Donzelli Editore eBooks

eBooks editi da Donzelli Editore di Formato Epub Cucina, cibi, bevande e argomenti correlati

EBOOK   9788855229326

Beata l'erba fresca: Cammini e storie in giro per l’Italia. E-book. Formato EPUB Fabio Fiori   -  Donzelli Editore, 2026  - 

«A piedi o a pedali, con il sole o con la pioggia, nel torrido dell’estate o nel gelo dell’inverno, nella luce della primavera o nella nebbia dell’autunno, vado per le città, le periferie, le campagne urbane, le colline e i monti. Vado incontro alle stagioni, pronto a rinnovare un’atavica curiosità alimentare. Noi, raccoglitori del XXI secolo, siamo capaci di trasformare una passeggiata o una pedalata vicino casa in un lungo viaggio alle origini della nostra natura nomade ed erbivora». Crespigno e cicoria, rosolaccio e malva; e poi rucola, parietaria, borragine, strigolo e farinello, portulaca e senape. Nomi antichi e insieme familiari, erbe comuni, ma non coltivate; cercate con pazienza e curiosità nei luoghi in cui crescono spontanee, inseguite in giro per l’Italia, e poi gustate con semplicità, ritrovando vecchie ricette e proponendone di nuove, recuperando e rinnovando una tradizione povera ma preziosa e insieme un modo particolare di guardare alla vita. Perché andare per erbe è un’arte, che ha bisogno di pratica e conoscenza, ma anche della giusta attitudine: aperta all’imprevisto, disponibile all’avventura. Con questo spirito intraprendiamo un viaggio alla scoperta delle erbe selvatiche e dei luoghi che occupano: saremo a Roma, dove i fiori bianchi della carota crescono attorno al Teatro Marcello; a Milano, dove le malve prorompono tra i cementi dei Navigli; a Napoli, dove i capperi punteggiano la discesa del Petraio; a Palermo, dove il finocchio borda l’Acchianata di Monte Pellegrino. Ma più spesso questa viandanza ci porterà in periferia, ai margini degli abitati, nelle aree industriali dismesse, tra gli edifici abbandonati, in spazi che guardiamo di sfuggita, ma che nascondono tesori sorprendenti: qui le erbe bucano asfalti e cementi, si sporgono da grondaie e cornicioni, risalgono muri e recinzioni. Un collettivo vegetale: silenzioso, autarchico, ribelle e indomito. Perché la bellezza vegetale – scrive Fabio Fiori – è democratica, si regala nei parcheggi delle città padane come nei campi delle colline appenniniche, negli spiazzali dei paesi meridionali come nelle macchie delle coste mediterranee. Questo libro è anche un ricettario del Terzo paesaggio: armati di coltello e bisaccia, magari in sella a una vecchia bici, siamo pronti a partire, alla ricerca di tesori mangerecci, rinnovando le gesta degli avi, di quegli uomini che nella notte dei tempi erano raccoglitori, ma anche e soprattutto viandanti, con l’animo curioso e sempre disposto ad accogliere la meraviglia. A guidarci è la speranza di costruire una relazione nuova con la natura, più consapevole e armonica, meno superficiale e predatoria. Certi che la poesia è utile come la scienza, che la pratica vale come la conoscenza, che erborare è importante come studiare.

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EBOOK   9788868438739

L'età delle spezie: Viaggio tra i sapori dall'antica Roma al Settecento. E-book. Formato EPUB Orazio Olivieri   -  Donzelli Editore, 2018  - 

Per un lungo periodo, che è durato secoli e secoli (dall’età romana al Settecento), le spezie sono state necessarie. Non beni superflui o lussuosi, come vuole la vulgata oggi imperante, ma beni primari, a larga diffusione, accessibili a nobili, ecclesiastici e mercanti, così come a calzolai, muratori e contadini: insomma, prodotti per tutte le tasche. Questa è la storia insolita che il libro ci racconta, frutto di una ricerca accurata e innovativa, che si è avvalsa, oltre che dei soliti ricettari, di fonti spesso trascurate: lettere di mercanti, liste della spesa, libri dei conti, opere letterarie e pittoriche, diari di viaggiatori, indagini archeologiche e rilevazioni di prezzi e salari. Ma perché le spezie erano indispensabili? La risposta è nel sistema di cottura, rimasto per tanto tempo inalterato nella sua primitiva semplicità: il risultato erano vivande insipide, per niente appetibili. Inevitabile allora il ricorso a forti condimenti correttivi, alle spezie per l’appunto: nessuna pietanza, neppure un piatto semplice o popolare, poteva farne a meno. Le cose cominciarono a cambiare nel Seicento, quando, sull’onda dell’evoluzione degli strumenti culinari avviata in precedenza nelle corti rinascimentali italiane, in tutta Europa prese a soffiare il vento della «rivoluzione dei fornelli», che consentì finalmente, attraverso la regolazione del calore, sia di esaltare le caratteristiche specifiche dei cibi, sia di realizzare le preparazioni più raffinate. La sorte delle sostanze esotiche era così segnata, anche se non il loro definitivo tramonto. Non più regine come un tempo, le spezie hanno saputo riciclarsi, accontentandosi di accompagnare i nostri cibi, ma conservando sempre un po’ di quel luccichio lasciato dai fasti del passato. Ed è in quel periodo di gloria che l’autore ci porta, dosando sapientemente accuratezza storica, ironia e puro piacere del racconto.

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