Donzelli Editore eBooks
eBooks editi da Donzelli Editore di Formato Epub Singoli registi e produttori
Io, Hitchcock: Il maestro del brivido si racconta. E-book. Formato EPUB Alfred Hitchcock - Donzelli Editore, 2016 -
«I brividi fanno scorrere più velocemente il sangue nelle vene e hanno effetti benefici per chi ha problemi di indigestione, gotta, reumatismi, sciatica e invecchiamento precoce. Il pubblico prospera grazie ai brividi, i registi prosperano grazie al cinema e tutti sono felici». Pare non si prenda troppo sul serio, il maestro del brivido, che in queste pagine di interviste, discorsi, saggi, gioca non solo con gli attori, con le storie e con il pubblico, com’è suo solito, ma anche e soprattutto con se stesso e il proprio personaggio. Gli aneddoti si rincorrono, gli episodi comici si inseguono, ma è meglio non farsi ingannare dalla leggerezza e dal sorriso sornione di Hitchcock: se la scrittura è lieve e brillante, il regista ama intensamente il proprio mondo e vuole che il suo pubblico vi entri appieno, consapevole di tutte le tecniche, i saperi, le logiche, le fatiche, le passioni, di tutti quei segreti che qui Hitchcock svela al suo pubblico, raccomandandosi di averne cura: «Penso di aver rivelato tutti i trucchi del mestiere», dirà. «Trattateli con rispetto». Tra i primi registi a diventare una star, Hitchcock si diverte a giocare con la sua immagine, come fa quando appare nei suoi film: la sua è una presenza muta, ma inconfondibile. Con questi scritti, sapientemente raccolti da Sidney Gottlieb, Hitch finalmente esce dall’ombra e prende la parola, raccontandosi in prima persona, ripercorrendo la sua vita e la sua carriera e spiegandoci cos’è per lui il cinema. «Ricordare il passato è a volte divertente, a volte umiliante – scrive – e non è una cosa che amo fare. Ma è utile, aiuta a comprendere gli errori e a dare il giusto peso al proprio lavoro». Inizia così il racconto straordinario di una carriera che ha cambiato la storia del cinema. E il cinema per Hitchcock è essenzialmente suspense, è il «pubblico sull’orlo della poltrona», è la paura che desideriamo provare quando siamo al sicuro. Per non diventare inerti e «simili a molluschi», abbiamo bisogno di brividi, «scosse mentali positive e salutari», e lo schermo è il modo migliore per farlo. Gli ingredienti per servire una suspense cotta a puntino sono pochi, basta saperli dosare: «Io non cerco di portare sullo schermo un “pezzo di vita” – osserva – perché la gente può trovare tutti i pezzi di vita che desidera sul marciapiede di fronte al cinema e non deve neanche pagare per vederli». Ma nemmeno la fantasia pura va bene, «perché la gente vuole entrare in relazione con quello che vede sullo schermo». Quale allora la ricetta? Cercare di essere più autentici e naturali possibile, creare l’effetto realtà. E la realtà è fatta di luci e ombre, di contrasti: tra il pubblico che sa tutto e i personaggi ignari del pericolo che incombe su di loro; tra un paesaggio bucolico e gli oscuri segreti che vi si nascondono; tra l’aspetto elegante di un personaggio e la sua natura malvagia; la suspense è dramma e commedia insieme, proprio come nella vita di ogni giorno. Contrasti di cui si nutre il cinema, che è arte, e quindi tecnica, mestiere, capacità di fare, e allo stesso tempo industria; ma se Hitchcock allo studio system si adatta, riesce anche a piegare il sistema alle sue esigenze, abile com’è, ad esempio, a maneggiare le star a suo piacimento, spogliandole del glamour che le riveste. In fondo, la sola e unica star è il regista, che ha l’intero film in pugno, che possiede, monarca assoluto, il pieno dominio sul suo regno. L’unico rischio è prendersi troppo sul serio, ma per questo il rimedio è semplice: «La sola cosa da fare è concentrarsi sul film al quale si sta lavorando e dire a se stessi che, in fondo, si tratta solo di un film».
I grandi registi della storia del cinema: Dai Lumière a Cronenberg, da Chaplin a Ciprì e Maresco. E-book. Formato EPUB Goffredo Fofi - Donzelli Editore, 2015 -
A oltre un secolo di distanza dalla sua nascita, il cinema si rivela uno dei fenomeni più vivi del nostro tempo. Ha detto moltissimo su ciò che siamo stati e siamo; ha ancora molto da dire in fatto di poesia. Prendendo le mosse da uno dei suoi libri culto, Come in uno specchio, pubblicato da Donzelli nel 1995, il più estroso e autorevole dei nostri critici militanti ripercorre la storia di quest’arte molteplice e multiforme, raccontandola per brevi voci che congiungono informazione e riflessione, biografia e storia. Goffredo Fofi ci descrive gli autori più rappresentativi, le scuole, i periodi, i momenti cruciali dell’evoluzione del cinema e il suo rapporto con la società; ci confessa i suoi amori più recenti, da Ciprì e Maresco a Tsai Ming-liang, le sue passioni tardive, il cinema francese primo tra tutti, le sue riscoperte degli ultimi anni, Cronenberg e Lynch. Al centro della riflessione di Fofi rimane il cinema d’autore: quel cinema che, in modi autonomi e insostituibili, ha saputo dare all’uomo del Novecento quanto, e forse più, hanno saputo offrirgli la letteratura, la pittura, la musica, il teatro, la fotografia. Il risultato è una personale, originalissima, tendenziosa galleria di «ritratti» fondamentali, che introduce ai dilemmi di un’arte il cui spazio è forse da ridefinire, ma che resta tuttavia indispensabile e bellissima.
Il mestiere del cinema. E-book. Formato EPUB Mario Monicelli - Donzelli Editore, 2011 -
«Da bambino, quando cominciavo a capire e mi mandavano al cinema, per dieci anni ho visto solo film muti. Ho visto di tutto, pellicole western, d’avventura, d’amore, film bellissimi che sono rimasti nella storia. Nel cinema muto si raccontava tutto col silenzio, senza dialogo, senza battute. Ci sono film adesso che hanno successo perché c’è una canzone: non so cosa c’entri il cinema!Oppure perché c’è un effetto speciale, insomma il cinema non c’entra più tanto!». Un grande maestro del cinema italiano racconta, in una sorta di autobiografia professionale, il suo cinema. A Monicelli non interessa tanto narrare le gesta, gli aneddoti, gli incontri di una storia personale fuori dall’ordinario; nel racconto, orchestrato con sapienza da Steve Della Casa e Francesco Ranieri Martinotti, veste piuttosto i panni di un artigiano, pronto a svelare le tecniche e i segreti di quel mestiere complesso e magico a cui ha dedicato una vita intera. La testimonianza del creatore della commedia all’italiana si trasforma così in una lezione di cinema, in cui vengono ripercorsi, passo dopo passo, i momenti fondamentali che hanno dato vita a tanti capolavori. Una lunga scuola la sua, che coincide con gli anni d’oro del cinema italiano, con l’invenzione di una «stagione italiana» di cui Monicelli è insieme figlio e creatore. Tanti gli incontri decisivi: Rossellini,De Sica, Antonioni, Totò, i grandi sceneggiatori (Age e Scarpelli, Benvenuti, De Bernardi, Suso Cecchi D’Amico), e poi la scoperta, in ruoli inediti, di Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Sceneggiatura, accorta preparazione delle riprese, lavoro con gli attori, montaggio, doppiaggio (il maestro infatti non è mai passato a registrare il suono in presa diretta) sono tutti momenti cruciali che Monicelli racconta meticolosamente, chiarendo le precise ragioni di scelte tecniche e artistiche dietro a cui non è difficile scorgere una pratica di lavoro che si trasforma in un vero e proprio metodo. In questa affascinante carrellata lungo settant’anni di cinema italiano, affiorano la forza e il segreto del genio di Monicelli, che sembra risiedere in un particolare equilibrio tra commedia e amara riflessione sul reale, tra capacità di innovare e radicamento nel cinema delle origini, il tutto amalgamato da un’intelligenza quasi indomabile e da un pizzico di quella cattiveria, ormai divenuta proverbiale. Mario Monicelli è uno dei più grandi registi italiani, autore di capolavori quali I soliti ignoti, La grande guerra, Un borghese piccolo piccolo. Steve Della Casa, tra i massimi esperti di cinema popolare italiano, è uno dei fondatori del Torino Film Festival, di cui è stato direttore dal 1999 al 2002. Dal 1994 conduce Hollywood Party, su Radio3, e dal 2004 il contenitore notturno La 25a ora, su LA7. Francesco Ranieri Martinotti, sceneggiatore e regista, ha realizzato film e documentari. Ha ricevuto il David di Donatello nel 1994 per Abissinia. È uno dei fondatori delle Giornate degli Autori di Venezia. Dal 2008 rappresenta l’Italia nel consiglio esecutivo della European Film Academy.