo, nel suo viaggio. Preleva le singole testimonianze e le rende eloquenti. Illustra i testi che gli sembrano pertinenti e li offre al lettore, tracciando progressivamente le tappe di un cammino attraverso una leggenda.
Dipendenza da cibo. Comprendere le origini dei disturbi alimentari a partire dalla biologia dell’Appetito. E-book. Formato Mobipocket Matteo Pacini - Caravaggio Editore, 2013 -
Del cibo abbiamo bisogno, e sicuramente in tal senso ne dipendiamo. Tuttavia, non è questo che rovina il rapporto con esso, ma piuttosto un infelice incontro tra l’appetito e il significato estetico e di successo legato al peso e alla forma fisica. In tutto il mondo milioni di persone sottopongono l’appetito ad un maltrattamento continuo, e pretendono che si calmi e se ne ritorni da dove è venuto. Parallelamente, il peso medio nei paesi ricchi aumenta anziché diminuire, e l’appetito diventa sempre più arrabbiato e sempre più associato ad un umore agitato e insoddisfatto. Mangiare male, ancora prima che un problema di scelta degli alimenti e dei ritmi, sta nel non conoscere quali sono le funzioni che regolano il comportamento alimentare. È necessario sapere che c’è la fame e c’è l’appetito, e che non sono la stessa cosa. La dieta dialoga con la fame, ma è l’appetito che risponde, e i conti non torneranno mai in questo modo. Non tornano sulla bilancia, così come nella capacità di imparare a controllarsi. Mangiar male significa diventare dipendenti da un piacere che tutto dovrebbe fare fuorché togliere felicità. Questo libro è un tentativo di riunire una serie di semplici conoscenze sui meccanismi della fame e dell’appetito e su come possono impazzire nei disturbi del comportamento alimentare, fino a trasformare un elemento scontato e piacevole, in una schiavitù angosciante. Non ci aiutano i nostri geni, che sono soltanto capaci di farci mangiare di più, e di farci immagazzinare di più quel che mangiamo, e neanche il nostro istinto, che cresce sia quando è stimolato, che quando è bacchettato. Men che meno ci aiuta una cultura che ci chiede ciò che è biologicamente impossibile, cioè di tenere a freno gli istinti, inondandoci poi di tentazioni e di abbondanza. La maggior parte delle soluzioni risolvono ciò che possono risolvere, che è solo la punta dell’iceberg di un problema cerebrale, prima che dello stomaco. Se ti rispecchi in una o più delle seguenti situazioni, potresti avere un rapporto alterato col cibo: Mangiare più velocemente del normale, con il risultato di gustare di meno il cibo; Mangiare anche quando ci si sente pieni; Mangiare senza avere più la capacità di distinguere tra fame e sazietà (mangiare senza fame); Compiacersi nell'immaginarsi mentre si consuma cibo e pensare, mentre si compiono altre attività, a quando si andrà "finalmente" a mangiare; Accorgersi che le proprie spese per il cibo, e anche il tempo dedicato al mangiare, stanno aumentando in maniera imbarazzante; Mangiare in maniera solitaria, con la tendenza a mangiare di meno quando si è con gli altri; Si desidera il cibo in maniera continua e intensa, ma di fatto la gratificazione durante il pasto non è soddisfacente; In alcuni momenti si può stabilire un cortocircuito mentale con l'idea che l'unico modo di sfuggire a questa "ossessione" per il cibo sia quello di mangiare abbastanza e in piena libertà. Dott. Matteo Pacini, Medico Chirurgo. Specialista in Psichiatria. Il Dr. Pacini svolge dal 1998 attività clinica e di ricerca nell’ambito della tossicodipendenza, con particolare riguardo alla dipendenza da alcol, eroina e cocaina, e alla doppia diagnosi psichiatrica. È autore di numerose pubblicazioni di ricerca e revisione della letteratura sul tema dell'uso di sostanze, delle dipendenze e dei disturbi psichiatrici associati.
Il Virus benefico. Aprirsi la strada per la libertà e la verità in un mondo di sopraffazioni e menzogne. E-book. Formato Mobipocket Pierluigi Dadrim Peruffo - Caravaggio Editore, 2018 -
Sino a quando continueremo a ritenere le parole più importanti dell’indivisa e viva realtà che esse dovrebbero indicare, il nostro destino non contemplerà altro che guerra e dolore. Oggi l’uomo è un essere mostruoso, fornito tanto di testa e genitali giganteschi, quanto di un cuore e di un’anima minuscoli. Se fate valutare un diamante da un maiale, il maiale lo mangerà come fa con ogni altra cosa e poi lo defecherà, fine, tutto qui! La ragazza è bella? La vita è bella? Sì! Adesso vado a conoscerla, non le devo chiedere “Come devo muovermi con te?”. Devo solo dire a lei e a me stesso: “Bene! Qualcosa accadrà!”. E qualcosa accadrà sul serio! Comportiamoci come un virus benefico, all’interno di un sistema malato. Diffondiamoci piano, silenziosamente… Frammenti tratti dal libro In un mondo dominato dai conflitti e dall’ipocrisia c’è ancora spazio per l’individuo? La risposta è affermativa, ma arrivare alla certezza di questo fatto non è scontato. La complessità in apparenza inestricabile del nostro tempo va affrontata con una ragionevolezza che è l’esatto opposto della “razionalità” occidentale – quella stessa “razionalità” che si esprime anche nelle soffocanti convenzioni del quotidiano, nel mito delle “buone maniere”, e che ha trasformato l’intero mondo in un campo di battaglia. Occorre invece trovare una strategia di liberazione interiore, di affrancamento dalle menzogne, dagli opportunismi che spingono in egual misura gli individui, gli uomini di potere e i mass media - ciascuno nella propria sfera d’azione - a manipolare fatti, valori e sentimenti. “Il virus benefico” è la risposta ironica e accorata di Pierluigi Dadrim Peruffo a un tempo altrettanto paradossale: la scoperta di un senso critico e di una ragionevolezza nuova, un’inedita apertura mentale il cui corrispondente relazionale è un apparente rinuncia a se stessi, ai capricci di un ego trionfante – ma che come esito avrà la riscoperta di un “io” più maturo, più sereno di fronte ai casi della vita e davvero capace di condividere la propria esistenza con gli altri.