Edizioni Aurora Boreale eBooks

eBooks editi da Edizioni Aurora Boreale di Formato Epub Storia antica: fino al 500 d.C.

EBOOK   9788898635535

Ipazia di Alessandria e l'enigma di Santa Caterina. E-book. Formato EPUB Nicola Bizzi   -  Edizioni Aurora Boreale, 2018  - 

In una giornata di Marzo di milleseicentotre anni fa, ad Alessandria d’Egitto, un’orda di monaci fanatici istigati dal Patriarca Cirillo, violentava e faceva a pezzi una donna, passata alla storia come Ipazia di Alessandria: una stimata filosofa e scienziata, ma soprattutto una grande Iniziata.Sia gli esecutori che i mandanti di questo efferato delitto restarono impuniti, perché ormai già da tempo, sia in Egitto che nelle altre province dell’Impero, il vento era cambiato ed era stata imposta una nuova religione costruita ad arte per soddisfare un preciso disegno di dominio e di controllo sociale.Comprendendo la drammatica deriva sociale alla quale stava assistendo, Ipazia operava incessantemente, con i suoi insegnamenti, per la liberazione dell’umanità dalle proprie catene e rappresentava un fascio di luce capace di squarciare le tenebre dell’oscurantismo, del dogmatismo e dell’ignoranza. Per questo faceva tanta paura e andava a tutti i costi fatta tacere per sempre. Ma alla Chiesa questo non bastò. Troppo vasta era la sua fama per far sì che la memoria di questa donna straordinaria venisse cancellata. Dovette così ricorrere ad una mistificazione, inventando una figura che ne rivestisse, seppur invertite nei contenuti, le principali caratteristiche. Stiamo parlando di Santa Caterina di Alessandria, un personaggio mai esistito, costruito a tavolino per sostituire la figura della grande Filosofa ed Iniziata nell’immaginario collettivo delle future generazioni.

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EBOOK   9791280130853

I predatori del manoscritto perdutoAlla ricerca della Germania di Tacito. E-book. Formato EPUB Nicola Bizzi   -  Edizioni Aurora Boreale, 2021  - 

Una storia avvincente come un romanzo d’avventure, ma incredibilmente vera, quella del De origine et situ Germanorum, meglio noto come Germania, una delle più importanti opere storico-etnografiche dell’antichità, scritta del grande autore romano Publio Cornelio Tacito. Da quando, nel 1425, il manoscritto più antico conosciuto di questo capolavoro della classicità, incluso in un codice carolingio del IX° secolo, è stato individuato, dimenticato da secoli in un polveroso archivio dell’abbazia tedesca di Hersfeld, è stato al centro di una vera e propria spy story che si è protratta dal Rinascimento fino ai tempi moderni. Oggetto di una sorprendente caccia al tesoro, fin dalla sua scoperta il Codex Hersfeldensis è stato bramato e conteso da umanisti, letterati, pontefici, agenti segreti, iniziati e importanti dinastie italiane e europee, inclusa quella dei Medici di Firenze. Recuperato e portato a Roma nel 1455 per ordine del Papa Niccolò V° (il grande umanista Tommaso Parentucelli, già membro dell’Accademia Platonica Fiorentina) da Enoch d’Ascoli, singolare ed enigmatica figura di procacciatore di testi classici e di opere “perdute” per conto del Vaticano, in seguito alla morte del Pontefice e poi dello stesso Enoch, venne smembrato in tre parti e se ne persero le tracce. La parte contenente la Germania di Tacito, destinata a passare alla storia con il nome di Codice Esinate, venne riscoperta nel 1902 a Jesi, nella biblioteca del Conte Aurelio Guglielmi-Balleani. Con l’evolversi degli eventi in Europa e con l’avvento in Germania del III° Reich, la diffusione della notizia del ritrovamento del manoscritto più antico della Germania non lasciò indifferenti gli esponenti di quei circoli culturali e intellettuali che gravitavano attorno al Partito Nazional-Socialista e che erano dediti all’esaltazione, anche in chiave mistica ed esoterica, della germanicità e della presunta purezza della razza “ariana”. Promesso da Mussolini a Hitler nel 1937, dopo l’8 Settembre 1943 divenne oggetto della bramosia di Heinrich Himmler, che inviò a Jesi un battaglione di SS con l’ordine di requisirlo. Ma il manoscritto fortunatamente non venne trovato.

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EBOOK   9788898635641

I Minoici in America e le memorie di una civiltà perduta. E-book. Formato EPUB Nicola Bizzi   -  Edizioni Aurora Boreale, 2021  - 

Questo nuovo straordinario saggio di Nicola Bizzi, frutto di anni di ricerche, potrebbe essere definito un viaggio nella Scienza. Ma non in quella Scienza “laica” – allo stesso tempo materialista e dogmatica – che affonda le proprie radici nell’Illuminismo settecentesco e nel Positivismo, bensì in quella vera e autentica Scienza onnicomprensiva degli antichi, che l’autore, Libero Muratore e iniziato ai Misteri Eleusini, conosce piuttosto bene. Come egli stesso scrive in uno dei capitoli, quegli antichi eruditi e ricercatori che la moderna cultura definisce asetticamente “scienziati”, che si trattasse di astronomi, matematici, geometri, geografi, ingegneri, medici o cultori delle scienze naturali, non solo appartenevano a quella elite colta alla quale solitamente rivolgevano i propri insegnamenti e per la quale scrivevano i loro trattati, ma erano anche e soprattutto dei grandi iniziati. Nell’antichità, infatti, non esisteva quella netta separazione, a cui siamo purtroppo oggi abituati, tra ricerca spirituale e ricerca scientifica, tra “sacro” e “profano”. Esisteva una Conoscenza nel vero senso del termine, una Conoscenza realmente onnicomprensiva, anche di ambito scientifico, in buona parte detenuta, custodita e tramandata da ordini iniziatici e da scuole misteriche, ed essa non era affatto disgiunta dalla sfera del sacro, in quanto l’essere umano viveva molto più in simbiosi con le forze della natura. Erano tempi in cui, come l’autore spiega, l’uomo era più vicino agli Dei e, al contempo – in un reale scambio e connubio – gli Dei erano più vicini all’uomo. Tale Conoscenza, oltre a guardare alle dimensioni del Sacro e al Trascendente, si fondava principalmente sulla Matematica, sull’Astronomia e sulla Geografia, ed attraverso di essa gli antichi popoli mediterranei perfezionarono fin dai tempi più remoti le tecniche di costruzione delle navi e l’arte della navigazione, arrivando ad esplorare tutto il mondo. A tali popoli era ben nota quindi l’esistenza di un grande continente al di là dell’Oceano Atlantico, un continente che a più riprese visitarono e colonizzarono, come innumerevoli testimonianze archeologiche hanno dimostrato.

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