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eBooks editi da Giunti di Formato Pdf Problemi e processi sociali
Ripariamo l'Italia: storia di terremoti e terremotati. Vittime e danni. Colpe e colpevoli. Come possiamo difenderci?. E-book. Formato PDF Erasmo D'angelis - Giunti, 2018 -
Non c'è italiano che non abbia una qualche crudele familiarità con il terremoto.Eppure, fingiamo di vivere in un Paese virtuale e abbiamo rimosso la sismicità che ogni anno fa registrare all'INGV tra 1.700 e 2.500 scosse superiori a magnitudo 2.5, con la drammatica ciclicità di vittime e danni ogni 4,5 anni. Ma lo Stato ha sempre inseguito solo le emergenze e ha risarcito e riparato i danni con cifre colossali, abilmente oscurate nei bilanci per circa 4 miliardi di euro in media all'anno, ogni anno, dal dopoguerra ad oggi, senza mai avviare efficaci piani di prevenzione. Questo libro tratta di terremoti, mostrando i perché del rischio sismico ampiamente ignorato o sottovalutato, e l'urgenza di avviare la prevenzione e l'autoprotezione che, a differenza di altre nazioni a forte sismicità, in Italia ancora non si imparano a scuola o nei luoghi di lavoro. L'autore pone l'accento sull'illogicità di essere uno dei Paesi più industrializzati e membro del G8, ma l'unico dove ancora scosse di media potenza possono annientare intere comunità, come è accaduto a L'Aquila o ad Amatrice. Vengono ripercorse tutte le tappe della storia sismica d'Italia attraverso i terremoti che l'hanno colpita duramente e ripetutamente, dal primo disastro conosciuto in Campania del 3750 a.C., all'ultimo sisma di Ischia del 2017. E più si intrecciano storie di disastri, più si arriva alla conclusione che battere il terremoto è tuttavia possibile, spendendo cento volte meno che sopperire alle emergenze più spietate. Serve un salto culturale, recuperando lo sguardo lungo della prevenzione e lasciando al passato omissioni ed errori.
Prossimi umani: Dalla genetica alla robotica, dalla bomba demografica ai big data... Come sarà la nostra vita tra vent'anni. E-book. Formato PDF Francesco De Filippo - Giunti, 2018 -
È in atto la rivoluzione destinata a cambiare con velocità esponenziale la vita dell'uomo sulla Terra. Il progresso scientifico e tecnologico è drammaticamente rapido, ma Homo sapiens è rimasto quello di 60.000 anni fa. I più prestigiosi scienziati italiani esperti di domotica, robotica, astrofisica, fisica nucleare, biotecnologie, demografia, genetica, intelligenza artificiale e bioingegneria disegnano gli scenari prossimi venturi: avremo una vita molto più lunga ma virtuale e sempre meno reale, abiteremo in gigantesche aree metropolitane, ci serviremo (forse) degli asteroidi come fonti di materie prime, ne sapremo di più sulla materia oscura e sull'Universo, con terapie geniche potremo rigenerare alcuni organi del corpo umano, consumeremo su larga scala prodotti ispirati al mondo vegetale, saremo coadiuvati dagli umanoidi nella vita quotidiana, la popolazione mondiale sarà di 11 miliardi, finalmente sbarcheremo su Marte… E infine, con il dominio della tecno-scienza, sarà sempre più arduo distinguere tra "artificiale" e "naturale"… Dalle loro previsioni emerge una necessità ineludibile: investire nella ricerca applicata è l'unico modo per non essere travolti da una rivoluzione che non sarà nulla di paragonabile a quanto è successo in oltre due millenni di storia.
Padre Mosè: Nel viaggio della disperazione il suo numero di telefono è l'ultima speranza. E-book. Formato PDF Mussie Zerai - Giunti, 2017 -
Quello di Don Mussie Zerai, Padre Mosè, non è un numero di telefono qualunque. È l'appiglio estremo, l'ultima traccia di umanità alla quale aggrapparsi per i molti che affrontano il Viaggio. Dalle carrette del mare, dai container arroventati nel cuore del Sahara, dai lager libici, dalle carceri egiziane o dai campi profughi del Sudan, i migranti chiamano. E Don Zerai risponde. Sempre. Allerta la Marina militare perché soccorra i barconi, si mette in contatto con le famiglie per ritrovare le tracce perdute, conforta e raccoglie le invocazioni. Migrante tra i migranti, ha compiuto il suo viaggio da Asmara a Roma nel 1992. E da quando, ragazzo diciassettenne, è arrivato solo nel nostro paese, non si è fermato più. Il suo legame con emarginati e immigrati è cominciato alla stazione Termini, dove in tanti cercavano soccorso e rifugio e dove Mussie ha trovato la sua strada, facendosi aiutare e aiutando gli altri. In questi anni sofferti e turbolenti in cui l'Italia da porto di partenza si è fatta approdo, il suo nome è diventato sempre più noto. Soprannominato "l'angelo dei profughi", candidato al Nobel per la Pace nel 2015, definito "pioniere" dal Time, Mussie Zerai ormai non è più solo. Con la sua agenzia Habeshia ogni giorno si fa sentire: offre aiuto e denuncia, portando alla luce tragedie e drammi dimenticati, ma anche responsabilità, silenzi e omissioni. La sua voce, come la sua volontà, è sempre ferma: "È una sfida da accettare senza esitazioni, perché è in gioco il modo stesso dello 'stare insieme' che si è data la democrazia. Se non si accetta questa sfida, si rischia di imboccare una strada in ripida discesa, alla fine della quale c'è il buco nero della negazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Perché oggi tocca ai profughi e ai migranti. E domani?".