Condaghes eBooks
eBooks editi da Condaghes di Formato Mobipocket Linguistica
PìndulasPillole di lingua sarda e di altre lingue neolatine: aneddoti, curiosità ed etimologie. E-book. Formato Mobipocket Cristiano Becciu Braina - Condaghes, 2019 -
Sai perché in sardo di qualcosa a buon prezzo si dice che è a stracu baratu?O di un coraggioso che “ha milza”?Ma in Sardegna si parla una lingua o un dialetto?Quando scrivi in sardo, quali consonanti bisogna raddoppiare?Che origine ha la parola carasau?E quanti nomignoli sono stati affibbiati alla volpe?Un libro che risponderà a questi e a tanti interrogativi riguardanti la lingua sarda.Con semplicità e chiarezza, e grazie al confronto con altre lingue neolatine come francese e spagnolo, sono analizzati molti vocaboli riguardanti il corpo umano, il cibo, gli animali.Vengono chiariti i meccanismi che portano alla trasformazione di molte parole in sardo, partendo dalla loro origine etimologica.Pillole di lingua e linguistica facili da mandar giù, quasi fossero mentine!
MGDL e dintorni: Nuove ipotesi su nesonimi e toponimi del Mediterraneo alla luce delle lingue e delle culture mediorientali. E-book. Formato Mobipocket Gian Carlo Tusceri - Condaghes, 2016 -
La curiosità per il significato dei toponimi e per i motivi che li hanno giustificati nel tempo, in particolare per quelli più criptati, attira da tempo immemorabile l’interesse degli studiosi, in particolare di dilettanti che, senza alcuna informazioni di tipo linguistico, si sono occupati dell’etimologia, procedendo ad orecchio. La ricerca etimologica richiede innanzitutto un metodo di indagine, per cui all'interpretazione si arriva non già sulla base di semplici assonanze con parole della propria o di altre lingue, bensì per ricostruzione scientifica, là dove possibile, dello spirito originario enucleato dalla comunità proponente. Occorre dunque uno sforzo per miscelare in un unico sistema di ricerca protostoria, storia, geografia, sociologia, antropologia, e finalmente linguistica, o meglio ancora, archeolinguistica. Si deve – a parere di Gian Carlo Tusceri – arrivare, procedendo a ritroso nel tempo, alla riconduzione del significato sul significante che lo ha prodotto, per uno scopo ben preciso. Da ogni sito, così come da ogni oggetto che ci circonda, promana un messaggio inequivocabile che, travolti dalla civiltà dei consumi (compresi quelli pseudoculturali di massa) spesso non udiamo più, o fraintendiamo. Dando uno sguardo a una qualunque carta del Mediterraneo, ci accorgiamo che vi abbonda una certa quantità di isolette denominate Toro, Vacca, Pollo, Pecore, Cavallo, Bisce, Serpenti, Capre, Cervi, Asini. Questa coincidenza mi ha sempre incuriosito, fin da quando ero bambino e sentivo e leggevo in merito le spiegazioni più ridicole. Cavallo, perché i banditi rubavano i cavalli e li sbarcavano nelle isolette per farne contrabbando. Il toro era l’isola dove l’animale veniva relegato prima della monta. Le vacche si sarebbero chiamate così per la forma delle isole, così come pure le capre talvolta. I cervi erano gli scogli o gli speroni rocciosi costieri che gli animali raggiungevano in Gallura, provenendo dall'interno della Sardegna, magari fermandovisi poi di vedetta. Queste assurdità gridavano da troppo tempo vendetta. Occorreva un libro che esaminasse le ultime teorie in materia e spiegasse i toponimi, partendo dal punto di vista dei primi naviganti, degli esploratori, degli occupanti, in base alle reali caratteristiche del luogo, perché chi fosse arrivato dopo di loro, potesse riconoscerli.
Il sardo: una lingua “normale”: Manuale per chi non ne sa nulla, non conosce la linguistica e vuole saperne di più o cambiare idea. E-book. Formato Mobipocket Giuseppe Corongiu - Condaghes, 2015 -
Ma esiste la lingua sarda? Che cos’è? Qual è la sua storia politica e qual è la sua identità sociale? Chi ha ragione nel dibattito che si trascina dagli anni Settanta in merito alla sua promozione e ufficializzazione? Ma si tratta di una vera lingua o di dialetti troppo diversi tra loro? È giusto unificarla? Quanti la parlano? E come? In questo libro si propone uno sguardo nuovo, appassionato, documentato e chiaro della situazione linguistica della Sardegna. Per troppo tempo si sono diffusi dei falsi luoghi comuni e delle idee convenzionali che hanno impedito una conoscenza scientifica, laica, democratica, seria, efficace ed equilibrata della lingua storica e degli altri idiomi che arricchiscono la Sardegna. L’Autore mette il lettore in condizione di farsi un’idea in merito a pregiudizi e stereotipi, spesso di origine esterna, ma introiettati e poi diffusi dalle classi dirigenti alla società, che impediscono a tutt’oggi un pieno recupero della diversità linguistica isolana. Le cosiddette verità “scientifiche” dell’arcaicità del sardo, della sua presunta vicinanza al latino, della mutua incomprensibilità dei dialetti, della sua “anomala” frammentazione, della divisione convenzionale e forzata in logudorese e campidanese, dell’incapacità di produrre termini astratti o tecnici moderni, della sua “genuinità” popolare contrapposta all’artificiosità letteraria, dell’impossibilità di avere una letteratura e uno standard ortografico, sono analizzate e scandagliate con metodo razionale. Un’opera che cerca di demolire l’idea del sardo come lingua interessante solo per i glottologi: anomala, esotica, strana, divisa, grezza, socialmente indesiderabile, pericolosa per le istituzioni. Un lavoro che cerca di ridare al sardo la sua normalità di lingua amata e parlata dai sardi nel rispetto degli altri popoli.