Guaraldi eBooks
eBooks editi da Guaraldi di Formato Pdf Singoli architetti e studi di architettura
Arturo Mezzedimi: Architetto della superproduzione. E-book. Formato PDF Benno Albrecht - Guaraldi, 2015 -
«Forse l'italiano più rappresentativo in Etiopia, da un punto di vista non affaristico ma intellettuale, è l'architetto Arturo Mezzedimi. Alto (1,85), erculeo, bruno, sorridente, lento e sobrio nel parlare, di chi sa quel che dice e ha poco tempo, è un lavoratore infaticabile. Dall'Italia andò nella primavera del '40, diciottenne, ad Asmara a passare qualche settimana presso il padre titolare di una azienda di trasporti. Due mesi dopo cominciò la guerra, e Arturo Mezzedimi vi rimase bloccato». Giuseppe Faraci, 1965 «I ripensamenti, le autocritiche, la quasi sempre presente insoddisfazione alla verifica delle proprie opere, una volta edificate, sono la riprova della forza frenante e deviatoria di certe componenti connesse con la realizzazione pratica. Riprova che, via via, mi ha sempre più convinto di tale assunto, sino a farmi credere che la validità di un operatore architettonico sia da misurare con due parametri: quello della qualità delle singole opere e quello del numero delle realizzazioni. Particolari circostanze fortuite possono essere complici, in certi casi, di superproduzione, come capitato a chi scrive, che si è trovato inserito in un paese agli inizi di una nuova fase di sviluppo quando il susseguirsi di incarichi, e quindi di impegni e poi di risultati, provocarono la sensazione di contribuire concretamente alla costruzione di tale paese». Arturo Mezzedimi, 1970
L'anarchitetto: Portrait of the artist as a young architect. E-book. Formato PDF Gianni Pettena - Guaraldi, 2012 -
REALIZZATO PER CONTO DEL CENTRO PER L’ARTE CONTEMPORANEA LUIGI PECCI, PRATO
Ricordando Antonio Marchetti: Il suo contributo all'insegnamento della progettazione e dell'architettura. E-book. Formato PDF Aa. Vv. - Guaraldi, 2014 -
La scuola è insufficiente. La proposizione dice una verità. Ma questa verità può essere interpretata in due modi, sia nel tono di chi la enuncia, sia nelle finalità che la stessa proposizione contiene. Esiste un modo passivo, attendista, mortificato, una forma di pessimismo che si è in qualche modo congedato da un volere: è lo sguardo anestetico. Vi è un altro modo, fedele alla stessa proposizione, che enuncia il grado di insufficienza, ma che tende all’aperto, al fuori, a ciò che manca e che va trovato, e che va riportato dentro comunque. Questo secondo modo interpretativo suonerebbe così: la scuola è insufficiente, apriamo la scuola. Questo è lo sguardo estetico. Antonio Marchetti