Meligrana Giuseppe Editore eBooks
eBooks editi da Meligrana Giuseppe Editore di Formato Mobipocket BIOGRAFIE E STORIE VERE
Pane e margarina. E-book. Formato Mobipocket Francesca Floccia - Meligrana Giuseppe Editore, 2012 -
Il 7 ottobre 1943 Vittorio Cerracchio, Capitano dei Reali Carabinieri, ricevette l’ordine di presentarsi in caserma per essere disarmato, con tutti i militari del reparto, ed essere avviato in una imprecisata località. Guidato da sentimento d’onore e da senso del dovere, non si dette alla fuga ma eseguì l’ordine, rimanendo anch’egli prigioniero dei tedeschi per sette lunghi mesi in Polonia. Questo libro raccoglie una parte dei suoi numerosi scritti e delle sue memorie; in particolare contiene un lungo diario di prigionia che ha il suo inizio il giorno 7 ottobre dell’anno 1943.La prigionia subita gli lasciò un lungo strascico sia nel corpo che nell’animo. Egli tornò in Italia con il pesante fardello di aver aderito al nuovo Stato creato da Mussolini, benché detta adesione fosse stata estorta sotto la minaccia di un danno ingiusto. A causa dell’atto di adesione, si tentò di gettare fango sul suo nome per molti anni. Alla fine, però, per la sua fedeltà e lealtà, gli fu annullato ogni addebito, e per il suo impegno gli furono riconosciuti numerosi meriti, fino a portarlo a ricevere, nell’anno 1972, la promozione a Generale di Brigata.
TizianaAmore che genera Amore. E-book. Formato Mobipocket Tiziana Lombardo Antonio Libertino - Meligrana Giuseppe Editore, 2017 -
Nei giorni successivi alla morte della sua giovane moglie, avvenuta in ospedale due giorni dopo la nascita della loro splendida secondogenita, Antonio ha cominciato a scriverle, a disegnare, a raccontarle storie, come in un colloquio tra vivi e defunti che fa bene alla memoria di chi è passato oltre, all’anima di chi è rimasto e ai cuori di quanti vorranno accostarsi alla lettura. Dopo un capitolo intitolato “La nostra storia” in cui vengono narrati dettagli inediti su ciò di cui Antonio è stato, suo malgrado, testimone diretto, il libro si compone di una sezione ampiamente illustrata, con acquerelli realizzati dall’unico dei due autori rimasto ancora in vita, e tante foto, tra cui alcune scattate dalla stessa Tiziana. Il tutto è arricchito da una vasta sezione multimediale, disponibile online, con le video interviste rilasciate da Antonio e dal suo avvocato Francesco Ruffa, e oltre un’ora di storie e lettere, con una canzone creata appositamente per Tiziana da Nicola Lico, che ha perso anch’egli di recente la sua amata. Il testo è anche impreziosito da una presentazione di Annalisa Di Muzio, psicologa e psicoterapeuta, e da una conclusione scritta da Alessandro Stella, giornalista e scrittore.
Un giorno alla volta. Diario di prigionia (1943-1945). E-book. Formato Mobipocket Antonio Miceli - Meligrana Giuseppe Editore, 2010 -
E' trascorso più di mezzo secolo dal termine del secondo conflitto mondiale, ma i suoi orrori sono sempre vivi nel ricordo di coloro che, attori coatti di un’immane tragedia, li patirono. Nel dopoguerra, anno dopo anno, sono uscite sempre più numerose le pubblicazioni (libri-documento, memoriali, storie romanzate, ecc.) che in molteplici modi attestano la partecipazione, diretta o indiretta, dei loro autori nella storia recente. Io ritengo giusto ed educativo che, al di fuori e a completamento dei testi prettamente storici scritti dagli specialisti, la tematica della guerra sia stata e sia tuttora così ampiamente divulgata. Ben venga perciò quest’altro libro di guerra - o piuttosto di prigionia - scritto da Antonio Miceli; egli, a differenza di molti altri, da’ spazio, oltre che all’oppressione cupa che caratterizzava i Lager tedeschi, anche ad episodi di gentilezza, d’affetto e d’umana solidarietà. La qual cosa sembra suggerire che la natura umana (la sua socievolezza) - pur nel mezzo delle azioni più atroci - non arriva mai ad essere del tutto stravolta: neppure quando la feroce legge della sopravvivenza induca il singolo al più brutale egoismo. Merito non piccolo del Miceli è l’aver saputo raccontare la propria esperienza con grande senso della misura, eludendo - per innato pudore - il facile effetto dell’enfasi: ciò anche quando in rapide notazioni evoca lo sfacelo della fine, con le SS che uccidono crudelmente i moribondi e i fuggiaschi e, nel contempo, cercano di reclutare altri uomini per un’ulteriore disperata resistenza; la narrazione, pur drammatica, non è truculenta, ma realistica.