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eBooks editi da Donzelli Editore di Formato Pdf Giurisprudenza e filosofia del diritto

EBOOK   9788868432027

Diritto, giustizia, legalità. Cortile dei gentili. E-book. Formato PDF Cortile Dei Gentili   -  Donzelli Editore, 2015  - 

Creato dal cardinale Gianfranco Ravasi per aprire la Chiesa al dibattito con i non credenti sui temi più diversi, il Cortile dei Gentili rimanda a quello spazio dell’antico Tempio di Gerusalemme a cui potevano accedere anche i non ebrei, indipendentemente dalla cultura, dalla lingua o dalla religione. Oggi è dunque inteso come uno spazio ideale di incontro e confronto tra varie personalità di spicco della cultura laica e di quella cattolica, che nelle pagine di questo libro si soffermano sul nodo della giustizia, del diritto e della legalità. Un nodo emblematico e problematico della convivenza sociale, in un’epoca di criminalità organizzata, sempre più ramificata e internazionale, che si intreccia con le migrazioni e, più in generale, con gli accresciuti scambi globalizzati. Per la prima volta l’istituzione ecclesiale accoglie ai livelli più alti un dibattito sulle mafie, chiamando espressamente a discuterne, insieme ai credenti, anche coloro che non professano la fede cattolica e che possiedono scienza ed esperienza in un ambito così nevralgico per la vita dei popoli. Un dibattito cruciale al cospetto di emergenze come il controllo delle rotte dei migranti, la tutela della libertà religiosa e le violenze perpetrate in nome di un credo religioso. Ad aprire il volume due contributi di François Terré e Rémi Brague, costruiti come un vero e proprio dialogo tra un giurista e un filosofo, i quali intavolano una discussione che si pone come emblema del tipo di confronto che il Cortile intende mettere in campo. Seguono gli interventi di Alessandra Dino, che accosta al tema della giustizia quello dell’equità, e i contributi di tre magistrati, Giusto Sciacchitano (procuratore nazionale antimafia), Giuseppe Pignatone (procuratore della Repubblica di Roma) e Michele Prestipino (procuratore aggiunto di Roma), impegnati nella quotidiana lotta contro chi mette in discussione la giustizia terrena. Il filo rosso che accomuna gli interventi è la consapevolezza che di giustizia non ha senso parlare se non si parla di cultura: è sul ruolo strategico giocato da quest’ultima che insistono credenti e laici nel momento in cui affrontano il tema della lotta alle mafie e della crescita della società civile. Senza valori e ideali condivisi, infatti, la pur necessaria azione repressiva dello Stato non sarà mai sufficiente a estirpare fenomeni così radicati in diversi territori del paese e del pianeta.

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EBOOK   9788868431129

Territorio, bene comune degli italiani: Proprietà collettiva, proprietà privata e interesse pubblico. E-book. Formato PDF Paolo Maddalena   -  Donzelli Editore, 2014  - 

Passione civile e competenza giuridica si fondono in questo densissimo contributo alla riflessione sui beni comuni. Con rigore e lucidità, non perdendo mai di vista l’obiettivo di dare al suo lavoro massima concretezza, Paolo Maddalena, uno dei più importanti giuristi italiani, pone il problema nel quadro sconcertante dell’attuale crisi, mettendo in luce come crisi ambientale e crisi finanziaria abbiano una causa comune: la concentrazione della ricchezza nelle mani di pochi. Come già diceva Roosevelt in una relazione al Congresso degli Stati Uniti nel 1938: «la libertà di una democrazia non è salda se il popolo tollera la crescita di un potere privato al punto che esso diventa più forte dello stesso Stato democratico». Di qui l’importanza di distinguere la proprietà comune o collettiva, che ha il suo fondamento nella «sovranità», dalla proprietà privata, che ha il suo fondamento nella «legge», ristabilendo un equilibrio che negli ultimi decenni di storia italiana è stato tutto sbilanciato a favore della proprietà privata. L’autore rileva con forza la precedenza storica della proprietà collettiva del territorio sulla proprietà privata e la prevalenza giuridica della prima sulla seconda, sancita dalla stessa Costituzione. Si tratta di due dati che consentono un capovolgimento della tradizionale concezione borghese, rafforzata dal pensiero unico dominante del neoliberismo economico, secondo cui l’interesse pubblico costituisce un limite alla proprietà privata, là dove è la cessione a privati di parti del territorio, oggetto di proprietà collettiva, che limita la proprietà collettiva medesima. Una tale inversione di prospettiva è, secondo l’autore, imprescindibile se si mette in atto una lettura non preconcetta della Costituzione rispetto al tema della funzione sociale della proprietà, dei limiti all’iniziativa economica privata e dell’intervento pubblico nell’economia. «Pochi intendono – sottolinea Salvatore Settis nella sua Introduzione – che solo il rigoroso fondamento sul disegno di società voluto dalla Costituzione e il puntuale radicarsi nel nostro ordinamento possono far uscire le tematiche dei beni comuni dal limbo dell’utopia, e farne invece il manifesto di una politica dei cittadini non solo auspicabile, ma possibile». Un pamphlet appassionante e appassionato che aiuta a riflettere su come custodire, preservare e ricostituire quello che dovrebbe essere per ogni cittadino uno dei beni più preziosi: il mondo in cui viviamo.

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