Luiss University Press eBooks

eBooks editi da Luiss University Press di Formato Mobipocket Economia: filosofia e teoria

EBOOK   9788861053557

Fortuna e successo. E-book. Formato Mobipocket Robert H. Frank   -  Luiss University Press, 2018  - 

“Chi disse ‘Preferisco averfortuna che talento’ percepì l’essenza della vita”, è l’amara constatazione con cui Woody Allen apriva il suo film Match Point. Secondo il grande regista americano abbiamo paura di riconoscere quanto la buona sorte conti nella vita, al punto da far finta di nulla o, come ha scritto Jean Cocteau, da considerare la fortuna uno strumento utile soltanto a spiegare il successo degli altri. In questo libro Robert H. Frank, economista della CornellUniversity, mostra come non voler vedere gli aiuti che la buona sorte ci elargisce – non solo i piccoli colpi di fortuna quotidiani, ma anche il fatto di essere nati in un paese occidentale, di godere di buona salute o anche solo di averricevuto il supporto della propria famiglia – non rappresenti soltanto una mancanza di umiltà: pensare al proprio benessere come frutto esclusivo del proprio duro lavoro tende infatti a consolidare un pregiudizio cognitivo che disincentiva a condividere con gli altri quell’insieme di fattori che, se messi in circolo, contribuirebbero a creare un ambiente più fortunato, favorevole e ricco di opportunità per tutti.

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EBOOK   9788861055766

L'onda perfettaCavalcare il cambiamento senza esserne travolti. E-book. Formato Mobipocket Marco Magnani   -  Luiss University Press, 2020  - 

La sopravvivenza di una specie non è legata alla sua forza né alla sua intelligenza, ma al grado di predisposizione al cambiamento. Quest’assunto di Charles Darwin, secondo Marco Magnani, può essere applicato anche a imprese e territori. Le aziende che riescono a restare in gioco nel lungo periodo, infatti, non sono necessariamente quelle di maggiori dimensioni o che generano più profitti, ma quelle che gestiscono meglio i continui cambiamenti, che nell’economia globale di oggi sono frequenti, repentini e dirompenti. Storia, brand, solidità finanziaria e leadership di settore sono importanti ma a volte non bastano, come insegnano i casi di Kodak, Nokia, Motorola, Blackberry o Blockbuster, travolte da una rivoluzione digitale alla quale non hanno saputo rispondere, o quelli di gran parte degli editori di grandi enciclopedie, spiazzati da Internet e Wikipedia. Al contrario, flessibilità, visione, velocità di reazione e capacità di adattamento possono cambiare le sorti di un’azienda, come accaduto a Fujifilm, Netflix, Zara, ERG o IBM, che hanno saputo anticipare le esigenze di mercato, adattando il modello di business e diversificando le proprie attività. Un discorso analogo vale per città, regioni, paesi. Detroit non ha saputo gestire la crisi dell’automobile, mentre Pittsburgh ha reagito molto bene a quella dell’acciaio. E molto avrebbe potuto insegnare a Taranto, se solo la questione fosse stata affrontata con una visione di lungo periodo. Venezuela, Mongolia, Argentina e Sud Africa, pur ricchi di risorse naturali o situate in posizioni geografiche strategiche, non hanno saputo sfruttare il ‘vantaggio iniziale’ e hanno sofferto la ridefinizione degli equilibri geopolitici e la globalizzazione. Al contrario, Singapore, Israele, Finlandia e Corea del Sud, la cui sopravvivenza è spesso stata a rischio nel corso della storia, hanno dimostrato grande resilienza. Il cambiamento assume tanti volti. Dall’innovazione tecnologica all’emergere di nuovi concorrenti, da variazioni del quadro legislativo-regolamentare al mutare di gusti e sensibilità di consumatori e investitori. Anche cambiamento climatico, flussi migratori, guerre commerciali ed emergenze sanitarie possono scardinare equilibri consolidati. La pandemia del 2020 ce ne ha dato una conferma dirompente e imprevedibile per tutti. Il cambiamento arriva spesso come un’onda alta e minacciosa. Cavalcarla, a volte, è l’unico modo per non esserne travolti.

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