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eBooks editi da Neri Pozza di Formato Epub Storia economica

EBOOK   9788854514232

Quando la moneta muore: Le conseguenze sociali dell'iperinflazione nella Repubblica di Weimar. E-book. Formato EPUB Adam Fergusson   -  Neri Pozza, 2016  - 

«Quando una nazione non può più fare alcun affidamento sulla propria moneta e l’inflazione ha coinvolto un popolo intero, è logico e naturale guardare alla storia di quei popoli che hanno già attraversato questa tragica e sconvolgente esperienza, per trarne informazioni e lumi». Si apre con questa premessa il magistrale saggio di Adam Fergusson dedicato alle vicende economiche della Repubblica di Weimar e alle loro conseguenze sociali e politiche, più drammatica fra tutte l’ascesa al potere di Adolf Hitler. Nel 1923, con una moneta praticamente priva di valore (il tasso di cambio nel dicembre di quell’anno fu di 1 dollaro per 4.200.000.000 di marchi), la Germania si trovò ridotta a un’economia basata sul baratto. Sigari pregiati, opere d’arte e gioielli venivano quotidianamente scambiati con alimenti di base quali il pane; un biglietto per il cinema poteva essere comprato in cambio di un pezzo di carbone, e una bottiglia di paraffina per una camicia di seta. Con un’immagine iperbolica, all’ambasciata britannica di Berlino si notò che per il cambio di una sterlina occorrevano tanti marchi quanti sono i metri fra la terra e il sole. Citando opinioni e ricordi di persone comuni e documenti provenienti dall’ambasciata britannica a Berlino, l’analisi dello storico inglese affronta soprattutto il lato umano dell’inflazione, la quale «coinvolge la moneta non meno della gente». In mezzo a gravi responsabilità o all’ineluttabilità di un destino, la vittima fu il popolo tedesco che, come ebbe a dire un sopravvissuto, rimase inebetito e traumatizzato, non riuscendo a capire che cosa stesse accadendo e chi fosse il nemico da combattere. E mentre parole come «disastro», «ro-vina» e «catastrofe» perdevano da un mese all’altro la loro portata, nemmeno il linguaggio riusciva più a trovare i termini per evocare la gravità degli eventi. Oggi, in un’epoca di acuta crisi finanziaria, la lettura di quest’opera ormai classica lancia un allarme di grave pericolo e un ammonimento contro i rischi dei finanziamenti illimitati quale scorciatoia per ripianare i deficit di bilancio e scappatoia per i governi di fronte alla stagnazione e alla disoccupazione. «Le similitudini tra l’agonia del marco e quella del dollaro balzano agli occhi... La genesi dell’agonia monetaria tedesca inizia con la decisione del Kaiser di finanziare la prima guerra mondiale indebitandosi... Il deficit americano nasce dalla volontà di Washington di lanciare una guerra contro il terrorismo globale, che permetta agli Stati Uniti di riconquistare la loro posizione egemonica nel mondo… La dipendenza degli Stati Uniti e di molti paesi europei dall’indebitamento, e la politica di salvataggio delle banche e dell’economia attraverso il quantitative easing – stampando cartamoneta – ricordano le tappe principali della scomparsa della moneta tedesca nel periodo tra le due guerre» (dall’Introduzione di Loretta Napoleoni). «Il Primo Ministro farebbe bene a mettere una copia di questo affascinante resoconto sul comodino di ogni letto nella sua residenza estiva». The Times «Magnifico... non si riesce a credere come un popolo possa tornare alla normalità dopo un tale manicomio finanziario». Financial Times «La narrazione procede con un ritmo incalzante, esattamente come l'inflazione». Guardian

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EBOOK   9788854525672

Il prezzo della pace: Economia, democrazia e vita di John Maynard Keynes. E-book. Formato EPUB Zachary D. Carter   -  Neri Pozza, 2022  - 

John Maynard Keynes è l’economista che ha rivoluzionato il pensiero politico ed economico del Novecento, e seguita ancora oggi a suggerire soluzioni ogni qual volta le crisi economiche e le relazioni internazionali minacciano le democrazie. Il suo nome perciò ricorre spessissimo nelle discussioni politiche e nelle dispute economiche odierne, soprattutto quando il mondo si inceppa. È noto che fu lui a comprendere per primo che il trattato di pace firmato alla fine della Prima guerra mondiale avrebbe generato un nuovo conflitto planetario per le condizioni troppo umilianti imposte alla Germania. Fu lui a suggerire le politiche economiche che consentirono all’Occidente di uscire dalla grande crisi del 1929. E fu ancora lui a immaginare il sistema monetario internazionale che avrebbe dovuto favorire la rinascita economica dell’Europa rasa al suolo dalla Seconda guerra mondiale. La sua eccezionale esperienza umana e intellettuale è, tuttavia, conosciuta da pochi. Molti, infatti, ignorano che Keynes era anche un fine intellettuale, cresciuto nella Cambridge tra fine Ottocento e inizio Novecento, amico dei personaggi più eccentrici dell’epoca, da Bertrand Russell a Ludwig Wittgenstein, da Virginia Woolf a Lytton Strachey, e propugnatore di idee economiche democratiche ispirate alla giustizia sociale. Fu il primo vero lib-lab della storia. Tra gli animatori della sofisticata enclave londinese di Bloomsbury, ebbe una vita intensa e «spericolata». Omosessuale quando nel Regno Unito era ancora un delitto, alla soglia dei quarant’anni si innamorò di una ballerina russa «scandalizzando i suoi amici». Questa biografia, brillante e appassionata, ricostruisce la parabola intellettuale dell’uomo e, al tempo stesso, fornisce un vivido spaccato delle società britannica ed europea tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. «Una spettacolare biografia che dipinge un ritratto ricco e compiuto del grande economista e colloca le sue idee nell’ampio spettro della storia economica e intellettuale». The Washington Post «Il ritratto lucido e avvincente di un uomo la cui duratura fama si accresce quando la crisi colpisce». The Wall Street Journal «Ingegnoso… un divertente riassunto della storia economica del Ventesimo secolo che entusiasmerà anche il lettore comune». The Economist

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EBOOK   9788854527737

Ascesa e declino dell'ordine neoliberale. L’America e il mondo nell’era del libero mercato. E-book. Formato EPUB Gary Gerstle   -  Neri Pozza, 2024  - 

La crisi delle democrazie occidentali, schiacciate da disuguaglianze di reddito e disparità sociali, leadership populiste e ondate di etnonazionalismo, è il segno più evidente di una frattura nell’ordine politico che da decenni domina il mondo: l’ordine neoliberale, che ha preso forma negli Stati Uniti degli anni Settanta e Ottanta e da lì ha conquistato e trasformato l’intero pianeta. Il suo declino ha avuto origine negli anni di Bush, con la fallita ricostruzione dell’Iraq secondo criteri ultraliberisti e lo scoppio della Grande recessione nel 2008, e si è manifestato nell’ascesa di Trump e della sinistra guidata da Bernie Sanders. Ma per comprendere dove condurrà la caduta dell’ordine neoliberale è necessario ricostruire il modo in cui si è consolidato, smantellando l’ordine del New Deal prima imperante. Gary Gerstle passa in rassegna cent’anni di storia americana per rinvenire le tracce ideologiche, sociali, elettorali, organizzative e culturali di un sistema di idee e valori che si è costituito in ordine politico duraturo, egemonizzando la destra così come la sinistra. Sono noti i principi economici del neoliberalismo: Stato minimo e libero scambio; libera circolazione di capitali, merci e persone; privatizzazione e deregolamentazione; globalizzazione dei mercati come fattore di prosperità tanto per l’Occidente – ben saldo in cabina di pilotaggio – quanto per i Paesi emergenti. Tuttavia, suggerisce Gerstle, se il neoliberalismo si è affermato è stato anche grazie a valori quali la fiducia nella libertà personale e nell’emancipazione individuale, il culto dell’innovazione tecnologica, il cosmopolitismo e il multiculturalismo, che dopo la fine della Guerra fredda hanno trovato terreno fertile anche in ambito progressista. Non a caso, tra i suoi principali fautori rientrano tanto Ronald Reagan quanto Bill Clinton. Le gravi conseguenze sociali e le disfunzioni politiche dell’ordine neoliberale segnano oggi il suo inesorabile tramonto. Ma l’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 dimostra quanto la rottura di un ordine politico può essere pericolosa: se ne sorgerà uno nuovo, potrà essere votato all’uguaglianza e alla solidarietà, ma anche all’autoritarismo. L’ordine del New Deal aveva persuaso una cospicua maggioranza di americani che un forte Stato centralizzato potesse gestire nel pubblico interesse un’economia capitalistica dinamica ma pericolosa. L’ordine neoliberale aveva convinto una maggioranza di americani altrettanto ampia che il libero mercato avrebbe svincolato il capitalismo da inutili controlli statali diffondendo la prosperità e la libertà personale negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Oggi nessuna di queste proposte gode del sostegno o dell’autorità di un tempo. Che cosa verrà dopo? «Affascinante e incisivo». The New York Times «È raro poter usare l’espressione “classico” subito dopo l’uscita di un libro, ma la storia economica di Gerstle lo merita». Financial Times

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