Kurumuny Editore eBooks
eBooks editi da Kurumuny Editore di Formato Epub Società e cultura: argomenti d'interesse generale
InvisibiliVivere e morire all’Ilva di Taranto. E-book. Formato EPUB Fulvio Colucci - Kurumuny Editore, 2015 -
Non molto tempo fa gli operai dell’allora ITALSIDER vennero chiamati metalmezzadri. Era la generazione dei Cipputi, dei sindacati e degli scioperi che paralizzavano la produzione, della terra o del mare da coltivare, dopo il turno. L’ITALSIDER non c’è più. C’è l’ILVA. Una nuova fabbrica con un nuovo nome e nuove regole, ma soprattutto una nuova generazione. Una generazione che sogna la grossa vincita al gratta e vinci o al massimo la divisa da carabiniere. Per i nuovi operai dell’ILVA, divisi in normalisti e turnisti, il sindacato è lontano; al suo posto ci sono i tornei di calcetto aziendali che favoriscono la comunicazione, ma non troppo. Rimane la paura di non tornare più a casa e i santi a cui affidarsi, una volta custoditi nei portafogli ora immagini su cellulari. Le immagini dei santi si affiancano a quelle delle mogli, dei figli e delle famiglie e di loro è tutto quello che oltrepassa i tornelli dell’ILVA. La vita scandita dai turni. Tra la fabbrica e la vita fuori, lo spogliatoio dove si svestono i panni civili e si indossa la tuta da operai. Perché l’Ilva è anche volti stanchi, epopea di pendolari, famiglie e figli, doveri e rancori, solidarietà e silenzi, verità e menzogne. L’Ilva è carne viva, metafora di una condizione universale, piccolo spaccato di mondo. Una fabbrica non soltanto di acciaio ma di storia e storie. E sullo sfondo una città lontana assente, dai contorni sfumati come fosse di sabbia, la stessa sabbia che si indurisce nel naso e lo fa sanguinare. Invisibili di Fulvio Colucci e Giuse Alemanno è un lavoro a quattro mani che raccoglie e racconta storie di uomini la cui vita è indissolubilmente legata al lavoro, sospesa in aria come il braccio di una gru, operai del più grande stabilimento siderurgico d’Europa, l’Ilva di Taranto. Ma è anche il racconto delle contraddizioni di una città intera, sparsa su 2600 ettari di cui l’Ilva occupa 1600: facile capire chi comanda e chi dà da mangiare ai tarantini, più difficile è capire perché accade che dei bambini, come quelli di Taranto, siano in trincea per una guerra impari contro un nemico subdolo e imprevedibile, l’inquinamento. Il ricatto occupazionale e il sentirsi colpevoli di lavorare. Questo è uno dei pregi di Invisibili, la narrazione di un’umanità divisa fra la necessità e il rifiuto, la psicologia di chi ogni giorno passa quei cancelli aspettando il momento di uscirne, il malessere di chi sa che non può farne a meno pur essendone sempre tentato.
Morso d'amoreViaggio nel tarantismo salentino. E-book. Formato EPUB Luigi Chiriatti - Kurumuny Editore, 2015 -
L’autore presenta lo svolgersi del suo lavoro sul tarantismo, dalle prime inchieste alla collaborazione con la regista Annabella Miscuglio per la realizzazione del film documentario Morso d’amore (1981), alle ultime interviste e verifiche degli anni Novanta. Racconta la propria esperienza di ricercatore, nato e cresciuto nei luoghi e nella cultura su cui indaga, che si ferma sulla soglia del rito nel timore di esserne catturato e di non potersene allontanare. L’autore, quindi, più dei suonatori terapeuti, più delle tarantate stesse, si offre come protagonista di una ricerca a ritroso dei simboli e dei luoghi magico-rituali frequentati da bambino: quasi un esorcizzare razionalizzante per poter unificare le due anime, quella di portatore conoscitore dei fenomeni della propria etnia e quella di ricercatore e studioso degli stessi.
La Fabbrica del mondoPolitica ed economia della cultura nell’epoca della globalizzazione. E-book. Formato EPUB Luigi De Luca - Kurumuny Editore, 2020 -
Oggi – cioè dieci anni dopo – questa nuova edizione non si giustifica affatto con il solito falso complimento di un libro che rimane attuale. Al contrario, quello che lo rende utile e ancora utensile, è la sua felice “inattualità”. A rileggere ci si accorge, infatti, non che il tempo è passato e il mondo è cambiato, ma al contrario che il tempo è cambiato e il mondo è passato… Sì, “passato” nel senso del successo di una mutazione stagnante che non sembra più aperta al mutamento, oggi che la globalizzazione non è più un processo in fieri ma un prodotto a prezzo basso e fisso nel mercato che è il nuovo nome del mondo, oggi che non si vede e non si va più in fabbrica, coperti come siamo dai tetti dei fabbricati e dai fitti reticolati che non solo virtualmente sono davvero un “altro mondo”. Che poi è l’esatto contrario di quel “mondo degli altri”, verso cui il saggio di De Luca guardava allora e insegna a guardare ancora come sorgente critica e come speranza etica per ridare senso (magari!) alle fabbriche del mondo. Piergiorgio Giacché Se avessi dovuto riscrivere oggi queste pagine, sarebbero state attraversate da meno ottimismo e più radicalità. La condizione di disperante impotenza e di perdita di senso dell’esperienza umana davanti alla mercificazione di ogni aspetto della vita a opera dell’industria dell’intrattenimento, appare senza rimedio. Eppure quando sembra che tutto è perduto, basta un virus e «da una situazione in cui nulla può accadere, tutto di colpo torna possibile». Seppure attraverso le parole del più disperato critico del capitalismo, Mark Fisher, una speranza si riaffaccia all’orizzonte. Ciò che non era neppure pensabile fino a un momento fa, e cioè la fine del capitalismo e la riparazione dell’equilibrio tra l’uomo e la natura, torna a essere non solo immaginabile ma necessario. Una speranza laica sì, una speranza senza dei né demoni, avrebbe detto Grotowski, ma sempre di una speranza si tratta. Ma questa è un’altra storia. Luigi De Luca