Luigi Pellegrini Editore eBooks
eBooks editi da Luigi Pellegrini Editore di Formato Mobipocket ECONOMIA, FINANZA, IMPRENDITORIA E MANAGEMENT
Sono morto redattore. Storie di un giornalista rinato professore. E-book. Formato Mobipocket Roberto Grandinetti - Luigi Pellegrini Editore, 2018 -
“Sono morto redattore” è la storia di un giornalista professionista che dopo venti anni decide di cambiare vita e passare all’insegnamento. Una scelta dolorosissima, dettata dalla necessità, che ancora oggi lo fa soffrire. Le sue avventure (tragiche, comiche ed ironiche) si incrociano con quelle di tanti altri giornalisti di serie B, senza tante speranze per il futuro ma innamorati persi di questo mestiere. Ci sono i dietro le quinte della vita di redazione, i personaggi, gli incontri e le avventure che hanno formato il protagonista del racconto, i colleghi morti sul campo, gli amici mafiosi finiti ammazzati, in carcere o che si sono pentiti, le tante rinunce per servire sua maestà la notizia. Mille e una vita di professionisti dell’informazione, dove il giornalismo ne esce per quello che è: il più bel lavoro del mondo, dove però la maggior parte dei lavoratori della carta stampata combatte per arrivare a fine mese, dove ex direttori e bravi giornalisti d’un tratto si ritrovano per strada senza uno straccio di contratto, dove si può servire per anni lo stesso giornale ma “morire” da semplice redattore, senza cioè alcuna promozione sul campo. Il protagonista a un certo punto lascerà la redazione per provare a rinascere professore. Un trapasso velocissimo, da una vita lavorativa comunque straordinaria a un’altra forse più ordinaria, ma altrettanto stimolante. E con la consapevolezza di essersi saputo creare una via di fuga.
Ambiente e Biotecnologie. l diritto allo sviluppo sostenibile per le generazioni future. E-book. Formato Mobipocket Anna Falcone - Luigi Pellegrini Editore, 2013 -
L'idea di progresso economico vacilla nel mondo contemporaneo, e, come è stato dimostrato (H. Jonas), tenuto conto che nell'era antica, uno degli obiettivi principali della politica era la stabilità, il progresso risultava legato alla dimensione verticale inteso come raggiungimento di una sorta di purificazione morale da perseguire nel corso della vita per accedere ad un mondo ideale trascendentale. L'ideale moderno adagia questa idea di progresso concependola come un futuro migliore del presente, ma rimane un'ideale estraneo ad un'aspirazione metafisica, poiché è ricondotto al fattore economico e coincide con un paradigma quantitativo. La soggettività moderna ha la responsabilità di aver coltivato l'idea della possibilità di soddisfare tutti i bisogni possibili dell'uomo mediante l'asservimento della natura. Viceversa occorre capovolgere questa prospettiva verso una soluzione di ragionevole convivenza rispetto alla quale questo volume pone la sua riflessione.
Igitur. L'economia può fare a meno di Dio?. E-book. Formato Mobipocket Felice Lopresto - Luigi Pellegrini Editore, 2013 -
La finanza è stata la causa della crisi globale. La sua egemonia le ha consentito di sconfinare da quei limiti che le avevano permesso per tanto tempo di essere ausilio allo sviluppo. La sua fisionomia è cambiata. Essa è diventata la misura di se stessa. Il suo obiettivo è produrre denaro con altro denaro. Viene maneggiata per procurare ricchezza, attraverso operazioni e strumenti artatamente creati a tale scopo. È cresciuta a dismisura, a tal punto da avere smarrito il senso della sua funzione. È divenuta lo spazio sacro capace di attirare l’attenzione degli stregoni dell’economia, l’eldorado che consente alti guadagni, acquistando e vendendo carta. I suoi rappresentanti sono convincenti e persuasivi. Le leggi per imbrigliarla e darle un assetto più regolato e trasparente sono state abolite. La deregolamentazione ha ampliato la sua libertà di azione. Le transazioni sono aumentate e i guadagni schizzati alle stelle. Intervenuta la bolla, il ciclo si è invertito e la ricchezza si è disintegrata. Gli Stati sono intervenuti a salvataggio non delle vittime ma delle banche, responsabili di quanto era accaduto, con fiumi di liquidità. Il sistema finanziario, tonificato da questo sostegno, è ripartito all’attacco, scagliandosi contro i debiti sovrani dei paesi periferici dell’Eurozona. I Governi, succubi dei mercati, ripetono il solito motivo: la necessità di sacrifici, richiesti sempre ai soliti cirenei e mai ai responsabili. Occorre mutare la logica che sta dietro l’economia, recuperandone il senso originario, e cioè essere al servizio dell’uomo. La morale è il pilastro su cui fondarlo. Una morale che deve trovare al di fuori di sé le ragioni della sua legittimazione. Non una morale soggettiva, in base alla quale tutto sarebbe accettabile. Se fosse questo il criterio, ogni comportamento sarebbe moralmente plausibile e quindi arbitrario. Occorre stabilire criteri morali condivisi, che impegnano coloro che vi aderiscono. La morale impone la ricerca della verità. Questa operazione richiede la fissazione di un collante comune. Le religioni possono assolvere questa funzione? La parola di Dio, contenuta nelle Scritture, può rappresentare la pietra d’angolo su cui ancorare questa morale? La Scrittura accredita un’economia che rappresenta gli interessi di coloro che sono graditi agli occhi di Dio, come il povero, lo straniero, l’emarginato ed esprime un ordine che esclude lo sfruttamento e l’avidità. La ricchezza deve essere distribuita in modo equo. L’economia può arrecare grandi vantaggi all’umanità se recupera la dimensione etica, dove la persona assume un rilievo fondamentale. Andiamo verso il futuro e cerchiamo nuove strade, per intraprenderle occorre avere coraggio. Duc in altum!