Libri di narrativa classica prima del 1945
Opere di narrativa classica antecedenti al 1945
La città senza cielo. E-book. Formato Mobipocket Jean Malaquais - Cliquot, 2019 -
Portoni che si moltiplicano a perdita d’occhio lungo i corridoi labirintici dei palazzoni, il ritmo serrato imposto dall’Istituto nazionale per la bellezza e l’estetica: un palazzone a settimana, venticinque minuti per ogni cliente, centoventicinque secondi per passare da un portone all’altro. Quando Pierre Javelin, piazzista di cosmetici e lozioni di bellezza, anziché firmare col suo nome, scarabocchia segni indecifrabili sui documenti per ottenere un aumento di paga, si rende conto che quella semplice sbadataggine – ma si può davvero sbagliare la propria firma senza volerlo? – è invece l’espressione di un sentimento di ribellione segretamente covato, quasi ignoto persino a lui stesso, contro gli inutili obblighi di un’esistenza anonima. Rientrato a casa alla sera, scopre che la chiave del suo portone non gira nella toppa. Gli apre una coppia di sconosciuti, che sostengono di vivere lì da anni. Sua moglie è scomparsa assieme alla casa. Cosa è successo? È forse impazzito? No, la realtà è davvero quella, e l’errore non è nient’altro che lui, piccola rotella impazzita dell’ingranaggio inarrestabile e immodificabile che è la Città: la Città dei casermoni di cemento tanto alti da non lasciar vedere il cielo, la Città che teme le ribellioni dell’anima e inghiotte gli individui privandoli di coscienza e identità. E comincia così per Pierre Javelin una discesa all’inferno fatta di incontri bizzarri, burocrazia assurda, archivi irraggiungibili, strambi istituti dove ci si fa sconsigliare dalle scelte, uffici amministrativi dove si sta in fila come barattoli su un nastro di scorrimento; un viaggio irrazionale e distopico (il romanzo, del 1953, è stato più volte paragonato a 1984 di Orwell e a Il processo di Kafka) dove ogni passo in avanti per riallacciare i fili della propria vita è respinto dalla forza oscura della Città che tenta con ogni mezzo di ricacciare la testa dei suoi cittadini nell’inchiostro nero dell’impersonalità. Con la storica prefazione di Norman Mailer.
Alla conquista della Luna: Racconti fantastici e fantascientifici in versione integrale. E-book. Formato Mobipocket Emilio Salgari - Cliquot, 2017 -
La conquista della Luna è il simbolo dei grandi miti del Novecento. Per un attimo l’abbiamo toccata. Per un attimo siamo stati sedotti dall’abbagliante illusione che il mondo fosse nelle nostre mani, che le conquiste scientifiche e le innovazioni tecnologiche potessero aprire tutte le porte, anche quella della felicità. Eppure, prima ancora che il XX secolo sbocciasse, un fine scrittore di storie avventurose ci aveva avvertiti che la natura primigenia non avrebbe mai chinato il capo di fronte alla sfida spavalda delle ambizioni umane. E lo aveva fatto attraverso alcuni visionari racconti che qui sono raccolti per la prima volta insieme. Alla conquista della Luna contiene le rarissime incursioni di Emilio Salgari nel mondo del fantastico e del (proto) fantascientifico. Racconti pervasi da un pessimismo alla Edgar Allan Poe più che dalla verniana fiducia nella scienza e nel progresso, perché Salgari aveva capito quello che anche per noi è sempre più chiaro: l’umanità non può permettersi di giocare a essere Dio.Con la prefazione di Felice Pozzo.
Riso nero. E-book. Formato Mobipocket Sherwood Anderson - Cliquot, 2016 -
Nell’America degli anni Venti Bruce Dudley lascia la moglie e il mestiere di giornalista per cercare un’identità più vera. Si mette in viaggio, discendendo il Mississippi come un moderno Huckleberry Finn, per poi raggiungere la cittadina di Old Harbor, nella valle del fiume Ohio, dove da bambino aveva vissuto con la famiglia. Lì trova lavoro come operaio in una fabbrica di ruote. Sembra che quell’inquietudine esistenziale che lo accompagna abbia lasciato spazio a una ferma serenità, ma l’incontro con una donna lo costringe a rimettere tutto in discussione. Scritto con il fresco e vibrante stile dei modernisti europei, Riso nero è un romanzo del 1925 sulla ricerca della libertà individuale, sul rapporto fra bianchi e neri, sulla critica alle castranti convenzioni sociali – temi già percorsi da Anderson nelle raccolte di racconti per cui è maggiormente celebre – e, in ultima analisi, sulla perdita dell’innocenza, mito caro ai più grandi romanzieri americani. Cliquot lo ripropone in una nuova traduzione dopo quella di Cesare Pavese del 1932. Traduzione di Marina Pirulli Prefazione di Stefano Gallerani