Luiss University Press eBooks
eBooks editi da Luiss University Press di Formato Mobipocket Studi culturali (Cultural studies)
GeneralistiPerché una conoscenza allargata, flessibile e trasversale è la chiave per il futuro. E-book. Formato Mobipocket David Epstein - Luiss University Press, 2020 -
Grandi successi ed errori inizialmente si assomigliano. Se le storie di quanti conseguono risultati importanti vengono spesso raccontate come tragitti perfettamente lineari, Generalisti dimostra che la verità è di tutt’altro segno. Analizzando la vita e la carriera di atleti, musicisti, imprenditori e scienziati affermati, David Epstein prova che una specializzazione non precoce, preceduta da una serie consistente di tentativi ed errori, è in genere alla base della realizzazione. Roger Federer scoprì il tennis dopo aver sperimentato tutti gli altri sport che gli fossero capitati. Django Reinhardt sviluppò il suo ineguagliato stile chitarristico dopo aver perso l’uso di due dita. E Vincent Van Gogh si scoprì capace di dipingere nello stile che avrebbe rivoluzionato per sempre l’arte solo negli ultimi due anni di vita, dopo aver tentato di intraprendere i mestieri più disparati ed essere stato giudicato mediocre da maestri e supervisori. Se una iperspecializzazione perseguita sin dai primi anni è di norma considerata un vantaggio competitivo, le storie di questo libro raccontano invece come perfezionarsi in un solo campo possa a volte risultare un limite, come i momenti di crisi e di improvvisazione possano essere i più utili e che, se dedicare parte del tempo ad attività e compiti non immediatamente monetizzabili è “inefficiente”, allora l’inefficienza è un obiettivo da perseguire con tenacia. Tutti si specializzano in qualcosa prima o poi ma, come dimostra David Epstein, per conseguire qualunque risultato nessun metodo è più efficace che trasformare la propria vita in un continuo esperimento.
L’altra TerraL'utopia di Marte dall'età vittoriana alla New Space Economy. E-book. Formato Mobipocket Daniele Porretta - Luiss University Press, 2020 -
Sede di civiltà tecnologicamente avanzatissime e illuminate oppure luogo di provenienza di minacciosi estranei invasori, Marte rappresenta, da oltre un secolo, una alternativa alla Terra, un altro mondo sul quale proiettare le nostre speranze e le nostre paure. Da quando, nel Diciannovesimo secolo, gli astronomi Giovanni Schiaparelli e Percivall Lowell osservarono sulla superficie marziana quelli che ritennero essere una rete di canali artificiali, i sogni e gli incubi degli esseri umani sembrano aver conservato una speciale connessione con il Pianeta Rosso. L’altra Terra è la storia di questa connessione, la vicenda di un vero e proprio mito moderno capace di raccontare, nella letteratura e nel cinema, nella ricerca e nella scienza, i timori e le aspettative della nostra specie, piena di entusiasmo all’arrivo delle macchine, terrorizzata dall’incombenza della guerra nucleare o minacciata dalla natura che non sembra più obbedirle. Dai romanzi di Wells e Asimov ai primi film di fantascienza, dall’osservazione astronomica al progetto SpaceX con il quale Elon Musk prevede di fondare entro pochi anni la prima colonia umana su Marte, la storia raccontata in questo libro è, in fondo, la nostra stessa storia - quella, cioè, di un’umanità affascinata dal sogno di fuggire altrove, un sogno che oggi sembra finalmente prossimo a divenire realtà.
HaçiendaCome non si gestisce un club. E-book. Formato Mobipocket Peter Hook - Luiss University Press, 2019 -
Non c’è successo come il fallimento, cantava Bob Dylan in una delle sue ballate e, se questo è vero, nessuna storia come quella dell’Haçienda lo conferma. Dalla sua apertura nel 1982 a Manchester, all’epoca grigia e cupa città industriale, all’ultima serata, nel giugno del 1997, l’Haçienda, un club nato con l’ambizione di importare nel nord dell’Inghilterra il fastoso mondo dei più celebri locali newyorkesi, si rivelò al tempo stesso un disastro economico e un capolavoro culturale. Creata, sotto la guida del leggendario discografico Tony Wilson, da idealisti privi di qualsiasi preparazione organizzativa e manageriale, convinti che il club fosse un dono alla comunità e il luogo ideale dove le giovani generazioni potessero coltivare la propria creatività, l’Haçienda – come il Cabaret Voltaire, il CBGB’s o lo Studio 54 – si trasformò ben presto in uno di quei luoghi capaci di creare arte e cultura, esercitando la propria influenza ben oltre i confini della propria esistenza fisica.