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eBooks editi da Led Edizioni Universitarie di Formato Pdf Studi teatrali
Le Fantôme de l’Opéra di Gaston Leroux: Evoluzione del romanzo e adattamenti cinematografici e teatrali nell’arco del Novecento. E-book. Formato PDF Laura Paola Pellegrini - Led Edizioni Universitarie, 2012 -
Il Fantasma dell'Opera è un romanzo dalle molte sfaccettature. È un romanzo gotico, poiché parla di oscure presenze, di ombre, di fantasmi, di sortilegi e di magia; è un romanzo romantico, come era romantica l'indole dello scrittore Gaston Leroux, portato ad una certa malinconia cimiteriale e dolciastra; è un romanzo decadente, poiché il suo protagonista è un vero dandy, dall'eleganza teatrale e sovraccarica che ama circondarsi di arredamenti barocchi, di specchi, di velluti, di oro, proprio come sarebbe piaciuto a Wilde o a Huysmans; è un romanzo simbolista, poiché costellato di moltissime metafore care alla narrativa fiabesca, come quella della chiave, dell'anello, del bacio, del lago, del fiume; è un romanzo surrealista, come ebbe a dichiarare Jean Cocteau, poiché parla di sogni, di dimensioni dilatate e ossessive, come nel romanzo Alice nel Paese delle Meraviglie, di Louis Carroll, è un romanzo moderno, poiché parla della discesa nelle profondità di noi stessi, legandosi al mondo della psicoanalisi di Sigmund Freud; è un romanzo teatrale poiché ci parla dell'illusione del palcoscenico; è un romanzo poliziesco, poiché usa in certi passaggi il linguaggio dell'indagine ed è costellato da delitti misteriosi; è un romanzo d'amore, poiché racconta di un'infelice passione non corrisposta. Il Fantasma dell'Opera è un romanzo che contiene tanti romanzi, diversi stili e ci tocca nel profondo dell'anima poiché parla di sentimenti, è un romanzo popolare che racconta storie che riguardano tutti noi, anche se apparentemente incredibili. Infine, è un romanzo straordinario che ha ispirato altre opere: romanzi, film per il cinema, riduzioni per la televisione, allestimenti circensi, fantasmagorie sul ghiaccio, le ha ispirate dalla sua prima apparizione, nel 1910, fino ad oggi e continuerà ad ispirarne altre, negli anni a venire.
L’opera drammaturgica (1970-2015): Con un saggio di Giorgio Patrizi. E-book. Formato PDF Luciano Paesani - Led Edizioni Universitarie, 2016 -
L’attività di regista teatrale di Luciano Paesani, dagli esordi nel 1970 fino al 2013, conta cinquanta regie; le regie radiofoniche per la Rai (Rete Uno e Rete Due) dal 1980 al 1992 sono quaranta; le regie televisive (una soltanto per la Rai, Rete Tre) dal 1981 al 2013 sono ventidue. Parallelamente all’attività di regia, si è dedicato all’animazione teatrale dal 1970 al 1979. Si segnalano, in particolare, alcuni esperimenti: nelle campagne del Vomano; presso il carcere minorile «Filangieri» di Napoli; presso le acciaierie «Terni» e le acciaierie «Veco» di Martinsicuro (TE); presso la fabbrica «Vela» (ex «Monti») di Roseto degli Abruzzi (TE). Nella stagione teatrale 1977/’78 ha lavorato presso il Teatro Stabile dell’Aquila come assistente alla regia di Antonio Calenda. Negli anni 1984 e 1985 ha lavorato a Parigi nella lirica come primo assistente alla regia di Vittorio Rossi, con la responsabilità degli artisti negli allestimenti di ‘Aida’ e di ‘Turandot’ presso il Palais Omnisport di Bercy. Nel 1992, a Catania, nell’ambito del Festival Belliniano, ha curato la regia di ‘Larinda e Vanesio’ di J.A. Hasse al Palazzo Biscari.
Porta, Bertati, Da Ponte: Don Giovanni: con il fac-simile del libretto di Nunziato Porta per Praga del 1776. E-book. Formato PDF Luciano Paesani - Led Edizioni Universitarie, 2012 -
Il 29 ottobre del 1787 andò in scena a Praga il Don Giovanni di Mozart e Da Ponte. In breve tempo, dal palcoscenico praghese fu catapultato nella leggenda, divenendo l’Opera delle opere. L’autore di quel libretto aveva trasformato, negli anni, l’abilità riconosciutagli nel copiare-trasformare-riscrivere-riadattare in un magistero, una vera virtù. A proposito di questo suo libretto per Mozart, si è sempre ritenuto che lui abbia il debito più grande nei confronti di Bertati, passando sotto silenzio il ruolo che Nunziato Porta ha storicamente, drammaturgicamente avuto proprio nella trattazione di quel soggetto che lo aveva imposto all’attenzione dei suoi contemporanei. Così, non condividendo questa valutazione critica, propongo una serie di riflessioni partendo dall’analisi drammaturgica comparata, prima dei tre libretti di Porta e, poi, di quello di Bertati, evidenziandone le tracce che saranno successivamente presenti nel libretto «sommo» di Da Ponte. Prima di affrontare l’analisi dei libretti, ritengo comunque utile soffermarmi sull’ambiente nel quale i personaggi, oggetto oggi di trattazioni e di dispute accademiche, vivevano, tracciandone un profilo che ponga ciascuno di loro in relazione con l’altro, per meglio cercare di capirne gli umori, le contrapposizioni, le inimicizie ed i comportamenti conseguenti, altrimenti non sempre comprensibili. Ricacciare quei personaggi nella mischia, anziché isolarli dal contesto, può forse aiutarci a capirne meglio le debolezze, dandoci un’idea più disincantata e verosimile della complessa precarietà della loro esistenza quotidiana all’ombra delle luci della ribalta.