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eBooks editi da Edizioni Pendragon di Formato Mobipocket SCIENZE UMANE
I sentieri di Zarathustra. E-book. Formato Mobipocket Pendragon Kay - Edizioni Pendragon, 2010 -
Percorrere i sentieri di Zarathustra significa avventurarsi nella trama di un testo plurale e reticolare, sia sotto il profilo contenutistico che stilistico. La ricezione di Così parlò Zarathustra è sempre rimasta in precario equilibrio tra un’enfatizzazione della qualità letteraria (a scapito delle “dottrine”) e una lettura improntata alla concettualità filosofica (a scapito dello “stile”). Tuttavia, l’autentica singolarità dell’opera sembra risiedere proprio nel modo in cui Nietzsche mette in discussione tale dualismo tra forma e contenuto, forzandone i limiti. Il confronto con lo Zarathustra diviene così un’occasione per tentare di dischiudere una diversa esperienza del concetto, per la quale lo stile non costituisce un semplice espediente comunicativo, bensì una necessità. Di questo compito si fanno carico, con un’eterogeneità di prospettive ben rispondente al variegato corpo del testo, i contributi qui raccolti, dovuti ad Aldo Venturelli, Carlo Gentili, Benedetta Zavatta, Maria Cristina Fornari, Andrea Spreafico, Annamaria Lossi, Francesco Cattaneo e Stefano Marino.
TaccuinoInsieme di notizie, appunti e pensieri raccolti durante la prigionia (1943-1945). E-book. Formato Mobipocket Corrado Ghini - Edizioni Pendragon, 2015 -
La vicenda degli Imi (Internati militari italiani) ha ricevuto una tardiva ma crescente attenzione dalla ricerca storiografica; il dato della loro maggioritaria indisponibilità a riconoscere la Repubblica Sociale di Mussolini e combattere ancora a fianco dei tedeschi, accettando tutte le conseguenze punitive di tale scelta, è stato infine assunto come forma peculiare ma non minore di Resistenza al nazifascismo. Le memorie e i diari di prigionia relativi a questa pagina di storia militare e umana non mancano, ma neppure possono dirsi abbondanti, anche nel nostro territorio; tra riserbo e voglia di raccontare, spesso il primo ha prevalso, e i ricordi si sono consegnati al racconto familiare, a qualche articolo su riviste di nicchia, alla custodia di materiali riposti in buon ordine in vecchie scatole, riaperte di quando in quando. A settanta anni dalla seconda guerra mondiale, sulla soglia ormai della fisiologica rarefazione dei testimoni, la voglia di raccontare riemerge di nuovo, in varia veste, ed è un atto di offerta che va colto, più prezioso di materiali eredità e di cattedratici insegnamenti. Anche il diario di Corrado Ghini, classe 1920, sottotenente della Guardia alla Frontiera, catturato il 15 settembre 1943, deportato in vari Lager tedeschi, infine rientrato dalla prigionia a fine agosto 1945, si inserisce in questa raccolta di testi e testimonianze che riempiono di sostanza umana, di vissuto reale, di parziale ma intensa "verità", il quadro generale della storia del tempo e del fenomeno dell'internamento. Il testo possiede una peculiarità di notevole interesse, che consiste nella sua precocissima risistemazione ancora a ridosso dei venti mesi di prigionia, componendo in forma di taccuino organico i molti foglietti sui quali, quotidianamente, Ghini aveva preso nota, con grande precisione, della vita e degli avvenimenti dei diversi Lager per i quali era transitato.
Arqueología de ChacasComunidades, asentamientos y paisaje en un valle de los Andes centrales. E-book. Formato Mobipocket Carolina Orsini - Edizioni Pendragon, 2014 -
A pesar de ubicarse en un territorio que vio el desarrollo de algunas de las culturas consideradas “mayores” como la Chavín y posteriormente la Recuay, la zona de Chacas (Sierra de Ancash, Perú) y su arqueología permanecen casi desconocidas. Este libro, que nace a partir de un trabajo de campo realizado en ocasión de una tesis doctoral, trata de una micro región donde se hallaron más de 50 sitios arqueológicos que datan del Período Inicial hasta la época colonial. La variedad y cantidad de estructuras antiguas encontradas, así como la posición del área situada en una zona de paso entre la selva alta peruana y la zona del Callejón de Huaylas, han convertido ese territorio en un lugar ideal donde estudiar los cambios de las sociedades a través del tiempo y los fenómenos de adaptación a una de las áreas más abruptas de los Andes peruanos. La imagen que emerge de los antiguos habitantes de Chacas es la de una sociedad donde la emergencia de la desigualdad y de la estratificación social horizontal obedecen, en gran parte, a dinámicas locales e internas ya que la historia local está caracterizada por una extraordinaria permeabilidad, y al mismo tiempo resistencia, hacia las influencias de los “centros mayores” como Chavín, Wari y Cuzco. El tejido en que se materializan dichos fenomenos sociales y se vuelven evidentes para la observación arqueológica es el del paisaje: la apropiación de los espacios vitales y económicos queda, tanto durante toda la antigüedad de la zona como en el período moderno, subrayada y sancionada por la construcción, modificación y concurrencia de áreas de viviendas y de zonas de rituales y funerarias. El paisaje se convierte en un espacio cultural en el que expresar la pertenencia étnica, el culto a los antepasados míticos, la ritualidad hacia la naturaleza sin olvidar la propiedad de la tierra y del agua. Estos elementos han funcionado como estímulo para la construcción de una identidad comunitaria tanto en el pasado como en el presente y forman parte de una asombrosa estrategia de cohesión social que perdura en el tiempo. (Con 291 láminas)