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eBooks editi da Donzelli Editore di Formato Pdf Economia del lavoro
Nella tela del ragno: Perchè in Italia non c'è lavoro e come si può fare per crearlo. E-book. Formato PDF Romano Benini - Donzelli Editore, 2014 -
Il lavoro è al centro della lunga crisi che opprime l'Italia. Il paese ha le ali legate, come se fosse immobilizzato in una ragnatela. Ben prima della crisi, i paesi più avanzati hanno fatto precise scelte rispetto al funzionamento del mercato del lavoro, al sostegno all'innovazione e alle politiche di governo, mentre l'Italia non riesce a promuovere proprio questi tre aspetti che sono fondamentali per costruire le condizioni dello sviluppo. Secondo Romano Benini, da anni consulente delle maggiori istituzioni pubbliche e private che operano sul mercato del lavoro in Italia e all'estero, l'unica possibilità per creare occupazione oggi passa attraverso un adeguato sistema di servizi, politiche e incentivi capace di restituire ai cittadini un ruolo attivo, dalla scuola alla pensione. Per liberarsi finalmente dalla tela del ragno bisogna infatti pensare a un diverso modello di crescita che ponga lo sviluppo umano come base dello sviluppo economico. Il libro propone un confronto tra la situazione italiana e quella degli altri Stati europei, esaminando le logiche, le caratteristiche e i risultati della strada verso il lavoro che tali Stati stanno compiendo con riforme necessarie per riattivare il mercato. Se nella prima parte del volume si esplora la tela del ragno, nell'ultima si delineano alcune vie d'uscita: un programma per il lavoro fatto di dati, valutazioni e proposte concrete che rimettano al centro l'uomo e consentano di guardare progettualmente al futuro.
E se lavorassimo troppo? Lo stomaco di Menenio Agrippa gli spilli di Adam Smith e i baffetti di Charlie Chaplin. E-book. Formato PDF Nicola Costantino - Donzelli Editore, 2013 -
«L’economia globalizzata produce sempre più beni che hanno bisogno di acquirenti; ma la stessa economia ha bisogno di mettere i lavoratori in competizione tra loro, abbattendone il più possibile i salari: da qui quello che possiamo definire il paradosso del lavoratore, al quale si chiede di spendere molto, guadagnando poco». Il lavoro: condanna biblica o strumento di realizzazione personale? Partendo dal famoso aneddoto della fabbrica di spilli di Adam Smith, e attraverso le parole di alcuni grandi pensatori del Novecento e non solo, gli autori si interrogano sull’evoluzione del rapporto tra il sistema di produzione capitalistico e il più importante dei fattori produttivi, l’uomo. Negli ultimi due secoli il progresso tecnologico e la crescente globalizzazione dei mercati hanno infatti provocato enormi aumenti di efficienza produttiva, molto superiori all’incremento demografico. Questi ultimi tuttavia non sempre hanno determinato un aumento del benessere degli individui. La «mano invisibile» del mercato tende, paradossalmente, a trasformare lo sviluppo tecnologico in incrementi nell’offerta da una parte, e in disoccupazione dall’altra, piuttosto che in tempo libero e qualità della vita dei lavoratori. A livello macroeconomico, questo si traduce nella rincorsa sfrenata al Pil e al profitto, a discapito della sostenibilità sociale, ambientale e perfino economica del sistema: la sovrapproduzione richiede infatti un sostegno alla domanda che passa attraverso l’indebitamento e la finanziarizzazione dell’economia, preludio delle sempre più gravi crisi che hanno sconvolto l’economia globale negli ultimi anni. La soluzione, secondo gli autori, passa attraverso un sistema economico più etico e sobrio che, privilegiando la persona, rispetto al lavoratore-consumatore, e prendendo ad esempio i più riusciti esperimenti di economia sociale (dal commercio equo e solidale alla finanza etica) sia in grado di produrre «valore a mezzo di valori».
Crisi, rinascita, ricostruzione: Giuseppe Di Vittorio e il Piano del lavoro (1949-50). E-book. Formato PDF Aa. Vv. - Donzelli Editore, 2013 -
Tra la fine del 1949 e l’inizio del 1950, Giuseppe Di Vittorio, il grande leader della Cgil, lanciò la proposta di un Piano del lavoro «per la rinascita dell’economia nazionale». L’idea di fondo era quella di mobilitare tutte le energie produttive disponibili per far sì che la necessaria, quanto faticosa, ricostruzione postbellica si traducesse nell’avvio di una nuova fase di sviluppo. Una fase che consentisse al nostro paese di diventare più moderno, più giusto, più ricco. Con un impianto teorico che riecheggia per certi aspetti il New Deal rooseveltiano, tre erano le linee di intervento previste dal Piano: agricoltura, edilizia, energia elettrica. Il Piano, da un lato, offriva quindi una cornice di riferimento all’azione sindacale sviluppata allora dalla Cgil nelle fabbriche e nelle campagne, al Nord e al Sud, mentre, dall’altro, indicava alcune delle direttrici di politica economica che furono poi avviate dai governi italiani negli anni cinquanta e sessanta. Economisti e storici, imprenditori e sindacalisti tentano in questo volume di mettere a fuoco il significato storico del Piano del lavoro e soprattutto di coglierne quei tratti ancora in grado di ispirare politiche economiche di ricostruzione e di sviluppo volte a fronteggiare la grave crisi del nostro tempo; politiche che, ormai, possono essere concepite soltanto in una dimensione europea. Ripensare alle proposte di Di Vittorio significa dialogare con la sua straordinaria forza ispiratrice, con un pensiero costantemente teso verso il futuro, la cui lezione si rivela, per il nostro tempo, più che mai attuale. In appendice, il lettore troverà pagine oggi difficilmente reperibili: i testi originali degli interventi con cui Di Vittorio presentò la sua innovativa proposta.