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eBooks editi da Educatt di Formato Mobipocket Politica e governo

EBOOK   9788893352000

Sicurezza Terrorismo e Società 5/2017. E-book. Formato Mobipocket Aa.Vv.   -  Educatt, 2017  - 

Sicurezza Terrorismo e Società numero 5, anno 2017.

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EBOOK   9788893351904

Quaderni di Scienze Politiche 12. E-book. Formato Mobipocket Aa.Vv.   -  Educatt, 2017  - 

Il volume propone una lettura non effimera, in quanto non appiattita sull’attualità ma collocata in un’ottica di più lungo periodo, delle possibili trasformazioni dello scenario internazionale indotte dall’elezione di Donald Trump a Presidente degli Stati Uniti, che restano pur sempre un attore globale, l’unico in grado di influenzare tutte le aree geopolitiche. Si inserisce quindi nella tradizione della “scuola storica di analisi delle relazioni internazionali” che ha il suo centro nel Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e ha prodotto, tra l’altro, precedenti volumi di questa collana. In misura diversa secondo la disciplina di riferimento degli autori – storici delle relazioni internazionali, storici di specifiche aree geopolitiche, storici delle istituzioni politiche, scienziati della politica e cultori di studi strategici – la profondità storica dell’analisi è comunque presente. Parallelamente anche gli storici non rifuggono dall’uso di categorie politologiche. Si attua quindi non un’ibrida interdisciplinarietà, che talvolta si riscontra in opere di geopolitica ove si piega l’analisi storica al servizio di una tesi, ma un fecondo approccio multidisciplinare. Non a caso questo volume è il prodotto di una comunità scientifica nella quale è ancora viva l’eredità di Gianfranco Miglio, Preside per un trentennio della Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Cattolica e Docente per sette anni anche di Storia dei trattati e politica internazionale, per il quale la storia è il laboratorio privilegiato della ricerca politologica. Pur nella varietà dei temi e delle metodologie, una constatazione sembra accomunare i diversi saggi. Lo sguardo lungo, proiettato su un passato più o meno recente, permette di ridimensionare la sensazione di rottura che la presidenza Trump pare rappresentare agli occhi degli osservatori più appiattiti sugli aspetti superficiali dell’attualità. Non che si voglia del tutto negare la “novità” rappresentata dal quarantacinquesimo Presidente degli Stati Uniti; la si colloca però nel quadro di mutamenti derivanti da “forze profonde” delle quali Trump è l’approdo. E le “novità” sono talvolta un ritorno a passate esperienze. Rileva ad esempio Enrico Fassi che «l’apparente svolta incarnata dalla presidenza Trump potrebbe rivelarsi molto più in continuità con le precedenti amministrazioni USA di quanto inizialmente ritenuto». A pochi mesi dall’insediamento, la politica estera di Trump è molto in fieri, con enunciati ancora tutti da concretizzare, come il desiderio di un rapporto costruttivo con la Russia, sfuggito completamente a Barack Obama, e la volontà di ridefinire, attraverso un duro confronto, la politica con la Cina, dichiarazioni poi fortemente ridimensionate, come quelle alquanto sprezzanti verso la NATO e i ruoli ancora da definire degli attori istituzionali all’interno della sua amministrazione.

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EBOOK   9788893350242

Alla ricerca della rotta transatlantica dopo l'11 settembre 2001 (QDSP 9/10 2016). E-book. Formato Mobipocket Massimo De Leonardis   -  Educatt, 2016  - 

Il volume rielabora, con revisione del testo e aggiornamenti bibliografici, la ricerca svolta nel 2008 per il Centro Militare di Studi Strategici, che l’Autore ringrazia per l’autorizzazione all’utilizzo. Il volume inoltre riprende per gli anni più recenti l’argomento della precedente opera Europa-Stati Uniti: un Atlantico più largo?, pubblicata nel 2001 nella collana del Ce.Mi.S.S. presso l’editore Franco Angeli. Il periodo in essa affrontato si arrestava infatti alle elezioni presidenziali americane del novembre 2000, quasi un anno prima degli attentati del terrorismo islamico sul territorio americano dell’11 settembre 2001, che aprirono una nuova fase delle relazioni internazionali e soprattutto, svanita la luna di miele iniziale, peggiorarono le già difficili relazioni tra le due sponde dell’Atlantico. La ricostruzione storica dei rapporti transatlantici nel lungo periodo, durante la Guerra Fredda e negli anni ’90 del secolo XX, viene richiamata, ove necessario, per mostrare continuità e discontinuità rispetto agli anni più recenti. Le relazioni transatlantiche possono essere analizzate a diversi livelli di profondità. L’analisi meno illuminante è quella di politici e giornalisti, appiattita sul breve periodo, che ha attribuito la crisi principalmente alla linea dell’amministrazione Bush; se il commentatore era più obiettivo, incolpava anche la rigidità della coppia Chirac-Schröder, parallela all’unilateralismo del Presidente americano. Assai più valida è la prospettiva degli studiosi di scienza politica e di studi strategici, che già negli anni ’90 avevano descritto la tensione dei rapporti transatlantici, indicando giustamente come la rivoluzione geopolitica conseguente alla caduta del muro di Berlino avesse minato la coesione dell’Occidente, più forte durante la Guerra Fredda. La caduta delle Torri Gemelle, un decennio dopo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, non ha fatto altro che accentuare una crisi già in atto. Un terzo e più approfondito livello di analisi colloca gli avvenimenti dell’ultimo quarto abbondante di secolo in una prospettiva storica di più lungo periodo. In altre parole, la crisi delle relazioni euro-americane per la guerra all’Iraq è stata certo aggravata da errori ed eccessi polemici imputabili a policymakers e opinion leaders, ma è stata comunque il riflesso di mutamenti strutturali del sistema internazionale che hanno rimesso in primo piano un diverso approccio alle relazioni internazionali che ha una profondità storica di lungo periodo. Sintetizzando al massimo una delle tesi di fondo qui sostenute, si può affermare che il periodo della Guerra Fredda ha costituito una parentesi di coesione tra due epoche nelle quali l’approccio degli Stati Uniti e dei Paesi europei alla realtà internazionale è stato profondamente diverso, perché diverse sono la loro cultura politica ed esperienza storica. Senza peraltro dimenticare che comunque Europa e Stati Uniti restano oggi le due civiltà più simili nel contesto mondiale.

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