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eBooks editi da Ledizioni di Formato Epub Storia dell’arte e stili artistici: dal 1600 al 1800
"In cimborio novo": Altari a tabernacolo in Italia tra tardo Cinquecento e Settecento: modelli, diffusione, maestranze. E-book. Formato EPUB Alessandra Casati - Ledizioni, 2026 -
Gli altari "a tabernacolo" sono grandi complessi scultorei e pittorici con funzione di ancona, in genere configurati come monumentali edicole o cibori al di sopra della mensa eucaristica, nei quali lo spazio comunemente deputato ad accogliere la pala dipinta o scolpita è invece occupato da un pannello decorato entro cui si colloca un vano destinato ad ospitare un'icona venerata, antica o creduta tale, oggetto di pellegrinaggio e nella maggior parte dei casi ritenuta miracolosa. Questo vano, che può essere fornito di ante (come i tabernacoli che accolgono il Santissimo Sacramento) oppure a piena vista, è inserito entro un pannello decorato con figurazioni (angeli a sorreggere l'icona, ad esempio) o semplicemente realizzato in materiali pregiati (marmo, pietre dure, lamine metalliche). La vicenda di questi altari, di straordinaria ricchezza dal punto di vista formale e materiale, delinea percorsi che intercettano quelli della migrazione delle maestranze artistiche dal nord Italia a Roma, sino alle regioni meridionali, nonché l'attività di alcuni protagonisti della scena artistica dal tardo manierismo al barocco maturo. A cimentarsi con questa forma di altare furono artisti di calibro, da Pellegrino Tibaldi a Girolamo Rainaldi e Peter Paul Rubens tra Milano e Roma, da Cosimo Fanzago a Napoli a Gian Lorenzo Bernini ed Antonio Raggi di nuovo a Roma. Proprio la diffusione su vasta scala sul territorio della penisola italiana e l'alto livello qualitativo di alcune realizzazioni hanno suggerito di condurre un'indagine sistematica sulla tipologia dell'altare a tabernacolo, che ha ricostruito un capitolo importante della produzione artistica di età rinascimentale e barocca.
Il 'libro di lettere' di Girolamo Borsieri: arte antica e moderna nella Lombardia di primo Seicento. E-book. Formato EPUB Paolo Vanoli - Ledizioni, 2015 -
Il cosiddetto 'epistolario' manoscritto di Girolamo Borsieri è la fonte privilegiata per accostarci dall'interno a uno dei momenti più entusiasmanti dell'arte lombarda di età moderna, il primo Seicento dominato da pittori del calibro di Cerano, Procaccini e Morazzone. Da queste lettere l'erudito comasco Borsieri emerge come uno dei protagonisti della scena artistica milanese nei decenni che precedono la terribile peste 'manzoniana' del 1630: alla sua competenza di conoscitore si affidano amatori d'arte e collezionisti, a partire dal fondatore dell'Ambrosiana, il cardinale Federico Borromeo, mentre il più celebre poeta di quegli anni, Giovan Battista Marino, si rivolge a lui per procurarsi i disegni dei pittori lombardi da celebrare nei versi della Galeria. Altrettanto vasta è la fama dell'erudizione antiquaria di Borsieri, una componente fondante della sua attività e del suo modo di giudicare le opere d'arte, antiche e moderne, come testimoniano decine di lettere finora trascurate, tra le quali alcune indirizzate a Mark Welser, una delle massime autorità dell'epigrafia europea di primo Seicento. Obiettivo del volume è fornire una lettura aggiornata della figura di Borsieri e un approccio più consapevole ai manoscritti dell' 'epistolario', fino ad oggi utilizzati negli studi storico-artistici come una fonte neutra, di prima mano, senza porsi fino in fondo il problema del loro statuto e delle intenzioni che presiedono alla loro compilazione: quelle di un 'libro di lettere' destinato alla pubblicazione e concepito anche come un'autobiografia intellettuale. Accanto all'analisi dell' 'epistolario' e al commento di un centinaio di lettere di argomento letterario, artistico e antiquario, il libro dà conto anche della produzione poetica di Borsieri legata alle arti e ricostruisce il suo profilo di conoscitore, mettendone in rilievo i rapporti con il mondo dei collezionisti, degli antiquari e dei letterati lombardi.