Chiarelettere eBooks
eBooks editi da Chiarelettere di Formato Epub Sistemi e strutture economiche
Una moneta chiamata fiducia: Oltre il denaro. L’esperienza vincente di Sardex. E-book. Formato EPUB Daniel Tarozzi - Chiarelettere, 2019 -
“Sullo sfondo di un’economia sempre più canaglia,Tarozzi ci racconta la storia di un movimentomonetario ed economico solidaleche cresce in tutta la penisola...Finalmente il lettore capisce la differenza profondache esiste tra le monete sociali come i sardexe quelle speculative come i bitcoin.”Dalla prefazione di Loretta Napoleoni “Non vogliamo più sentir dire che quella cosanon si può fare perché mancano i soldi.Vogliamo rianimare un capitale mortoattraverso una comunità viva.”Franco Contu, cofondatore e direttore generale di Sardex “Sardex è una delle poche monete veramente virtuose.”Il Sole 24 Ore “Sardex è un sistema di credito esemplare.”Jeremy Rifkin Un’altra economia è possibile, anzi, esiste già. Si chiama “economia della fiducia”: una rete di cittadini, imprese, associazioni, messe in relazione tra loro attraverso uno strumento innovativo, che si basa su reciprocità, mutuo credito, innovazione.Ecco qui ricostruita l’incredibile avventura di cinque giovani imprenditori sardi che nel 2009 s’inventano sardex, una nuova moneta complementare, per aiutare piccole e grandi aziende in difficoltà. Un successo strabiliante: 4000 imprese, mezzo miliardo di crediti transati, un milione e duecentomila transazioni, più di 350 milioni di euro di giro d’affari complessivo.Una storia che nasce in Sardegna e si diffonde in tredici regioni italiane, e nel mondo, indicando un possibile modello di integrazione all’attuale sistema economico e monetario, il cui funzionamento è tutto a favore del grande capitale e della finanza.L’esperimento della nuova moneta è invece pensato a vantaggio delle comunità locali: commerciando beni e servizi in sardex le aziende ottengono un credito, risorsa assai scarsa di questi tempi, che possono spendere per forniture o investimenti, ma anche ridistribuire ai dipendenti. La ricostruzione di Tarozzi fa capire come la moneta abbia il potere di ridisegnare l’economia in quanto metro di scambio universale, per riannodare il tessuto sociale di comunità schiacciate sotto il peso della crisi economica, e mettendo al centro la sostenibilità sociale e ambientale. Le persone sono il più grande capitale che abbiamo. E la moneta è il modo per tenerle unite e aiutarle.
Viva l'Italia: Perché non siamo il malato d'Europa. E-book. Formato EPUB Francesco Bonazzi - Chiarelettere, 2019 -
«Qualcuno, ne sono certo, mi accuserà di essereuno ‘sfascista’ antieuropeo mentre invece miconsidero solamente uno che vuole renderequesta Europa veramente sostenibile e più equa.»Antonio Maria Rinaldi «La questione del debito pubblico è unaquestione di distribuzione della ricchezza,in particolare tra attori pubblici e attori privati,e non una questione di livelloassoluto della ricchezza stessa. Il mondo riccoè ricco: sono i suoi Stati a essere poveri.»Thomas Piketty «La vera sfida che abbiamo di fronte è semplice:sconfiggere questa economia della paura, fermarela cinesizzazione dell’Italia e impararea pensarci come potenza economica,che può decidere il proprio destino e migliorarel’esistenza dei propri cittadini.»Francesco Bonazzi La paura è uno stato d’animo personale, certo, ma per crearla e alimentarla su larga scala servono gli allarmi. Dietro ogni allarme c’è puntualmente qualcuno che ci guadagna. Ma l’Italia è davvero un paese sull’orlo del fallimento? Numeri alla mano, la situazione è ben diversa da quella che si dipinge.Come dimostra Francesco Bonazzi, in realtà il nostro è un paese molto ricco dove otto famiglie su dieci vivono in abitazioni di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 3,8 volte il Pil, ovvero 6227 miliardi di euro, e con storie di eccellenza, specie nel settore della chimica industriale e della biochimica, che però fanno meno notizia dei successi degli chef stellati. Come ricorda il Censis, “il mondo è pieno di macchinari italiani, ma per saperlo bisogna andare a guardare l’etichetta”. Il vero problema è la disuguaglianza, a cominciare da quella Nord-Sud, ma per ridurla non si fa nulla, con la scusa che l’Europa non ci concede i necessari margini di bilancio. Con oltre 5 milioni di poveri e un 10 per cento sempre più ricco, l’Italia non può continuare a essere uno dei paesi con la maggior ingiustizia sociale del continente.La vera sfida che abbiamo di fronte è innanzitutto sconfiggere questa economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca, fermare la cinesizzazione del lavoro e imparare a pensarci come potenza economica, che può decidere il proprio destino e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Evitando che il sovranismo prenda il posto della sovranità nazionale.